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Quote by Dr. Agon Bislimi

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Dr. Agon Bislimi

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“Pero con ella instalada en mi existencia, yo no habrá soledad. Es decir: ojalá que no haya. Hay que ser más modesto, más modesto. No frente a los demás, eso qué importa. Hay que ser más modesto cuando uno se enfrenta, cuando uno se confiesa a sí mismo, cuando uno se acerca a su última verdad, que aún puede llegar a ser más decisiva que la voz de la conciencia, porque esta sufre de afonías, de imprevistas ronqueras, que a menudo le impiden ser audible.”

“Si sentimos profundo respeto por otros seres humanos como iguales receptores de este preciso patrimonio de cinco mil millones de años de evolución, ¿por qué no ha de aplicarse tal identificación también a todos los demás organismos de la Tierra que son, asimismo, el producto del mismo número de años de evolución? Cuidamos de una pequeña fracción de organismos de la Tierra como, por ejemplo, perros, gatos y vacas -porque son útiles o porque nos halagan-. Pero las arañas, las salamandras, el salmón y el girasol son igualmente nuestros hermanos y hermanas.”

“Il biblico "Crescete e moltiplicatevi" è un'esortazione di altri tempi che andava bene sin quando sulle carte geografiche si scriveva hic sunt leones, qui stanno i leoni. Va ancora bene? Per Papa Wojtyla, sì; ma per le persone sensate non può andar bene. Il cupio multiplicandi è oramai una folle voluttà di autodistruzione, un cupio mortis. A che serve e a chi serve la nostra dissennata corsa alla moltiplicazione incessante? In Africa serve a far crescere il numero dei morti per denutrizione o in eccidi tribali; in America Latina e molte altre parti povere del mondo per cancellare la crescita economica con una ancor maggiore crescita di bocche da sfamare. Non sono mai stato in Cina (il solo paese intelligente che cerca davvero di limitare le nascite); ma sono stato in India, e il formicaio umano di esseri scheletrici che ho visto nel Gange e dintorni mi ha terrorizzato. Perché crescere? Perché moltiplicarsi? Per mal vivere e, alla fine, mal morire in un pianeta brucato sino all'ultimo cespuglio da miliardi e miliardi di uomini-capra?”

“Per tutto il XX secolo abbiamo preteso che la terra ci fosse utile, abbiamo voluto aumentarne la resa [...]. Buonsenso, lo abbiamo chiamato. A che ci serve una palude? Perché avere tante mosche? Perché non liberarci della concorrenza di volpi e coccodrilli? Decidiamo di salvaguardare una zona solo quando ne vediamo l'utilità pratica: la sua trasformazione in un parco nazionale o in un'attrazione turistica; e l'utilità dev'essere quantificabile, almeno in termini di profitto: occupazione, merchandising attività collegate. Quando si parla della barriera corallina si citano sempre la pesca e il turismo. L'arte, la giustifichiamo con delle vendite e il volume d'affari. La cultura e la scienza devono sempre trovare la loro legittimazione nei beni di consumo e nell'occupazione che creano.”

“Per tutto il XX secolo abbiamo preteso che la terra ci fosse utile, abbiamo voluto aumentarne la resa [...]. Buonsenso, lo abbiamo chiamato. A che ci serve una palude? Perché avere tante mosche? Perché non liberarci della concorrenza di volpi e coccodrilli? Decidiamo di salvaguardare una zona solo quando ne vediamo l'utilità pratica: la sua trasformazione in un parco nazionale o in un'attrazione turistica; e l'utilità dev'essere quantificabile, almeno in termini di profitto: occupazione, merchandising e attività collegate. Quando si parla della barriera corallina si citano sempre la pesca e il turismo. L'arte, la giustifichiamo con le vendite e il volume d'affari. La cultura e la scienza devono sempre trovare la loro legittimazione nei beni di consumo e nell'occupazione che creano.”

“En casi todas las vidas existe una noche en donde las negruras del sufrimiento se precipitan; una noche oscura del espíritu, cuyo tenebroso recuerdo nos persigue hasta en los más irisados días de después. Noche durante la cual todo el amargo sentido de la existencia se destila segundo a segundo, en el insomnio. Hasta esa noche no se sabe la verdadera extensión de las horas. En ella los miedos no logran tomar voz, y se quejan las cosas con misteriosos ruidos, y palpitan los relojes queriendo adelantarse para escapar al deber de medir minutos tan hondos, y el viento y los perros ululan, y cantan los gallos ávidos de forzar el alba.”