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Quote by Gemma Calabresi Milite

“Un poliziotto e un anarchico, due persone con una visione del mondo agli antipodi, che però erano riusciti a dialogare. Io vedo in quel dono di libri reciproco un segno e un seme di qualcosa che ha germogliato anche in me: la certezza che quando si toglie la buccia e ci si guarda come esseri umani, le distanze diventano piccole, così piccole che è possibile costruirci sopra ponti.”

Quote by Gemma Calabresi Milite

Work

La crepa e la luce

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Author

Gemma Calabresi Milite

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“Soprattutto, l’umano è la verità! Tutte le strade portano alla gente. Bella ciao, è ora di svegliarsi alla vita! Divisione e divinità non possono andare insieme.”

“Gli dobbiamo [a Marx] quest'idea che fa la disperazione del nostro tempo – ma qui la disperazione vale più di qualsiasi speranza – che quando il lavoro è avvilimento, non è vita, sebbene occupi tutto il tempo della vita. Chi, nonostante le pretese di questa società, può dormirvi in pace, sapendo ormai che essa trae i suoi mediocri piaceri dal lavoro di milioni d'anime morte? Esigendo per il lavoratore la vera ricchezza, che non è quella del denaro, ma quella degli svaghi o della creazione, egli ha rivendicato, nonostante le apparenze, la qualità dell'uomo. Facendo questo, lo possiamo affermare con forza, non ha voluto la degradazione supplementare che è stata, in suo nome, imposta all'uomo. Una frase, per una volta chiara e tagliente, rifiuta per sempre ai suoi discepoli trionfanti la grandezza e l'umanità che gli erano proprie. “Un fine che ha bisogno di mezzi ingiusti, non è un fine giusto”.”

“Egli [Marx] ha posto il lavoro, il suo avvilimento ingiusto e la sua dignità profonda, al centro della sua riflessione. È insorto contro la riduzione del lavoro a merce e del lavoratore a cosa. Ha ricordato ai privilegiati che i loro privilegi non erano divini, né la proprietà un diritto eterno. Ha dato inquietudine alla coscienza di coloro che non avevano il diritto di serbarla tranquilla e ha denunciato, con profondità senza pari, una classe il cui delitto sta non tanto nell'aver avuto il potere, quanto nell'averne usato ai fini di una società mediocre e senza vera nobiltà.”