Quotessence
Home / Quotes / Quote by Fabio Volo

Quote by Fabio Volo

Work

Le prime luci del mattino

Browse quotes and source details for this work. more

Author

Fabio Volo

Browse famous quotes and profile details for Fabio Volo. more

You May Also Like

“Quasi sempre si era sentita dire che era sbagliato credere che il mondo sarebbe cambiato; la giudicavano per questo ingenua e anche un po’ presuntuosa. Ma d’altra parte, se tutti l’avessero pensata così, allora nessuno avrebbe fatto il primo passo. Eleonora credeva fermamente che fosse possibile migliorare, e non si vergognava di questa speranza; lei continuava a fare il primo passo, sperando che un giorno avrebbe incontrato altri giovani che, insieme a lei, avrebbero fatto camminare il mondo verso un futuro migliore.”

“Stregobor, così va il mondo. Viaggiando si vedono tante di quelle cose. Due contadini si uccidono per una capezzagna in mezzo a un campo che l'indomani verrà calpestato dai cavalli delle squadre di due reggenti decisi ad assassinarsi a vicenda. Sugli alberi che costeggiano le strade dondolano gli impiccati, nei boschi i briganti tagliano la gola ai mercanti. Nelle città ci s'imbatte a ogni pie sospinto in cadaveri abbandonati nei canali di scolo. Nei palazzi ci si pugnala, nei banchetti c'è continuamente qualcuno che scivola sotto il tavolo, livido di veleno. Ci ho fatto l'abitudine. Perché dunque dovrebbe farmi impressione una minaccia di morte, per giunta nei tuoi confronti?”

“«Signore, avete tutta la coscia gonfia. E la febbre vi consuma...» «Vada a farsi fottere la febbre. Yurga?» «Sì, signore?» «Ho dimenticato di ringraziarti...» «Non siete voi che dovete ringraziare, signore, ma io. Siete stato voi a salvarmi la vita, a ridurvi così per difendermi. E io? Io che cosa ho fatto? Ho medicato un uomo ferito e privo di sensi, l'ho caricato sul carro, non l'ho lasciato crepare? È una cosa normale, signor strigo.» «Non poi così normale, Yurga. Sono già stato abbandonato... in simili situazioni... come un cane...» Il mercante, la testa bassa, rimase in silenzio. «Eh, sì, viviamo in un mondo schifoso. Ma non è una buona ragione perché facciamo tutti gli schifosi. Abbiamo bisogno del bene. A me lo ha insegnato mio padre e io lo insegno ai miei figli.»”

“Quello della vostra visione è un mondo di paura, un mondo nel quale la gente teme di uscire dopo il crepuscolo per paura non dei banditi, ma dei guardiani della legge, perché le grandi cacce ai delinquenti hanno sempre come conseguenza l’entrata in massa dei delinquenti nelle file dei guardiani della legge. Quello della vostra visione è un mondo di corruzione, ricatto e provocazione, un mondo di testimoni della corona e di falsi testimoni. Un mondo di spiate e di confessioni estorte. Di delazioni e di paura delle delazioni. E verrà inevitabilmente il giorno in cui nel vostro mondo si strapperanno i seni con le tenaglie alla persona sbagliata, in cui s’impiccherà o s’impalerà un innocente. E allora sarà ormai un mondo di criminali. Insomma, un mondo in cui uno strigo si sentirebbe come un pesce nell’acqua.»”

“La fisica del XIX e XX secolo si è scontrata con queste domande ed è incappata in qualcosa di inaspettato e sconcertante, assai più del fatto, in fondo marginale, che il tempo passi a velocità diverse in luoghi diversi. La differenza fra passato e futuro - fra causa e effetto, fra memoria e speranza, fra rimorso e intenzione - nelle leggi elementari che descrivono i meccanismi del mondo non c'è.”