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Quote by Luis Fernando Verissimo

Work

Verissimas: Frases, reflexões e sacadas sobre quase tudo

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Author

Luis Fernando Verissimo

Luis Fernando Verissimo is a renowned Brazilian writer, born on September 26, 1936. His unique style and profound humor have made him a beloved figure among readers, and he is considered one of the representatives of contemporary Brazilian literature. more

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“Uccidere essere umani veri richiedeva una perizia più psicologica che manuale. Non erano che i meridionali del mondo. Non so se questo concetto sia sufficiente. Il Sud si caratterizza quasi ovunque per il poco valore oggettivo attribuito alla sua popolazione. Il Sud è sempre un punto di riferimento umano relativo, in quanto il Sud è sempre il Nord nei confronti di un altro Sud. Ma ogni Sud, mi aveva fatto osservare Mr Phileas Wonderful, è sempre umanamente degradato rispetto al suo Nord referenziale. Loro sapevano di cosa si trattava.”

“E solo per un attimo avevo raggiunto quell'apice d'estasi che avevo sempre desiderato raggiungere, che era il completo passaggio attraverso il tempo cronologico nelle ombre senza tempo, e stupore nella desolazione del regno mortale, e la sensazione di morte che mi batteva ai calcagni perché andassi avanti, con un fantasma che stava alle calcagna di se stesso, e io che correvo verso un trampolino dal quale si tuffavano tutti gli angeli per volare nel vuoto sacro della vacuità non creata, le potenti e inconcepibili radiazioni che splendono nella luminosa Essenza Mentale, innumerevoli regioni del loto che sbocciavano in un magico sciamare di falene nel cielo. Potevo sentire un indescrivibile rombo ribollente che non era nelle mie orecchie ma dovunque e non aveva niente a che fare col suono. Capii che ero morto ed ero tornato alla luce innumerevoli volte ma solo non me lo ricordavo, soprattutto perché i passaggi dalla vita alla morte e di nuovo alla vita sono così fantomaticamente facili, una magica azione per nulla, come cadere addormentati e svegliarsi di nuovo un milione di volte, la pura casualità e la profonda ignoranza di ciò. Capii che era solo a causa della stabilità della Mente intrinseca che aveva luogo questo lieve ondeggiare del nascere e del morire, come l'azione del vento su una distesa di acqua pura, serena, simile a uno specchio. Provavo un senso di benedizione dolce, travolgente, come un grosso getto di eroina nella vena principale; come un sorso di vino nel tardo pomeriggio che ti fa rabbrividire; i piedi mi formicolavano. Mi pareva che sarei morto da un momento all'altro. Ma non morii...”