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Quote by Giuseppe Pontiggia

Work

Il giocatore invisibile

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Author

Giuseppe Pontiggia

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“Son, Refrain from engaging with those who cannot stand your success. They will do their utmost to block your progress. When they see you being elevated, they will come up with issues to ensure your name is forgotten. Surround yourself with people who yearn to see you at the table of greatness, they will help you get there.”

“Cinema e fumetto devono [...] produrre segni specifici per ogni loro enunciato, cioè ogni volta che viene prodotto un film o un fumetto. Non possono ricorrere a un codice segnico standard e finito, quale è appunto un alfabeto [...] Per questo diciamo che si tratta di linguaggi e non di lingue, perché non si tratta di sistemi chiusi, bensì aperti, i cuin codici non risiedono solo in una pluralità di sistemi semiotici e di tipologie di segno utilizzate (verbale, iconico, fonico), ma essenzialmente nelle modalità sincretiche con cui questi sistemi e segni vengono impiegati, mescolati, correlati, e infine recepiti. - pag. 150”

“Individualità, Complessità. Ambiguità. Difetti. Errori. Tutte queste cose sono privilegi. Individualità, complessità, ambiguità, difetti ed errori ovviamente non sono affatto privilegi. Sono propri dell’essere umano, senza non si può esserlo. Eppure non sono concessi agli esseri umani che deviano dalla norma. Così, ciò che costituisce una persona nella sua ricchezza di sfaccettature, diventa un privilegio. Per coloro che vengono analizzati, a cui viene dato un nome, che vengono chiusi nelle definizioni dei nominanti: “La donna ebrea, L’uomo di colore. La donna con disabilità. L’uomo con un background migratorio. La donna musulmana. Il rifugiato. La lesbica. La donna trans. Il lavoratore straniero. Tutti vengono nominati e considerati in gruppo. Come se fosse possibile capire un essere umano senza trascorrerci del tempo e senza entrare in contatto con il suo punto di vista. Senza conoscere le sue contraddizioni, i suoi difetti, i suoi errori. E anche allora il processo di conoscenza di una persona non ha fine.”