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Quote by Giovanni Ragonesi

“ll tempo non ha più bisogno di essere contato e gli istinti tornano ad primordiali. Potrò mangiare frutta strappandola dagli alberi, finché avrà la forza di germogliare da sola. Mangerò cibo in scatola e in breve il glutammato sarà l'unico ricordo che avrò dell'umanità, almeno finché le date di scadenza lo permetteranno. Continuerò a dormire sonni chimici e ad avere nostalgia. Quando sulla terra farà buio mi chiederò se qualcuno, in mezzo all'umanità evacuata, lassù in una curva della galassia, si chiederà dove sono, cosa sto facendo, come me la cavo su questo pianeta a mia disposizione dove la volontà è azzerata, il linguaggio un utensile inutile il tempo è solo l'attesa di qualcosa che accada. E mi risponderò che no, nessun pensiero al di fuori dell'atmosfera si prenderà il disturbo di contemplarmi.”

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Work

La primavera da lontano

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Author

Giovanni Ragonesi

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“Non siamo nati solo per mangiare, né per guadagnare denaro, né per starcene senza far nulla, né per lasciare eredi, né tantomeno per invecchiare. Non siamo invece venuti al mondo perché dentro di noi brucia la fiamma di una passione? Non siamo qui, adesso, per amare i nostri cari e creare tanti bei ricordi, e portarli con noi fino a quando moriremo, senza rimpianti?”

“S’era messo a leggere Dante. Aveva scoperto che era bellissimo. S’era messo anche a studiare il greco, e a leggere Erodoto, e Omero. Invece non poteva soffrire Pascoli, né Carducci. Carducci poi lo mandava in bestia. – Era monarchico! – diceva. – Era prima repubblicano, e poi è diventato monarchico, perché s’è innamorato di quella scema della regina Margherita! – E pensare che è dello stesso tempo di Baudelaire, dello stesso secolo! Leopardi, sí, era un grande poeta. I soli poeti moderni sono Leopardi e Baudelaire! È ridicolo che nelle scuole italiane si studi ancora Carducci!”

“Le cornici senza vetro dove ho iniziato ad appendere la mia collezione orologi vecchi; i primi due erano del nonno, a corda, col quadrante ingiallito e i numeri sottili; gli altri ho iniziato a comperarli dopo, per non lasciarli soli, spinto dalla convinzione che tutti gli oggetti meritano la chance di seconda vita, anche di una terza e, se si riesce, di una quarta, e sarebbe bello se la stessa chance venisse concessa anche a noi, perché una sola non basta mai.”