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Quote by Pier Paolo Pasolini

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Lettere luterane. Il progresso come falso progresso

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Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini

Italian film director known for his unique artistic style and profound social criticism. Pasolini's films spanned a variety of styles, from Neorealism to political satire, often exploring themes of class, gender, and social inequality. His notable works include 'La Dolce Vita', 'The Decameron', and 'Sodoma 120 Days'. more

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“Nella vita di ognuno esistono momenti - quando la porta sbattuta all'improvviso e senza alcun visibile motivo di colpo si riapre, quando lo spioncino chiuso un attimo fa viene di nuovo aperto, quando un brusco che sembrava irrevocabile si muta in -, momenti in cui il mondo intorno a noi si trasfigura, e noi stessi ci riempiamo di speranza come di nuovo sangue. E' stata concessa una proroga a qualcosa di ineluttabile, definitivo; il verdetto del giudice, del dottore, del console, è stato riviato. Una voce ci avverte che non tutto è perduto. E con gambe tremanti e lacrime di gratitudine passiamo nel locale adiacente, dove ci pregano di prima di spedirci nel baratro.”

“Provava un senso di orrore all'idea di dover mettere la sua amata solitudine e i suoi pensieri più intimi a disposizione di un giovanotto che, in qualità di marito, sarebbe stato autorizzato a sconvolgere tutta quella sua vita interiore. È vero, con la solitudine non aveva raggiunto la felicità, ma almeno era arrivata a evitare le sensazioni troppo dolorose.”

“Uno che ha ragione non ha niente da raccontare. Quelli che hanno delle cose da raccontare sono quelli che hanno torto. 'Siccome tutti i posti dalla parte della ragione erano occupati, ci siamo seduti dalla parte del torto', deve aver detto nel secolo scorso un commediografo tedesco. E perché tutti noi, lettori di Delitto e Castigo, siamo solidali con Raskolnikov? Perché facciamo il tifo per lui e nessuno si dispiace per la vecchia usuraia? Perché la letteratura, il romanzo, è sempre dalla parte del torto. Non nasce nelle corti, nasce nelle piazze dei saltimbanchi, nelle case dei malati, dei cialtroni, degli zingari, dei ladri, dei truffatori, dei briganti, [...], dei mostri, degli idioti.”

“In generale, ricevetti critiche da sinistra e da destra: i miei lettori di destra (perché anche le persone di destra leggono) si offesero molto, perché lo scrittore che aveva sempre consegnato loro dei libri apolitici, questa volta aveva pubblicato un libro che non condividevano ideologicamente. D'altra parte, anche i miei compagni di sinistra si arrabbiarono, perché credevano che non fosse giusto scrivere un romanzo su cose così gravi come quelle che accadevano in quei frangenti (p. 83).”