Quotessence
Home / Quotes / Quote by Stefánsson Jón Kalman

Quote by Stefánsson Jón Kalman

“Non so da dove vengono le tenebre, ma credo comunque vengano dallo stesso posto da cui viene la luce, e credo anche che le tenebre si abbattano su di noi perché glielo lasciamo fare (..) credo sia difficile trovare la luce, a volte molto difficile, ma credo anche che nessuno possa andare a cercarla per noi”

Quote by Stefánsson Jón Kalman

Author

Stefánsson Jón Kalman

Browse famous quotes and profile details for Stefánsson Jón Kalman. more

You May Also Like

“Bisogna salvare le ferite. Non lasciarle sole, sperdute nell’idea fissa della medicazione e della guarigione. Bisogna interrogare le ferite e aspettare le risposte. La risposta alla ferita siamo noi. I nostri gesti, le nostre possibilità accolte o respinte, i tremori e gli assalti rispondono tutti alle ferite. Perdere una ferita significa perdere una segnaletica importante per un viaggio dentro le orme dell’esistenza, un viaggio che ci accomuna e ci distingue, ci fa cantati, cantati dalla vita cruda.”

“Ad ogni passo e ogni sguardo, si rimane affascinati, un po’ come un bambino quando scopre cose nuove e rimane sbalordito.” Viaggio itinerante di 7 giorni nella terra di Tamerlano, percorrendo parte della Via della Seta, alla scoperta di un Paese che ha superato di molto le mie aspettative. Itinerario iniziato a Khiva e terminato nella capitale Tashkent, ammirando posti straordinari, tra moschee, madrase, alcuni musei e laboratori artigianali, ma anche scoperto quanto sia fantastica ed ospitale la popolazione uzbeka. Questo libro è stato pensato come una specie di “guida-racconto”, dove vengono raccolte non solo le mie esperienze di viaggio (per la prima volta in gruppo), ma anche cenni storici, leggende, alcune curiosità e più 100 immagini, oltre ad una sezione dedicata per dimostrare la bellezza di questo fantastico Paese.”

“Questo libro raccoglie l'esperienza del mio viaggio in Nepal, un viaggio indimenticabile che mi ha permesso di vedere il mondo con occhi diversi. Un itinerario iniziato e terminato a Kathmandu, accompagnato per gran parte del viaggio dalla guida locale Mahesh che oltre a darmi informazioni sui luoghi, mi parlava anche della storia del Paese e le divinità. Ho potuto ammirare posti straordinari da Pokhara a Dhulikel, visitando monasteri buddisti/induisti e luoghi sacri, ma anche vedere le devastazioni causate del terremoto del 2015. Il libro è stato creato come una sorta di guida-diario (con anche qualche foto), narrando le mie sensazioni e i luoghi visitati, senza trascurare qualche piccola curiosità e un evento a dir poco tragicomico.”

“Il giusto viaggiare è quello di non conoscere, nei luoghi in cui si va, nessuna persona o pochissime; di non avere commendatizie da consegnare e appuntamenti cui consegnarsi; di non avere impegni che con se stessi, per vedere senza affanni le cose che abbiamo desiderato vedere e che di solito, almeno per me, non sono — di una regione, di una città — moltissime. Certo l’incontro con persone può anche funzionare come rivelazione di quello che si suol dire il genio del luogo; ma oggi un po’ meno ed è comunque meglio contemplare un tal genio nelle cose.”