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Quote by Jim Morrison

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Jim Morrison
Jim Morrison

Jim Morrison was an American rock singer and poet, one of the representatives of rock music in the 1960s. His music style was unique, with poetic lyrics, which had a profound impact on the world. more

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“Thousands on the roads, the abandoned railtracks, tonight, bums on the outside, libraries inside. It wasn't planned, at first. Each man had a book he wanted to remember, and did. Then, over a period of twenty years or so, we met each other, traveling, and got the loose network together and set out a plan. [...] We' re nothing more than dust jackets for books, of no significance otherwise. Some of us live in small towns. Chapter One of Thoreau's Walden in Green River, Chapter Two in Willow Farm, Maine. Why, there's one town in Maryland, only twenty-seven people, no bomb'll ever touch that town, is the complete essays of a man named Bertrand Russell. Pick up that town, almost, and flip the pages, so many pages to a person. And when the war's over, some day, some year, the books can be written again, the people will be called in, one by one, to recite what they know and we'll set it up in type until another Dark Age, when we might have to do the whole damn thing over again. But that's the wonderful thing about man; he never gets so discouraged or disgusted that he gives up doing it all over again, because he knows very well it is important and worth the doing.”

“Le dico che non so se siano discorsi che convincono la gente a scendere dai cornicioni, ma che io alla sua età mi sentivo una merda in un corpo sbagliato e oggi invece mi sento un merda nel corpo giusto, a me pare già un miglioramento. Io mi sento una merda sbagliata in un corpo sbagliato, dice. Le dico che io adesso sono un'altra, ma il ragazzo che mi schifava prima di schifa anche ora. Allora non c'è speranza, dice lei. Forse no, dico. O forse sì. Ma nessuna di noi due lo scoprirà su un cornicione.”

“Non so dopo quanto accadde, ma a un certo punto sentii una sensazione fisica di immensa pace. Era come se qualcuno mi avesse preso in braccio, e io, abbandonata in quell'abbraccio, capii, seppi, senza ombra di dubbio, che ce l'avrei fatta, che la mia vita sarebbe stata sicuramente diversa, ma io e i bambini saremmo andati avanti, perchè non ero sola. Mi tremano le dita mentre lo scrivo, ma sono certa che su quel divano, nel momento più basso della mia vita, nella solitudine e nella disperazione, ho incontrato Dio. Forse si può pensare che questa sia la suggestione di una donna di fede, ma allora la mia fede era qualcosa di profondamente diverso da ciò che sarebbe diventata poi. Ero credente non per scelta ma perchè, per educazione, non avevo mai avuto alternative. Per tradizione, abitudine, per fare contenti i miei genitori. Qualche volta, confesso, mi costava anche fatica. Invece su quel divano è successo qualcosa che ha radicalmente cambiato tutto: Dio ha abbracciato me, e io lui. Non ho memoria di quanto durò, ma ogni cellula del mio corpo ricorda quella pace che ho ricercato, trovandola, ogni volta che la tempesta è tornata a scuotere la mia esistenza. Quando mi sono sentita di nuovo sola e smarrita, mi sono ricordata che Dio era venuto da me, e anche se non l'avesse fatto ancora, quello che importava è che l'aveva fatto quella volta. (...) Non ci conoscevamo personalmente, ma sapevano che vivevamo lì, avevano capito subito chi fosse quell'uomo. "Mia madre" disse la donna "ha urlato: vieni dobbiamo dire una preghiera per loro". Così avevano fatto. Sono convinta che quel giorno Dio sia venuto da me sul divano anche grazie a quella preghiera.”