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Quote by Gesualdo Bufalino

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Diceria dell'untore

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Author

Gesualdo Bufalino

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“Humphrey Point era pieno di personaggi bislacchi. Ricordo il vecchio Mortimer, per esempio, che viveva su al faro. Era un vecchio taciturno e dall'aspetto trasandato. Ricordo Melissa, mia cugina di qualche tipo di grado, che di qualcuno era figlia, ma certamente non di un McCarthy, visti i capelli neri come la pece e la carnagione caffè-latte. Ricordo la vecchia Ester, la più anziana del villaggio, che mi accolse quando nacqui, in un simbolico passaggio di consegne. Ricordo le persone. Tutte. Ma la cosa che più ricordo di Humphrey Point è la natura. Il verde della terra. Il blu del cielo. I colori di un mondo che non esiste più.”

“«Sai niente sulle stelle?» «Intende in astronomia?» Annuì. «Spesso ci dimentichiamo che sono lontane anni luce. La luce delle stelle che ora ammiriamo nel cielo proviene dal passato, è stata emessa migliaia di anni luce fa. Quando le navi solcavano i mari facendosi guidare dalle stelle, i navigatori cercavano letteralmente il futuro studiando il passato.»”

“Ho voglia di lavorare. Ne ho bisogno. Come sempre il lavoro distrae, assorbe l'humus del cervello, prosciuga protegge da quelle divagazioni che iniziano in maniera innocente, quasi per gioco, poi lentamente si trasformano in un attacco demolitore che non si arresta davanti a nulla e la furia iconoclasta, convinta di ottemperare a un dovere morale inciso nel dna, distrugge tutto ciò che gli capita a portata di tiro: le cose che si sono dette e fatte, le amicizie e gli affetti e le chiacchiere da bar, le scelte che si sono portate avanti e quelle che si sono abbandonate, neppure i vestiti indossati in quella o quell'altra occasione vengono risparmiati, tutto ciò che abbiamo addosso, intorno, dietro alle spalle, nei cassetti, nelle zone meno accessibili del cervello, è uno sbaglio di cui vergognarsi e che reclama vendetta.”