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Quote by Jennifer Brown

“Time's never up", she whispered, not looking at me, but at my canvas. "Just like there's always time for pain, there's always time for healing. Of course there is.”

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Author

Jennifer Brown

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“«Ti amo» – disse il Piccolo Principe. «Anche io ti voglio bene» – rispose la rosa. «Ma non è la stessa cosa» – rispose lui. – «Voler bene significa prendere possesso di qualcosa, di qualcuno. Significa cercare negli altri ciò che riempie le aspettative personali di affetto, di compagnia. Voler bene significa rendere nostro ciò che non ci appartiene, desiderare qualcosa per completarci, perché sentiamo che ci manca qualcosa».”

“Guardando il bel viso del suo migliore amico, Qhuinn ebbe la sensazione di conoscere da sempre quei capelli rossi, quegli occhi azzurri, quelle labbra, quella mascella. E fu proprio in virtù della loro lunga storia in comune che cercò qualcosa da dire, qualcosa in grado di riportarli al punto di partenza. Tutto ciò che gli venne in mente fu... Mi manchi. Mi manchi talmente tanto che sto male, ma non so come trovarti, anche se sei qui davanti a me.”

“Succede che, a un certo punto, quel brivido che ci scuote non lo vogliamo più sentire e lo scambiamo per uno spiffero di freddo che disturba il nostro torpore, le nostre abitudini. Allora ci copriamo, ci infagottiamo di alibi. I nostri passi si fanno prevedibili, pesanti, come nella neve d'inverno, fino a che smettiamo di camminare. "Si tira avanti", preferiamo rispondere, e non ci accorgiamo che è indietro che stiamo andando. Iniziamo a sbuffare dei "lunedì della vita", degli imprevisti, delle continue prime volte, smettiamo di essere curiosi, non vogliamo nulla di nuovo - "basta, grazie, sono a posto così" -, vogliamo che ogni giorno sia "domenica", sprofondati nella tranquillità del nostro piccolo divano e delle nostre piccole certezze. Scappiamo dall'istinto di vivere e reclamiamo la "vacanza" della vita - "vacanza" che però significa "mancanza, assenza". Siamo tutti così impegnati nello sforzo inane di respingere quell'istinto così umano di partire. E alla sera siamo sempre più stanchi, svuotati.”

“Cambiare le cose è ancora possibile. Possiamo rifornire di acqua fresca e potabile la popolazione. Possiamo fare in modo che non sia il profitto a regolare i raccolti, e possiamo fare in modo che i raccolti non vengano geneticamente modificati a scopo di lucro. Le persone muoiono perché si nutrono di cibo avvelenato. Gli animali muoiono perché li obblighiamo a mangiare rifiuti, perché li costringiamo a vivere nella loro sporcizia, perché li ingabbiamo e li maltrattiamo. Le piante avvizziscono perché innaffiamo la terra con sostanze chimiche nocive anche per noi. Ma possiamo correggere tutto. Ci somministrano menzogne per renderci più deboli, vulnerabili, più controllabili. Il nostro cibo, la nostra salute, il nostro sostentamento dipendono da altri. Ed è questo che ci penalizza. Ci rende codardi. Rende i nostri figli schiavi. È giunta l'ora di reagire.”