Quotessence
Home / Quotes / Quote by Clarice Lispector

Quote by Clarice Lispector

“The future, at least, had the advantage of not being the present, and the worse can always take a turn for the better... For, strange though it may seem, she had faith. Composed of fine organic matter, she existed. Pure and simple.”

Quote by Clarice Lispector

Work

The Hour of the Star

This book is a poignant narrative that delves into the complexities of human existence, focusing on the life of a young woman who arrives in a coastal city in Brazil. The story is imbued with a sense of isolation and the pursuit of ambition, offering a rich tapestry of emotional depth and cultural insight. more

Author

Clarice Lispector
Clarice Lispector

Clarice Lispector was a renowned Brazilian writer, born on December 10, 1920, to a Ukrainian immigrant family, and passed away on December 9, 1977. Her works are known for their unique narrative style and profound philosophical insights, and she is considered one of the greatest Brazilian writers of the 20th century. more

You May Also Like

“Ho visto il sole tramontare in un mare di fuoco liquido e sorgere come una sfera di rame incandescente. Ho visto la luna far risplendere i veli del cielo notturno come fuochi fatui e rispecchiarsi nel lento respiro delle onde. Ho visto il mare così liscio e l'aria così trasparente che la volta stellata sembrava sdoppiarsi al punto che non si capiva più qual era il sotto e quale il sopra, e pareva di veleggiare dentro a un globo splendente di luci. Ho visto cieli e nubi che un artista avrebbe impiegato un'esistenza intera a cercare di riprodurre.”

“A scuola la signora Forbes mi disse che quando mia madre era morta era volata in cielo. Mi aveva raccontato questa cosa perché la signora Forbes è molto vecchia e crede nell’aldilà. Porta sempre i pantaloni della tuta perché sostiene che sono molto più comodi dei pantaloni normali. E ha una gamba leggermente più corta dell’altra a causa di un incidente in moto. Quando mia madre è morta, però, non è andata in cielo perché il cielo non esiste. Il marito della signora Peters è un prete che tutti chiamano il Reverendo Peters, e ogni tanto viene a trovarci a scuola per parlare un po’ con noi; un giorni gli chiesi dove fosse il cielo. - Non è nella nostra galassia. È un luogo a sè, - rispose. Qualche volta il Reverendo Peters emette uno strano verso mentre pensa, una specie di ticchettio con la lingua. E fuma e si sente l’odore delle sigarette mentre tespira e a me dà fastidio. Dissi che non c’era niente fuori dall’universo e che non poteva esistere un luogo a sè. A meno che non si attraversi un buco nero, ma un buco nero è ciò che si definisce una Singolarità, che significa che è impossibile scoprire cosa c’è dall’altra parte perché la forza di gravità di un buco nero è talmente potente che persino le onde elettromagnetiche come la luce non riescono a sfuggirle, e le onde elettromagnetiche sono il mezzo attraverso il quale riceviamo le informazioni su tutto ciò che è lontano da noi. Se il cielo si trovasse dall’altro lato di un buco nero i morti dovrebbero essere scaraventati nello spazio su dei razzi per arrivare fin lassù e così non è, altrimenti la gente se ne accorgerebbe. Penso che le persone credano nell’aldilà perché detestano l’idea di morire, perché vogliono continuare a vivere e odiano pensare che altri loro simili possano trasferirsi in casa loro e buttare tutte le loro cose nel bidone della spazzatura. Il Reverendo Peters spiegò: - Be’, quando dico che il cielo è fuori dall’universo è solo un modo di dire. Immagino che ciò che significa veramente è che i defunti sono con Dio. - Ma Dio dov’è? Allora il Reverendo Peters tagliò corto dicendo che avremmo fatto meglio a discuterne in un altro momento, quando avessimo avuto più tempo a disposizione. Ciò che di fatto avviene quando una persona muore è che il cervello smette di funzionare e il corpo si decompone, come quando morí Coniglio e noi lo seppellimmo in fondo al giardino. E tutte le sue molecole si frantumarono in altre molecole e si sparsero nella terra e vennero mangiate dai vermi e defluirono nelle piante, e se tra 10 anni andremo a scavare nello stesso punto non troveremo altro che il suo scheletro. E tra 1000 anni anche il suo scheletro sarà scomparso. Ma va bene ugualmente perché adesso lui è parte dei fiori e del melo e del cespuglio di biancospino. Quando una persona muore qualche volta viene messa in una bara, che significa che il suo corpo non si unirà alla terra per moltissimo tempo, finché anche il legno della bara non marcirà. Mia madre però fu cremata. Questo vuol dire che è stata messa in una bara e bruciata e polverizzata per poi trasformarsi in cenere e fumo. Non so cosa capiti alla cenere e non potei fare domande al cimitero perché non andai al funerale. Però so che il fumo esce da lcamino e si disperde nell’aria e allora qualche volta guardo il cielo e penso che ci siano delle molecole di mia madre lassù, o nelle nuvole sopra l’Africa o l’Antartico, oppure che scendano sotto forma di pioggia nelle foreste pluviali del Brasile, o si trasformino in neve da qualche parte, nel mondo.”

“Todo termina en una pieza fría, en una pieza gris. Tu cuerpo abandonado ahí como una piedra. Y después. En esa pieza fría, tu cuerpo. Qué. Tu cuerpo. Le damos vueltas al asunto. Ya nada te pertenece, y no logramos hacernos a la idea. Dudamos, suponemos. Si eso ya no eres tú, ¿Por qué sería "el"? Tu cuerpo. No puede ser él porque tú ya no eres tú. Estamos ahí, en calma, en una calma aparente, porque se puede mantener la calma mientras se enloquece por dentro. Silenciosamente hechos pedazos (no lo sabíamos, no lo supimos hasta ese día), estamos en calma, aturdidos por esa inexistencia espectacular, a la vez inexpresiva y exorbitante, saberte ahí, en ningún lado. Esa distancia brutal. Quisiéramos llevarte, no sabemos por dónde empezar, no podemos resignarnos a que te conviertas en una mera idea, por grande que sea, estamos de pie ante ti, sabemos que es la última vez, la última, debería tener un sentido, no puede tenerlo. ¿Después qué? Los ritos. Deslicé contra tu piel un papel plegado, con palabras balbuceadas en un beso. Y mis lágrimas rápidas sobre tus párpados.”