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Quote by Gianni Celati

“Camminando la linea d'orizzonte ti dice sempre che tu sei disperso in un punto qualsiasi sulla linea della terra, come le cose che si vedono in distanza. Bisogna cercare un altro punto con cui fare asse, e immaginare che ci si arriverà una volta o l'altra. Bisogna sempre riuscire a immaginare quello che c'è là fuori, altrimenti non si potrebbe fare un solo passo.”

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Work

Verso la foce

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Author

Gianni Celati

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“Da quando la nave era stata catturata dall’orbita terrestre, la vista del pianeta era divenuta per lei così irresistibile che difficilmente riusciva a privarsene. La Terra. Era la sua casa e non lo era. La conosceva bene e non la conosceva affatto. Vi era nata e cresciuta e allo stesso tempo non vi aveva mai messo piede prima. Le contraddizioni dovute a quella sua dualità avevano, però, l’inatteso effetto di farle godere soltanto del lato positivo di entrambe le condizioni.”

“«Ti amo» – disse il Piccolo Principe. «Anche io ti voglio bene» – rispose la rosa. «Ma non è la stessa cosa» – rispose lui. – «Voler bene significa prendere possesso di qualcosa, di qualcuno. Significa cercare negli altri ciò che riempie le aspettative personali di affetto, di compagnia. Voler bene significa rendere nostro ciò che non ci appartiene, desiderare qualcosa per completarci, perché sentiamo che ci manca qualcosa».”

“Guardando il bel viso del suo migliore amico, Qhuinn ebbe la sensazione di conoscere da sempre quei capelli rossi, quegli occhi azzurri, quelle labbra, quella mascella. E fu proprio in virtù della loro lunga storia in comune che cercò qualcosa da dire, qualcosa in grado di riportarli al punto di partenza. Tutto ciò che gli venne in mente fu... Mi manchi. Mi manchi talmente tanto che sto male, ma non so come trovarti, anche se sei qui davanti a me.”

“Succede che, a un certo punto, quel brivido che ci scuote non lo vogliamo più sentire e lo scambiamo per uno spiffero di freddo che disturba il nostro torpore, le nostre abitudini. Allora ci copriamo, ci infagottiamo di alibi. I nostri passi si fanno prevedibili, pesanti, come nella neve d'inverno, fino a che smettiamo di camminare. "Si tira avanti", preferiamo rispondere, e non ci accorgiamo che è indietro che stiamo andando. Iniziamo a sbuffare dei "lunedì della vita", degli imprevisti, delle continue prime volte, smettiamo di essere curiosi, non vogliamo nulla di nuovo - "basta, grazie, sono a posto così" -, vogliamo che ogni giorno sia "domenica", sprofondati nella tranquillità del nostro piccolo divano e delle nostre piccole certezze. Scappiamo dall'istinto di vivere e reclamiamo la "vacanza" della vita - "vacanza" che però significa "mancanza, assenza". Siamo tutti così impegnati nello sforzo inane di respingere quell'istinto così umano di partire. E alla sera siamo sempre più stanchi, svuotati.”