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Quote by Osamu Dazai

“Quando scoprii che il mio concetto della felicità sembrava in pieno contrasto con quello d’ogni altra persona, fu tale l’angoscia che mi dibattei gemendo insonne nel mio letto per notti e notti di seguito.”

Quote by Osamu Dazai

Author

Osamu Dazai
Osamu Dazai

Osamu Dazai was a renowned Japanese author born on June 19, 1909, in Takamatsu, Shikoku, Japan. His works are known for their profound social criticism and unique literary style, with notable titles including 'The Buried Alive' and 'Fostering'. Dazai passed away on June 13, 1948. more

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“Shun la stava ascoltando, però oltre la finestra, sul marciapiede, c’era un uomo che passeggiava. Lo guardò meglio e vide che aveva qualcosa al guinzaglio. Guardò ancora meglio e capì che si trattava di una pannocchia. La trascinava lasciandosi dietro un solco misto a impronte nella neve. «Lo vedi anche tu?» chiese. «Che cosa?» «Il tizio con la pannocchia.» Miyamura-san guardò. «Non reggono tutti l’alcol come noi.» Shun non riuscì a distogliere lo sguardo. «Lo so che hai ragione», disse infine, «è solo che… beh, è questo il massimo in cui posso sperare?» Stava guardando anche lei fuori, ma ora accigliata, sinceramente confusa. «Perché, Shun, in che cosa speravi?»”

“Godete dunque dei piaceri della vita: amate un uomo, una donna. Andate a vedere le Dolomiti. Baciatevi sotto la pioggia. Scrivete le vostre memorie. Leggete qualche testo di filosofia o, ancor meglio, leggete o rileggete qualche famoso libro per bambini. Nuotate lasciandovi andare. Non mollate. Lottate. Perdonate. Cantate sotto la doccia. Fermatevi a guardare i ciliegi in fiore. Studiate la matematica. Imparate una lingua straniera. Indignatevi. Arrabbiatevi. Concedetevi qualche momento di malinconia e tristezza. Siate felici. Ammirate. Stupitevi. Pregate. Ciò che la vostra mano è in grado di fare, fatelo con tutta la vostra forza.”

“Love forever She ran her fingers through her hair, A smile appeared, and faded in her face somewhere, Then as she lifted her eyebrows and she removed her freely falling hair, In her eyes I found my desires and their brilliant glows, and in them I too existed somewhere, Their charm immediately sieged me from everywhere, And I began sinking into her sensation, her dreams and her eyes, and in it I sank somewhere, Where my desires flowed unto her, Now even my closed eyes only beheld her, Her beauty had cast me in the crucible of love and its endless affair, That exuded feelings invading my soul, and I fell in love with her, With the glow in her eyes, with the smile that gradually submerges into her, And makes me feel that I am endlessly being kissed by her, I was engulfed by a veritable need to be with her forever, To be her only thought about a true, and her only lover, Whom she romances in the daylight and in the night’s dark cover, A beautiful feeling from which she can part never, A crescendo of joy that with every passing moment turns lovelier, Creating a cohesion of two feelings which coexist in the cocoon of love forever, She with me and I with her, Where all desires before these two feelings surrender, Creating a universe of love where my heart beats no longer whisper, But beat loud and confess that they only beat for her, And in return she too confesses, “I too will love you forever!” And I cannot help falling in love everytime I see the smile gracefully covering her.”

“La sofferenza è insita nella natura umana; ma non soffriamo mai, o almeno molto di rado, senza nutrire la speranza della guarigione; e la speranza è un piacere. Se talvolta l'uomo soffre senza speranza di guarire, la sicurezza matematica che l'esistenza finirà deve essere un piacere; perchè, nella peggiore delle ipotesi, la morte sarà un sonno pesante, durante il quale saremo consolati da sogni felici, oppure la perdita della conoscenza; ma quando godiamo, la riflessione che il nostro godimento sarà seguito dalla sofferenza non viene mai a turbarci. Il piacere, quindi, mentre ce lo procuriamo, è sempre puro; il dolore è sempre temperato. [...] L'uomo saggio, credetemi, non potrà mai essere completamente infelice; sono propenso a credere al mio amico Orazio, il quale afferma che il saggio è sempre felice: nisi quum pituita molesta est. Ma qual è il mortale che ha sempre il catarro?”