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Quote by John Gray

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John Gray
John Gray

John Gray, born on December 28, 1951, is a renowned author. His works primarily revolve around interpersonal relationships and gender differences, with his most famous book being 'Men Are from Mars, Women Are from Venus'. His books have gained widespread popularity worldwide, offering profound insights into gender communication and relationship understanding. more

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“Ah, allora è così che succede. Quella faccenda dell'uscire dal proprio corpo, intendo. Mi sento sollevare in alto, ma non poi tanto. E non è che mi veda fluttuare sospesa sopra il mio corpo. No. Sento solo caldo sul lato destro, dalla spalla fino alla coscia. Il che è strano. Non mi risulta che in paradiso ci si possa andare solo per metà. Forse la mia vita è talmente incasinata che persino il Padreterno deve prendersi un po' di tempo per capire che deve farci, con me.”

“Credo che si 'barcolli' d'amore per via di un vuoto interiore. Uno spazio impercettibile. Un appetito mai appagato. È la comparsa fortuita di una promessa di sazietà, talvolta affascinante, talvolta brutale, a riaprire una crepa, a rivelare i nostri vuoti e a mettere in discussione le cose che consideravamo acquisite e immutabili - matrimonio, fedeltà, maternità - ,quella promessa inattesa, quasi mistica, ci mostra chi siamo veramente, e al contempo ci spaventa, ci fa spiegare le ali verso l'ignoto e accende il nostro appetito, la nostra urgenza di vivere, perché se già sospettavamo che niente è eterno, ora all'improvviso ne abbiamo la certezza, così come sappiamo che non resterà alcun ricordo, alcuna carezza, nessun profumo di pelle, nessun sapore di sangue, nessun sorriso, nessuna parola cruda, nessuna indecenza, nessun avvilimento: all'improvviso scopriamo che il presente è l'unica eternità possibile. "Danzando sull'orlo dell'abisso”

“Ma il loro tesoro era rimasto, oro e non soltanto oro. Qualcosa si trova ancora — ma chi la trova non lo dice mai perché, vedi, gliene resterebbe solo un terzo: questa è la legge per chi trova i tesori. Loro vogliono tutto, così non ne parlano. A volte oggetti preziosi, a volte gioielli. È incredibile tutto quello che la gente trova e vende in gran segreto a qualche individuo guardingo che pesa e misura, esita, fa domande che restano senza risposta, poi dà in cambio del denaro. [...]In tutte le isole, da nessuna parte, non si sa da dove. Perché è meglio non parlare di tesoro. Meglio non dirlo. Sì, meglio non dirlo. Non ti dirò che a malapena ascoltavo i tuoi racconti. Desideravo la notte e il buio e l’ora in cui si aprono i fiori lunari. Cancella la luna, tira giù le stelle, Amami al buio, perché il buio è il nostro destino presto, presto. Come gli spavaldi pirati, approfittiamo al massimo di ciò che abbiamo, nel migliore e nel peggiore dei modi. Non dare un terzo ma tutto. Tutto… tutto… tutto. Non tenerti nulla… No, avrei detto… sapevo quello che avrei detto. — Ho fatto un errore terribile. Perdonami. Lo dissi, guardandola, vedendo l’odio nei suoi occhi — e sentendo il mio odio che sprizzava incontro al suo. Di nuovo quel cambiamento da vertigine, l’ossessione del ricordo, lo sconvolgente ritorno all’odio. Mi hanno comprato col tuo sporco denaro, me, hanno comprato. Tu li hai aiutati. Mi hai ingannato, tradito, e farai ancora peggio, se ne avrai la possibilità. [...] … Se ero destinato all’inferno, che sia l’inferno. Basta coi falsi paradisi. Basta con la maledetta magia. Tu mi odi e io ti odio. Vedremo chi sa odiare meglio. Ma prima — prima voglio distruggere il tuo odio. Il mio odio è più freddo, più forte, e tu non avrai più nessun odio che ti scaldi. Tu non avrai più nulla. E lo feci. Vidi l’odio scomparire dai suoi occhi. Lo costrinsi a scomparire. E con l’odio scomparve la sua bellezza. Lei non fu più che un fantasma. Un fantasma nella luce grigia del giorno. Non rimase che la disperazione. Dimmi muori e morirò. Dimmi muori e guardami morire.”