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Quote by René Girard

Work

Deceit, Desire and the Novel: Self and Other in Literary Structure

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Author

René Girard

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“Le leggi del desiderio sono universali ma non comportano l'uniformità delle opere romanzesche, nemmeno sui punti di applicazione. La legge fonda la diversità e la rende intelligibile. L'unità romanzesca appare a condizione che smettiamo di considerare il personaggio - il sacrosanto individuo - come una entità perfettamente autonoma e scopriamo le leggi dei rapporti fra tutti i personaggi.”

“Skye gli ha detto che si può chiedere all'universo di fare delle cose, ma bisogna stare attenti a come si formula la propria richiesta. Bisogna sempre chiedere delle cose positive all'universo. Mai dire "non voglio più essere povero", quando quello che si intende è "voglio essere ricco". Perché se usi la parola povero, l'universo la sente, ed è quello che ti dà. Ma anche chiedere di essere ricchi è problematico, e potresti diventare ricco perché tutta la tua famiglia è morta.”

“È del tutto naturale che chiunque detenga il potere desideri sopprimere la ricerca "incontrollata". Il perseguimento senza restrizioni del sapere ha una lunga storia e ha sempre prodotto una concorrenza non voluta. I potenti vogliono una "linea sicura di indagini", in grado di dare origine soltanto a quei prodotti e a quelle idee che possono venir controllati e, cosa più importante, a cose che consentano alla maggior parte dei profitti di venir rastrellati appunto da chi vi ha investito mezzi e uomini "dall'alto". Sfortunatamente, un universo aleatorio e pieno di variabili relative non può assicurare una simile "linea sicura d'indagine”

“La guida Baha'ì spiegava che "la bellezza dei giardini è destinata ad agire sul visitatore come una musica di sottofondo, e a creare un'armonia inconscia che gli permetta di ascoltare se stesso". (...) In quel momento si è accesa la bramosia: creare il punto focale, quello senza il quale non c'è simmetria, completare la mia parte e correggere lo sbaglio, aggiungere lo strumento musicale mancante, cosicchè il nostro quartetto possa eseguire la musica armoniosa della quale la guida del giardino Baha'ì aveva parlato. Tutto dipende da me, ho pensato con entusiasmo crescente. (...) Se troverò il coraggio (...) tutto sarà perfettamente simmetrico, perfettamente bello, come un'elegante prova filosofica, come la traduzione precisa di una frase dall'inglese all'ebraico. Come una stanza ordinata. Come piace a me. Per alcuni minuti ho sentito di avere finalmente uno scopo. Finalmente qualcosa in me desiderava davvero.”

“La guida Baha'ì spiegava che "la bellezza dei giardini è destinata ad agire sul visitatore come una musica di sottofondo, e a creare un'armonia inconscia che gli permetta di ascoltare se stesso". (...) Ma nei pressi di Herzelya i pensieri cupi hanno preso il sopravvento. Tutti i tuoi amici hanno concluso gli anni di gesso con uno scopo, solo tu sei immerso in una palla di dubbi. Una nuova era, emozionante, sta per iniziare nella loro vita, mentro il tuo treno è ancora bloccato alla stazione di partenza. Tra poco cominceranno a parlare di fazzolettini umidificati e asili nido, e tu, di cosa parlerai tu? Di un articolo scientifico che hai tradotto in tema di paternità? (...) Ma poi un suono lungo e chiaro ha tagliato il buio. La musica di un sassofono. Non c'era alcuna ragione per incamminarci nella direzione dalla quale proveniva la musica, ma l'abbiamo fatto perchè in quella notte totale non avevamo altro punto di riferimento, e perchè ogni persona ha bisogno, a quanto pare, di un sassofono verso cui dirigersi. Anche se il suono del sassofono tremola. E persino se capita di sentirvi una leggera stonatura. Ci si dirige verso il sassofono perchè sappiamo che altrimenti rischiamo di consegnare l'anima al buio. (...) In quel momento si è accesa la bramosia: creare il punto focale, quello senza il quale non c'è simmetria, completare la mia parte e correggere lo sbaglio, aggiungere lo strumento musicale mancante, cosicchè il nostro quartetto possa eseguire la musica armoniosa della quale la guida del giardino Baha'ì aveva parlato. Tutto dipende da me, ho pensato con entusiasmo crescente. (...) Se troverò il coraggio (...) tutto sarà perfettamente simmetrico, perfettamente bello, come un'elegante prova filosofica, come la traduzione precisa di una frase dall'inglese all'ebraico. Come una stanza ordinata. Come piace a me. Per alcuni minuti ho sentito di avere finalmente uno scopo. Finalmente qualcosa in me desiderava davvero. (...) Chi ha portato a casa la coppa?, sarà certamente la tua prima domanda dopo che avrai ripreso conoscenza. La finale è domani, sarà la mia risposta. Tutto è ancora possibile.”