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Quote by Natalia Ginzburg

“Un’altra volta capitò che io dovessi fare con gli Olivetti un viaggio in automobile, e ci fermammo per il pranzo in una trattoria; e mentre tutti loro ordina-vano tagliatelle e bistecche, io ordinai per me solo un uovo a bere, e dissi poi a mia sorella che avevo ordinato solo un uovo «perché non volevo che l’ingegner Olivetti spendesse troppo». Questa cosa venne riferita al vecchio ingegnere, che ne fu molto divertito, e usava riderne spesso: e nel suo riderne c’era tutta l’allegria d’essere molto ricco, di saperlo, e scoprire che c’era ancora qualcuno che non lo sapeva.”

Quote by Natalia Ginzburg

Work

Lessico famigliare

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Author

Natalia Ginzburg
Natalia Ginzburg

Natalia Ginzburg was an Italian author known for her delicate psychological portrayals and profound social insights. Her works often focus on family and personal relationships, reflecting the changes in Italian society. She was born on July 14, 1916, and died on October 7, 1991. more

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“Mi sentivo perduta, abbandonata, cacciata, sputata via, sepolta, gettata in un'enorme fossa. Piccola. Piccolissima. Consapevole, lì nel buio freddo, della mia esiguità, dell'assoluta impossibilità di essere grande. Briciola. Scheggia. Cosa perduta. Piccola cosa perduta. Ecco come mi sentivo. Qualcosa del genere. Ma non era tutto. Non ancora. Perché lasciata lì, da sola nei cumuli, mi sentivo come se fossi morta, totalmente morta, defunta, spacciata, destinata a non essere ricordata mai da nessuno, mai nemmeno esistita, ignota a chiunque e per sempre. Ecco, così.”

“Non è che ci sarebbe voluto tutto questo tempo, ma il fatto è che quando hai sbancato i cassetti trovi una quantità di carte vecchie, scordate, alcune delle quali, quasi a forza, vogliono essere lette e tu, inevitabilmente, finisci col precipitare sempre più in fondo al gorgo della memoria e ti tornano in mente macari cose che per anni e anni hai fatto di tutto per scordare. E' un gioco tinto quello dei ricordi, nel quale finisci sempre per perdere.”

“Persone o morte, o comunque antichissime anche se vive ancora, perché partecipi di tempi lontani, di vicende remote, quando mia madre era piccola, quando aveva sentito dire «la sorella della mia cagna» e «de cosa spussa l’acido solfidrico»; persone che non si potevano incontrare ora, che non si potevano toccare, e che anche se si incontravano e si toccavano non erano però le stesse di quando io le avevo pensate, e che anche se vive ancora erano state tuttavia contagiate dalla vicinanza dei morti, con i quali abitavano nella mia anima: avevano preso, dei morti, il passo ir-raggiungibile e leggero.”

“So you make this deal with the gods. You do these dances and they'll send rain and good crops and the whole works? And nothing bad will ever happen. Right.' Prayer had always struck me as more or less a glorified attempt at a business transaction. A rain dance even more so. I thought I might finally have offended Loyd past the point of no return, like stealing the lobster from frozen foods that time, to get myself fired. But Loyd was just thinking. After a minute he said, 'No, it's not like that. It's not making a deal, bad things can still happen, but you want to try not to cause them to happen. It has to do with keeping things in balance.' In balance.' Really, it's like the spirits have made a deal with us.' And what is the deal?' I asked. We're on our own. The spirits have been good enough to let us live here and use the utilities, and we're saying: We know how nice you're being. We appreciate the rain, we appreciate the sun, we appreciate the deer we took. Sorry if we messed up anything. You've gone to a lot of trouble, and we'll try to be good guests.' Like a note you'd send somebody after you stayed in their house?' Exactly like that. 'Thanks for letting me sleep on your couch. I took some beer out of the refrigerator, and I broke a coffee cup. Sorry, I hope it wasn't your favorite one.”

“Quell’aria da cane bastonato, la conservò sempre; sfogava tuttavia su di noi, e in particolare su mia madre, una sua volontà sarcastica, dispotica e testarda. Intratteneva con mia madre, che amava teneramente e dalla quale era teneramente amata, un rapporto burbero, sarcastico e niente affatto servile. – Meno male che lui è una signora, se no come farebbe a guadagnarsi la vita, lui che non è buona di far niente, – diceva a mia madre. – Lui chi? – Lui, lei, lei!”

“ll tempo non ha più bisogno di essere contato e gli istinti tornano ad primordiali. Potrò mangiare frutta strappandola dagli alberi, finché avrà la forza di germogliare da sola. Mangerò cibo in scatola e in breve il glutammato sarà l'unico ricordo che avrò dell'umanità, almeno finché le date di scadenza lo permetteranno. Continuerò a dormire sonni chimici e ad avere nostalgia. Quando sulla terra farà buio mi chiederò se qualcuno, in mezzo all'umanità evacuata, lassù in una curva della galassia, si chiederà dove sono, cosa sto facendo, come me la cavo su questo pianeta a mia disposizione dove la volontà è azzerata, il linguaggio un utensile inutile il tempo è solo l'attesa di qualcosa che accada. E mi risponderò che no, nessun pensiero al di fuori dell'atmosfera si prenderà il disturbo di contemplarmi.”

“Non siamo nati solo per mangiare, né per guadagnare denaro, né per starcene senza far nulla, né per lasciare eredi, né tantomeno per invecchiare. Non siamo invece venuti al mondo perché dentro di noi brucia la fiamma di una passione? Non siamo qui, adesso, per amare i nostri cari e creare tanti bei ricordi, e portarli con noi fino a quando moriremo, senza rimpianti?”