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Olivier Föllmi Books

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“Essere un giovane fotografo professionista, significa passare solo il 20 per cento del tempo a fare fotografie. Il resto serve a incontrare persone per vendere le immagini, ecc... Vivendo male gli insuccessi, molti sprofondano nell'amarezza. Nessuno cresce senza fallimenti: accettarli è importante per riuscire in questo mestiere difficile. Solo la passione permette di superare gli ostacoli. La passione non si spegne coi fallimenti, non si accende in caso di successo... Resta fiamma di vita.”

“Sul campo la difficoltà è lasciarsi coinvolgere e nel frattempo prendere le distanze, cogliere la spontaneità anticipandola e farsi da parte pur essendo nel centro della vita. Ci si destreggia di continuo, per abbandonarsi all'emozione, mantenendo la mente fredda per trasmettere quella sensazione. Una foto non ha il rumore della festa, gli odori dell'incenso, l'euforia di un bicchierino... Bisogna sempre mantenersi un po' distanti, nel proprio angolo, per stabilire se è meglio dimenticarsi della fotografia e vivere fino in fondo la festa, salvo scriverne dopo, oppure se vivere meno intensamente la festa per meglio fotografarla.”

“Per fotografare, talvolta cammino ore per raggiungere una cresta e trovare una vista che mi soddisfi. Poi aspetto ancora per ore la luce giusta: una foto riuscita dipende dal tempo che le si dedica. Amo quei lunghi momenti di marcia, di attesa, di speranza, che mi permettono di entrare in comunione e di ricevere l'immagine come una grazia. Quando alla fine, nell'attimo divino della confluenza dei tre “gioielli" - luogo, luce e soggetto - premo il tasto per scattare, provo un sentimento d'amore.”

“Dirigiti verso il continente la cui musica ti chiama, la cui cultura ti ispira e fermati nel paese dove ti sentirai a casa. Ritorna due volte, dieci volte nel tuo paese d'adozione. Forse ci andrai a vivere? Non ti imporre dei limiti, lascia aperte tutte le porte. Parti come un bimbo incantato e lascia che il viaggio ti porti per mano: il primo sconosciuto da scoprire sei tu stesso! Approfitta del viaggio per perdere colui o colei che pensi di essere. Dimentica quello che hai imparato, diffida delle tue certezze, molla gli ormeggi, lasciati sorprendere! Parti nudo, osa fare il mendicante: il viaggio ti offrirà abiti nuovi. Rivelerà in te ricchezze che neanche sospettavi. Tornerai senza un soldo, ma sarai ricchissimo.”

“Il successo del nostro percorso dipende dalla nostra famiglia, dalla nostra compagna o dal nostro compagno, dagli amici che ci incoraggiano e ci circondano quando non abbiamo un soldo e ci ritroviamo col morale a terra. Sono loro a darci il coraggio di continuare la strada quando siamo divorati dal dubbio. Sul nostro impervio cammino, dipenderanno sempre dagli altri, da coloro che ci accolgono cm da coloro che ci raccolgono...”

“La mia difficoltà permanente, che ritengo inerente al mestiere di fotografo viaggiatore, è trovare l'equilibrio tra il movimento e la stabilità perché questo mestiere non permette il giusto mezzo. Sviluppare uno spirito disponibile e creativo sul posto, aperto all'incontro, poi tornare e condividere le preoccupazioni quotidiane della vita in famiglia e in ufficio mi destabilizza così tanto che appena reintegrato e sistemato nuovamente all'interno dei miei riferimenti affettivi e familiari, devo pensare di nuovo a preparare i bagagli, accettare di lasciare i miei e casa mia per tornare a essere un nomade solitario...”

“E' divorando la vita che si diventa fotografi, viaggiando fino a trovare il proprio villaggio, la famiglia d'adozione, quella di cui si ha voglia di raccontare la storia. Non esitate a investire sugli altri, unitevi al genere umano. Diventate traghettatori, create ponti da una riva all'altra. Non c'è bisogno di andare lontano. La bellezza di una storia non dipende dai chilometri percorsi, ma dall'intensità dello scambio, del vissuto e da come, con gli occhi lucidi, si comunica dall'intimo più profondo. Se ci si esprime col cuore, si parla al cuore degli altri. Non è inseguendo il mai visto che si trova il proprio posto nella fotografia. E' semplicemente offrendo un altro sguardo fotografico, sensibile, sincero. Profondo.”