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Quote by Anje Kruger

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Anje Kruger

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“Libertà e uguglianza sono tra gli scopi primari perseguiti dagli esseri umani per secoli; ma libertà totale per i lupi significa morte per gli agnelli; una totale libertà dei potenti, dei capaci, non è compatibile col diritto che anche i deboli e i meno capaci hanno a una vita decente. Un artista che voglia creare un capolavoro è indifferente alla miseria e allo squallore a cui condanna col suo tipo di esistenza la propria famiglia: noi possiamo condannarlo e sostenere che il capolavoro dev'essere sacrificato ai bisogni umani, oppure possiamo schierarci dalla parte dell'artista; ma in entrambi i casi ci troviamo davanti a valori che per certi uomini e donne sono valori assoluti e che sono intelleggibili a tutti noi se abbiamo immaginazione o solidarietà o comprensione per gli esseri umani. L'uguaglianza può esigere la limitazione della libertà di coloro che vorrebbero dominare. Senza un minimo di libertà ogni scelta è esclusa e perciò non c'è possibilità di restare umani nel senso che attribuiamo a questa parola; ma può essere necessario mettere limiti alla libertà per fare spazio al benessere sociale, per sfamare gli affamati, per vestire gli ignudi, per dare un alloggio ai senza tetto, per consentire agli altri di essere liberi, per non ostacolare la giustizia e l'equità.”

“I più celebrati utopisti dei tempi moderni... offrono un quadro pressochè statico degli attributi essenziali dell'uomo e, di conseguenza, una descrizione altrettanto statica della società perfetta ritenuta raggiungibile. Con ciò essi ignorano il carattere degli uomini in quanto esseri che si autotrasformano, che sono capaci di libere scelte - entro i limiti imposti dalla natura e dalla storia - fra scopi contrastanti e reciprocamente incompatibili.”

“Noi siamo di fronte a valori in conflitto; il dogma che essi devono necessariamente, in un modo o nell'altro, essere conciliabili è una pia illusione, niente di più; l'esperienza ci insegna che ciò è falso. Noi dobbiamo scegliere, e scegliendo una cosa ne perdiamo, forse irrimediabilmente, un'altra... Ciò nondimeno, la gloria e la dignità dell'uomo consistono nel fatto che non viene scelto, ma è lui a scegliere; che può essere il proprio padrone (anche se talvolta ciò lo riempie di paura e di un senso di solitudine); che nulla lo costringe a comprare la sicurezza e la tranquillità al prezzo di lasciarsi rinchiudere in una nitida casella entro una struttura totalitaria che s'industria di spogliarlo, con un colpo solo, della responsabilità, della libertà e del rispetto tanto di se medesimo quanto dei suoi simili.”