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Quote by Guido Tonini

Work

Non è la luce

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Author

Guido Tonini

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“«Più persone aggiungi, più la felicità si fa una cosa parziale. Essere felici diventa più complicato se aggiungi persone, perché non basta più che le cose vadano bene a te soltanto, serve assolutamente vadano bene anche a loro» aveva confidato una volta al dottor Fujita. «Certo, allargando la portata dei nostri affetti, la statistica ci dà sempre meno ragione. Completamente felici non lo si potrà essere più» aveva risposto il medico con un sorriso, mentre gli prendeva il battito. «Sempre che anche prima, da soli, fosse possibile essere completamente felici.»”

“«La felicità arriva come riflesso delle tue azioni. Questo riflesso è quello che chiamiamo karma. Quando sei di fronte a uno specchio e fai un movimento, questo viene ripetuto dallo specchio. Ma se tu non fai nulla, lo specchio sta lì, fermo». Questa sua definizione di felicità mi colpì particolarmente. Azione e reazione. Causa e effetto. La lessi come una conferma della bontà dei miei propositi di voler riuscire a fare qualcosa di utile per il prossimo. Sembrava quasi volermi dire: sei nel posto giusto al momento giusto. Daniele, sei nel posto giusto, qui, in Cambogia, per finalmente aiutare gli altri. E vedrai che il karma sarà poi generoso con te.”

“Felicità o infelicità non sono quasi mai uno stato di fatto, premio o condanna dell'esistenza, immutabile condizione di gioia o disperazione. Il loro senso profondo si nasconde invece nel mutamento: in ciò che, proprio in quanto felici o infelici, siamo o non siamo in grado di fare per noi e per gli altri intorno a noi. "Felice", dal latino "felix" deriva dalla stessa radice verbale fe- di "fecundus", fertile, produttivo. Fecondi non sono solo i campi di grano: fecondi siamo noi, che grazie alla felicità possiamo sorprenderci a compiere gesti o azioni che mai avremmo immaginato. Essere felici non significa quindi non avere problemi, contrattempi, e vivere un imperturbabile stato di quiete - quella si chiama tranquillità, calma, magari "relax" come nei dépliant dei resort in qualche spiaggia esotica. La felicità è invece l'opposto: è l'energia di agire, la gioia di fare, la voglia di cambiare - di essere "fertili", di veder sbocciare i fiori che siamo. E l'infelicità è il suo contrario: l'incapacità di muoversi, di scrollarsi di dosso pensieri pesanti, l'impossibilità di fare anche solo un passo oltre. Essere infelici vuol dire non fare niente, non dire niente, non amare nessuno - rifiutare la fecondità della vita, così imprevedibile di occasioni, e preferire la sterilità, l'assenza di eventi. L'una è azione, l'altra inazione. L'una è slancio verso l'alto, l'altra affondo verso il basso.”