Quotessence
Home / Quotes / Quote by Ray Bradbury

Quote by Ray Bradbury

“È perché siamo così ricchi e il resto del mondo è così povero e a noi non importa nulla che lo sia? Ho sentito strane voci circolare; il mondo sta morendo di fame, ma noi siamo ben pasciuti. È proprio vero che mentre il mondo stenta e suda, noi ci balocchiamo, giochiamo? È per questo che siamo tanto odiati? Ho sentito anche voi dire di quest'odio ogni tanto, negli anni. Sai perché ci odiano tanto? Se lo sai, dimmelo, perché io non lo so davvero! Forse i libri possono aiutarci a uscire un po' da queste tenebre. Potrebbero impedirci di ripetere sempre gli stessi errori pazzeschi! Mai che sentissi quei furfanti idioti del tuo salotto dire qualcosa in proposito! Dio, Millie, non vedi? Un'ora al giorno, due ore, con questi libri e forse...”

Quote by Ray Bradbury

Work

Fahrenheit 451

Ray Bradbury's Fahrenheit 451 is a thought-provoking novel set in a future society where books are banned and firemen are employed to burn any that are found. The story follows a fireman named Guy Montag who begins to question the status quo and the role of literature in society. more

Author

Ray Bradbury
Ray Bradbury

Ray Bradbury, born on August 22, 1920, and died on June 5, 2012, was an influential American science fiction writer, playwright, and poet. His works are known for their unique imagination and profound philosophical insights, which have had a profound impact on the science fiction genre. more

You May Also Like

“Apro la porta, piano. La chiave scricchiola, il legno geme. L'odore di libri mi raggiunge subito le narici. Inspiro e sorrido. Mi rendo conto che la prima volta che ero stata qui non mi ero accorta di tutti questi dettagli. Ero stata inondata da tutte le sensazioni che sentivo ed ero rimasta stordita, incapace di distinguere tutte le diverse sfaccettature. Sgattaiolo dentro e chiudo la porta. Mi sento come una bambina che abbia trovato un rifugio segreto. Sono come Mary de "Il giardino segreto". Sento nelle ossa che questo posto è mio.”

“Vagava per i corridoi della biblioteca dell’università, in mezzo a migliaia di libri, inalando l’odore stantio del cuoio e della tela delle vecchie pagine, come se fosse un incenso esotico. Certe volte si fermava, prendeva un volume da uno scaffale e lo teneva per un istante tra le sue manone, che vibravano al contatto ancora insolito con il dorso e il bordo e le pagine docili. Poi cominciava a sfogliarlo, leggendo qualche paragrafo qua e là, e le sue dita rigide giravano le pagine con infinita attenzione, quasi timorose di distruggere, con la loro rozzezza, ciò che avevano scoperto con tanta fatica.”

“Ha letto tutti quei libri?” ho chiesto. “Sì. Alcuni anche più d’una volta. Sono i grandi amori della mia vita. Mi fanno ridere, piangere, dubitare, riflettere. Mi permettono di evadere. Mi hanno cambiata, hanno fatto di me un’altra persona.” “Un libro ci può cambiare?” “Certo che un libro ti può cambiare! E può anche cambiare la tua vita. Come un colpo di fulmine. E non si può sapere quando avverrà l’incontro. Bisogna diffidare dei libri, sono geni addormentati.”