Quotessence
Home / Quotes / Quote by Jean-Pierre de Caussade

Quote by Jean-Pierre de Caussade

“Sin embargo, siente el alma en sí una fuerza fundamental que la centra en Dios, y escucha en su interior una voz que le asegura que todo irá bien, siempre que ella le deje hacer a Dios y no viva sino de la fe. Como dice Jacob, «verdaderamente Dios está aquí, y yo no lo sabía» [Gén 28,16]. Alma querida, tú andas buscando a Dios, y Él está en todas partes. Todo te lo revela, todo te lo da, está junto a ti, a tu alrededor, en ti misma ¡y andas buscándole! Posees la sustancia de Dios, y buscas su idea. Buscas la perfección, y está en todo cuanto de sí mismo se te presenta. Tus sufrimientos, tus acciones, tus inclinaciones, son enigmas bajo los cuales se da Dios a ti por sí mismo, mientras que vanamente sueñas ideas sublimes, de las que no quiere servirse para morar en ti.”

Quote by Jean-Pierre de Caussade

Work

Abandonment to Divine Providence

This book delves into the philosophical and spiritual implications of placing one's fate in the hands of a divine entity, offering insights into the nature of faith and the human condition. more

Author

Jean-Pierre de Caussade
Jean-Pierre de Caussade

Jean-Pierre de Caussade was a French writer known for his spiritual writings. Born on March 7, 1675, he dedicated his life to the Catholic faith and the pursuit of spiritual wisdom. His work, particularly 'The Sacrament of the Present Moment,' has had a lasting impact on the fields of spirituality and theology. more

You May Also Like

“[...] il 7 ottobre 2011, in occasione dell'assassinio di Mechaal Tamo, figura di spicco dell'opposizione curda al regime, schierato e impegnato con la rivoluzione. La sua uccisione ha provocato manifestazioni in molte province del paese e 50.000 persone hanno partecipato al suo funerale a Kamechliyeh. Di fronte al coinvolgimento crescente della componente curda nella rivoluzione e alle dinamiche di incontro e unità con i suoi altri protagonisti i diversa provenienza, culminate nel venerdì "Hurria, Azadi" ("Libertà" in lingua araba e curda), il regime sceglie di giocare la carta della divisione, risparmiando le aree curde dalle distruzioni, anzi ritirandosene. [...] I giovani curdi hanno sfidato una dittatura che negava persino le loro esistenze e hanno dimostrato di non essere mossi solo o prevalentemente da rivendicazioni "nazionali" proprio rifiutando di accontentarsi del riconoscimento della loro cittadinanza, obiettivo per cui avevano lottato generazioni precedenti di curdi. In questa chiara scelta di schieramento erano compresenti il rifiuto di farsi comprare con un passaporto e la sfida alle logiche e alle formazioni politico-militari da decenni in competizione, anzi in lotta, tra di loro, alcune delle quali si erano collocate addirittura a fianco del regime di Assad. [...]”

“Englishmen and Germans are blood brothers, descended from the same stern Woden-worshiping ancestors, blessed with the same rugged virtues, and fired with the same noble ambitions. In a world of diverse and hostile races the joint mission of these virile men is one of union and cooperation with their fellow Teutons in defense of civilization against the onslaughts of all others. There is work to be done by the Teuton. As a unit he must in times to come crush successively the rising power of Slav and Mongolian, preserving for Europe and America the glorious culture that he has evolved.”