Quotessence
Home / Quotes / Quote by Anagaby Arrieta

Quote by Anagaby Arrieta

Work

Ángel, la mênis del guardián

Browse quotes and source details for this work. more

Author

Anagaby Arrieta

Browse famous quotes and profile details for Anagaby Arrieta. more

You May Also Like

“- E que mal há nisso, num país em processo de desenvolvimento como o nosso? O Brasil precisa mais de cientistas e técnicos do que de helenistas, latinistas e estetas... - De acordo, até certo ponto... Mas deixa também um lugarzinho na tua Sociedade Nova para os humanistas. A Filosofia não é tão inútil como parece. E o homem necessita de música, de poesia e - que diabo! - precisa também aprender a usar bem o lazer que um dia a ciência, ajudada pela técnica, lhe há de proporcionar. Em suma, a técnica nos fornece os meios. O humanismo nos orienta quanto aos fins. E não concebo humanismo sem ciência.”

“O cozimento deu início a um compromisso dietético que atualmente move uma indústria. Os alimentos populares cozidos em fábricas gigantescas são muitas vezes desprezados, por serem supostamente desprovidos de micronutrientes, tendo excesso de gordura, sal e açúcar e muito poucos sabores interessantes, mas essas são as iguarias que evoluímos para desejar. O resultado é o excesso. Na virada do século XXI, 61% dos americanos estavam "com excesso de peso suficiente para começar a experimentar problemas de saúde como resultado direto".”

“Uomini che fino a ieri erano padroni del loro destino, in quella foresta che era il loro mondo, portano ora mucchi di rifiuti che s'accumulano nelle profonde buche scavate dai bulldozer; non è nemmeno l'integrazione del lavoro della miniera o nell'interno degli impianti. È un impiego che (sembrerebbe volutamente) lascia gli aborigeni ai margini delle strade dei bianchi e della loro civiltà. Non più liberi cacciatori, ma solo miserabili raccoglitori di rifiuti altrui. Per questo, forse, l'aver incontrato dopo questi gruppi "integrati" di Gove, i gruppi ancora liberi di Oenpelly ha avuto per me un senso particolare. È stato come avere la diretta misura del fenomeno che antropologi ed etnologi chiamano acculturazione; la misura di un assassinio culturale collettivo, in nome del progresso. La morte di civiltà diverse, siano esse quelle di centinaia di milioni di uomini - in Africa, nell'Asia del Sud, in America meridionale e centrale - sia quella di poche migliaia di individui come gli aborigeni d'Australia.”

“Una cosa è certa: mentre le conoscenze e la potenza dell'uomo aumentano con incommensurabile e sempre crescente rapidità, le sue virtù e la sua saggezza non si sono visibilmente sviluppate nel corso dei secoli. Il cervello dell'uomo moderno non è sostanzialmente diverso da quello dell'umanità che ha combattuto e amato su questa terra milioni di anni fa. La natura dell'uomo è rimasta praticamente immutata. In condizioni di tensione sufficientemente acuta - per la fame, la paura, lo scatenamento degli istinti guerreschi, o pesino per un freddo delirio intellettuale - l'uomo moderno che conosciamo cosi bene commetterà gli atti più terribili, e la sua donna lo spalleggerà. (Thoughts and Adventures)”