Quotessence
Home / Quotes / Quote by Irène Némirovsky

Quote by Irène Némirovsky

“Quelli che lo circondavano, la sua famiglia, gli amici, accendevano in lui un sentimento di vergogna e di furore. Li aveva visti sulla strada, quelli e i loro simili, ricordava le macchine piene di ufficiali che scappavano con le loro belle valigie gialle e le loro donne truccate, i funzionari che abbandonavano le loro sedi, i politici che, presi dal panico, seminavano lungo la strada carte e documenti segreti, le ragazze che, dopo aver piagnucolato come dovuto nel giorno dell'armistizio, ora si consolavano con i tedeschi. "E dire che nessuno lo saprà, che ci sarà intorno a tutto questo un tale intrigo di menzogne che ne faranno un'altra pagina gloriosa della Storia di Francia. Si daranno da fare per snidare atti di abnegazione, di eroismo. Buon Dio! Con quello che ho visto io! Porte chiuse a cui si bussava invano per avere un bicchiere d'acqua, e quegli sfollati che saccheggiavano le case; ovunque, dall'alto al basso, confusione, viltà, vanità, ignoranza! Ah! Siamo proprio un bel popolo!”

Quote by Irène Némirovsky

Work

Suite francese

Browse quotes and source details for this work. more

Author

Irène Némirovsky

Browse famous quotes and profile details for Irène Némirovsky. more

You May Also Like

“Tucídides el ateniense relató la guerra entre los peloponesios y los atenienses describiendo cómo lucharon unos contra otros, y se puso a ello apenas fue declarada por considerar que iba a ser grande y más famosa que todas las anteriores; se fundaba en que ambos bandos estaban en muy buena situación para ella gracias a sus preparativos de todas clases, y en que veía que el resto de los griegos se aliaba a uno u otro partido, unos inmediatamente y otros retrasando el momento. Pues fue éste, efectivamente, el mayor desastre que haya sobrevenido a los griegos y a una parte de los bárbaros, y, por así decirlo, a la mayoría de los hombres.”

“Perdonadme que cuente de manera tan personal mi amor a las cosas inanimadas que se despierta en los que van a morir. Calle a calle, sobre un montón de casas rotas, se paseó la muerte. Abrieron el vientre de mi calle las bombas. La oigo llorar aún con sus cientos de ventanas golpeándose en sus quicios durante toda la noche. Recuerdo como primer elemento el agua que lo encharca todo y el olor, un olor a alquitrán, a humo, a polvo, a ilusiones molidas... Cuando va a comenzar un bombardeo, los gatos desaparecen, sorprendidos de vivir entre las gentes capaces de permitir tales cosas, y los perros aúllan, preotegiéndose junto a nuestros pies. A los seres humanos se les ponen ojos suplicantes de niño.”

“La pietà per le vittime si mescola alla rabbia quando iniziano i "commenti televisivi". Non sopporto le chiacchiere di molti politici che hanno già capito tutto, individuato buoni e cattivi ... So benissimo, tra l'altro, che per molti di loro Osama fino a stamattina poteva essere indifferentemente una città del Giappone o una marca di preservativi. Eppure sono già in onda, specialisti dell'indignarsi, perfino nel piangere se conviene farlo, pronti a tutto fuorchè a capire. Orgogliosi della guerra, nostalgici della prima linea, non li sfiora neppure il dubbio che la guerra sia la più grande vergogna della specie umana, una specie talmente poco sviluppata da non riuscire ancora a trovare, dopo millenni di storia, un modo per risolvere i propri problemi che non sia l'autodistruzione.”

“La guerra oggi è pace, e la pace è guerra. Le belle e le brutte notizie durano poco, assumono quasi subito un significato ambiguo, perdono chiarezza: e anche se non ci sono guerre o altre calamità, l’industria della paura impedisce che se ne parli in modo non allarmistico. Le belle notizie non fanno più notizia. Le brutte notizie sono, per definizione, le notizie.”

“[A] construção [do romance 'Grey Bees', de Andrey Kurkov] é de uma simplicidade polida: através de seu estilo econômico, que diz muito, e de uma narrativa principal singela contra um pano de fundo político intrincado e habilmente disfarçado como secundário, a narrativa alegoriza, através de seu rol de personagens, três visões principais sobre o conflito Rússia-Ucrânia: A primeira, daqueles que defendem a atitude opressora da Rússia como a solução natural para a Ucrânia. A segunda, daqueles que se mantêm firmes de que o passado a que Putin se agarra não deve tornar a ser o presente. E a terceira, como a do protagonista do livro, Sergey Sergeyich, um apicultor pacato de 49 anos que faz parte dos que não querem nada além de paz — e não a paz mundial propriamente dita, mas a 'paz' de poder continuar com sua rotina sem precisar se preocupar com política. Sergeyich é um 'isentão'.”