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Quote by Simone de Beauvoir

“Pure, mi vergogno di lamentarmi. Quando si è avuta questa grande cosa che sento dentro di me, inalterabile, si può sopportare tutto il resto. L'essenza della mia gioia non è alla mercè delle circostanze esterne, per raggiungerla occorrerebbe una difficoltà proveniente direttamente da lui o da me stessa.”

Quote by Simone de Beauvoir

Work

Memoirs of a Dutiful Daughter

This memoir delves into the author's journey as a daughter, offering insights into the cultural and familial dynamics that shaped her upbringing. more

Author

Simone de Beauvoir
Simone de Beauvoir

Simone de Beauvoir was a French writer, philosopher, feminist, and social activist. Known for her profound philosophical thoughts and her advocacy for women's status, she is one of the most influential female thinkers of the 20th century. Her works spanned various genres, including novels, philosophical essays, plays, and memoirs, with her most famous work being 'The Second Sex'. more

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“I libri si scelgono come si sceglie una moglie. I libri si sfogliano, si legge una pagina e ci si rende conto che quelle parole sono proprio quelle che avremmo voluto sentire in quel momento. I libri che leggi entrano nella tua vita e cambiano un pezzettino di quello che sei. Io ho solo libri usati. I libri già sfogliati sono più preziosi di quelli nuovi perché sono già entrati nella vita di qualcun altro.”

“Da quando lo aveva perso, Aurora non era più la stessa. Era diventata una maniaca dell'ordine, della pulizia. Come se mettere ordine in casa, fosse sintomo di ordine mentale, del cuore. Ma non lo era. In quel disordine, c'era tutto tranne che amore. Tutto tranne abbracci, strette di mano silenziose. Tutto tranne gambe incrociate, piumoni tirati da una parte del letto. Però aveva imparato. Aveva imparato a sentirsi comoda in un letto troppo grande per lei. Aveva imparato a comprarsi le rose. Quelle belle, strada vedi e te ne innamori. Tanto le hanno già tirate via, almeno ne approfittava per po' di bellezza. C'è bellezza in ogni cosa, quando ti hanno tolto tutto Solo che inizialmente non lo vedi. Inizialmente vedi Isolo un letto vuoto che ha bisogno di essere riempito. Vedi un appendiabiti con un giubbotto soltanto e pensi "Beh, il suo qui, ci starebbe proprio bene". Non te ne accorgi della bellezza, a volte addirittura, la calpesti, la scansi, la sorpassi. E non ti accorgi che il mondo va avanti lo stesso. Che non esistono graffi più profondi di quelli che possiamo provocare a noi stessi.”

“«Sono nata a Inverness», raccontai. Il morso di Sachi pulsava, così iniziai a medicarlo. «Poi c'è stato il trasferimento a Perth, e dopo ancora a Edimburgo, l'ultima casa in Scozia, prima di venire Londra». «Tua madre ama viaggiare, eh?». «Mia madre adora fuggire da mio padre», puntualizzai. «Hanno divorziato, ma alla fine non si sono mai separati. Lui torna sempre, e penso che lo faccia per abitudine, non perché ci creda davvero. Alcune persone non riescono a staccarsi, chiudono gli occhi anche quando fanno qualcosa, perché a occhi chiusi è più facile mentire».”

“Tutte le relazioni sono fatte di storie, non di verità. Da soli, come individui, abbiamo una nostra mitologia personale, le storie che ci raccontiamo per capire noi stessi. In generale questo funziona, a patto di restare sani di mente e single, ma nell'istante in cui stringiamo un rapporto intimo con un'altra persona scatta una dissonanza automatica tra la nostra storia su noi stessi E la storia dell'altro su di noi.”

“Mi viene in mente che spesso, all'ora del tramonto, mi siedo nello stesso punto e mi godo il volo rondini. Sono sempre tante in questa stagione. Sfrecciano veloci, a volte vicino alle mie finestre... S'incrociano si buttano in picchiata, risalgono. Ma mai una volta le ho viste scontrarsi. Perché noi esseri umani, che ci riteniamo tanto superiori, ci finiamo sempre addosso invece? Il guaio è che siamo capaci di farci anche del gran male.”

“[Coordinata No° 38] Bisogna dare indifferenza quando ricevi indifferenza, perché tu soffri, si, ma bisogna capire se l’altra parte soffre come te. Soffri…Principè. Stà a sent’ il maestrino tuo. Soffri ! ‘che dal tunnel, si esce sempre. Potrei dirti che mi faceva male, che soffrivo, e invece no, quando succedeva a me me rodeva er culo” (Regola sull’indifferenza e la speranza Stelvio Cipriani, a Veronica Vitale)”