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Quote by C.S. Lewis

“Las más inflexibles feministas no tienen que envidiar al sexo masculino la corona que les es ofrecida, ya sea en el misterio pagano o en el cristiano: porque una es de papel; la otra, de espinas. El verdadero peligro no está en que los maridos vayan a coger la corona de espinas con demasiada vehemencia, sino que ellos permitan u obliguen a sus mujeres a que se la roben.”

Quote by C.S. Lewis

Work

The Four Loves

C.S. Lewis delves into the complexities of love, offering a theological and philosophical analysis of its various forms and their impact on human life. more

Author

C.S. Lewis

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“Anche Isabel era sconvolta, ma non colpita quanto si sarebbe immaginata. Ciò che sentiva non era una grande responsabilità, una grande difficoltà di scelta; le appariva chiaro che nella questione non c’era stato da scegliere. Non poteva sposare Lord Warburton; questa idea non poteva andar d’accordo con nessuno degli illuminati pregiudizi a favore della libera esplorazione della vita che ella aveva finora professati o che era attualmente capace di professare. Doveva scrivergli questo, doveva convincerlo, ed era un compito relativamente facile. Ma ciò che la turbava, nel senso che la riempiva di meraviglia, era proprio il fatto che le costasse così poco rifiutare una magnifica «occasione». Quali che ne fossero i limiti, Lord Warburton le aveva offerto una grande possibilità; la situazione poteva avere i suoi lati negativi, poteva contenere elementi oppressivi, elementi meschini, poteva addirittura dimostrarsi nient’altro che un farmaco a base di stupefacenti, ma lei non faceva ingiuria al suo sesso ritenendo cosa certa che, su venti donne, diciannove vi si sarebbero adattate senza un lamento. Perché dunque non doveva imporsi irresistibilmente anche a lei? Chi era, che cosa era lei, per ritenersi superiore? Che modo di vedere la vita, che progetti per la sua sorte, che concetto della felicità aveva lei, tali che pretendevano di essere più vasti di queste vaste, di queste favolose prospettive? Se non avesse fatto una cosa come questa, allora avrebbe dovuto fare grandi cose, avrebbe dovuto fare qualcosa di più grande. La povera Isabel trovava modo di ricordare ogni tanto a se stessa che non doveva essere troppo orgogliosa, e non c’era niente di più sincero della sua preghiera di essere immune da tale pericolo: l’isolamento e la solitudine dell’orgoglio assumevano nella sua mente l’orrore di un luogo deserto. Se era stato l’orgoglio ad impedirle di accettare Lord Warburton, tale bêtise era singolarmente fuori luogo; ed era tanto cosciente che egli le piaceva, da giungere a dire a se stessa che si trattava proprio della delicatezza, e della fine intesa, di una comunione di spiriti. Le piaceva troppo per sposarlo, ecco la verità; qualcosa le diceva che c’era un punto debole nella brillante logica della proposta - così come la vedeva lui - anche se non riusciva a metterci sopra nemmeno la piccolissima punta del suo dito; e infliggere ad un uomo che offriva tanto una moglie con tali tendenze critiche, sarebbe stata un’azione particolarmente disonesta. Gli aveva promesso di pensare alla sua proposta, e mentre, dopo che egli l’aveva lasciata, se ne tornava, sperduta nella meditazione, alla panchina dove lui l’aveva trovata, poteva sembrare che stesse mantenendo la promessa. Ma non era così; ella si domandava se non era per caso una creatura fredda, dura, vanitosa, e, mentre infine si alzava e si dirigeva piuttosto svelta verso casa, sentiva, come aveva detto prima al suo amico, davvero terrore di se stessa.”

“Las diferencias en talento, inteligencia, conocimiento, son despreciables en comparación con la identidad de la esencia humana común a todos los hombres. Para experimentar dicha identidad es necesario penetrar desde la periferia hacia el núcleo. Si percibo en otra persona nada más que lo superficial, percibo principalmente las diferencias, lo que nos separa. Si penetro hasta el núcleo, percibo nuestra identidad, el hecho de nuestra hermandad. Esta relación de centro a centro —en lugar de la de periferia a periferia— es una «relación central».”

“...las maniobras amorosas del mundo heterosexual son dignas del mismo asombro y desconfianza que percibe en la voz de su hermana cuando está dice: —¿Pero cómo puedes irte a la cama con una persona que apenas conoces? A él le gustaría contraatacar diciendo: «Pues yo nunca podría jurarle fidelidad eterna a una sola persona», pero eso no es verdad. Lo que es verdad es que le aterra la clase de persona en que podría convertirse una vez hubiera pronunciado semejante juramento.”

“Desgraciadamente, quienes han perdido el auténtico sentido de la humildad –esa permanente conciencia de la relación entre cada individuo y Dios– han perdido también la capacidad de llevar sus cargas de este modo. No ven más que la carga, las dificultades y las humillaciones en sí; y se hunden. Empiezan a autocompadecerse, a cuestionarse cosas de su vida matrimonial o de su vocación que antes estimaban en mucho. El sacrificio, el esfuerzo y la entrega parecen no tener sentido; la caridad, la paciencia y el amor se convierten en meras palabras vacías. Empiezan a cuestionarse incluso el acierto o la validez de su decisión primera, a buscar la libertad o algún modo de escapar.”

“El verdadero matrimonio empieza antes del día de la boda. Y los esfuerzos del matrimonio continúan mucho después de que termine la ceremonia. Un breve momento y el trazo de una pluma es todo cuanto se necesita para crear el vínculo legal del matrimonio, pero hace falta una vida entera de amor, compromiso, perdón y transigencia para que un matrimonio sea duradero y eterno.”