Quotessence
Home / Topics / Web3 Quotes

Web3 Quotes

Browse 161 quotes about Web3.

Web3 Quotes

“Credo che tutte le cose, dall’arte alla vita, anche aspetti tutto sommato più triviali, come il marketing, debbano essere sempre osservate con occhi vergini, come se fosse la prima volta, non importa quante volte ci si è imbattuti nelle stesse problematiche. Questo può significare anche sforzarsi di dimenticare quello che si sa. Significa sottoporsi a una forzatura intellettuale, ma una forzatura che apre le porte della conoscenza.”

“Potremmo affermare che il Futuro (con la F maiuscola) non esista affatto ma che, al contrario, (co)esistano tanti futuri (con le f minuscole) possibili e ugualmente probabili. Quale di questi diventerà il "nostro" Futuro non è in nostro potere prevedere, ma -a conti fatti- è proprio questo l'aspetto più eccitante della scrittura speculativa.”

“L’industria post-umana può mantenere gli stessi volumi di produzione, ma con una frazione della manodopera necessaria. Un robot, inoltre, non ha bisogno di ferie, non si ammala, non è sindacalizzato e, soprattutto, non esistono regolamentazioni sugli stipendi minimi da versargli – considerazione forse cinica, ma decisamente realistica.”

“Molto del lavoro che va nella creazione di un sito è tutt’altro che creativo e può essere tranquillamente appaltato a macchine, lasciando all’essere umano il compito unico della supervisione del progetto. In un futuro neanche troppo lontano, un sito web potrebbe essere creato non rivolgendosi a una web agency, ma semplicemente rispondendo a un questionario. L’AI, poi, si occuperebbe del resto.”

“A ben scrutare il mito, Prometeo non crea il fuoco dal nulla (esso, infatti, pre-esiste nel mondo naturale), semplicemente lo ruba agli dèi e insegna agli uomini come accenderlo. Ergo, l’uomo è al tempo stesso naturale e soprannaturale: naturale perché opera all’interno del mondo esistente e soprannaturale perché può utilizzare quel mondo per i suoi scopi.”

“Alcune delle previsioni che azzardo in questo libro si riveleranno sicuramente errate, ma è il prezzo da pagare quando si scrive di ciò che ancora non esiste o esiste solo in forma embrionale.”

“La dis-adozione, esattamente come l’adozione, di una tecnologia a favore di un’altra è un processo complicato e doloroso, soprattutto in un settore altamente operativo e tecnologicamente inflazionato come quello dell’hospitality.”

“Purtroppo, ancora oggi, negli hotel vige una sorta di inerzia tecnologica nei confronti della quale siamo tutti correi: fornitori, consulenti e albergatori. È arrivato il momento di correggere il tiro.”

“Le basi culturali dell’intelligenza artificiale possono essere fatte risalire addirittura al sillogismo Aristotelico, premessa fondamentale sulla quale si basano tutte le macchine in grado di eseguire operazioni logiche.”

“Il vantaggio delle architetture cloud è evidente: uno fra tutti la mancanza di investimenti hardware iniziali, in quanto i servizi cloud sono “esternalizzati” e lo spazio server necessario viene “noleggiato” con un modello pay-per-use, ovvero di pagamento a consumo.”

“Il passaggio al computer quantico, grazie al quale ogni calcolo potrebbe essere trilioni di volte più veloce, aprirà le porte a scenari fino a pochi anni fa fantascientifici, come la cura definitiva per il cancro o la prova che non siamo soli nell’universo.”

“Non solo le macchine sono migliori di noi nel ragionamento probabilistico o nello scovare pattern troppo sottili per essere individuati dagli umani, ma esse non hanno pregiudizi.”

“Alcuni futuristi (me compreso) sostengono che sia necessario una specie di giuramento ippocratico per gli ingegneri informatici, non dissimile da quello che onorano i medici ogni giorno.”

“A oggi, pochissime aziende sono in grado di offrire un’esperienza conversazionale veramente senza attriti e buona parte degli assistenti virtuali in circolazione sono, a ben vedere, lungi dall’essere veramente intelligenti.”

“Prerequisito necessario di un chatbot dalle buone performance non è soltanto la sua capacità di apprendimento ma, in primis, la quantità dei dati ai quali è in grado di attingere.”

“Il più delle volte, i provider di chatbot falliscono nei propri intenti non tanto per limiti tecnologici, ma a causa dell’incapacità del management di combinare armonicamente le diverse competenze dei propri dipendenti.”

“Un buon chatbot deve essere, prima di tutto, capace di svolgere quei compiti aziendali dove il tocco umano non apporta nessun vero valore aggiunto, anziché provare a sostituirsi agli esseri umani.”

“Gli esseri umani non utilizzano uno schema binario, ma relativo; puntare alla sostituzione tout court del dipendente biologico a favore di quello non biologico è allettante dal punto di vista tecnologico e dell’abbattimento dei costi, ma poco fattibile a livello pratico.”

“Rimuovendo l’elemento biologico grazie ai veicoli autonomi, il costo di una corsa in Uber diventerebbe talmente contenuto che il concetto stesso di possedere un’automobile potrebbe ambire a diventare obsoleto.”

“Proprio in quanto un bot non può sostituire un umano, ma affiancarlo, prerequisito essenziale per il successo dell’implementazione è la piena collaborazione tra gli sviluppatori e lo staff dell’albergo.”

“Il concetto chiave è che un chatbot deve essere trattato come un receptionist biologico: deve essere seguito, stimolato, utilizzato, esposto a nuove esperienze, anche “sgridato” e reimpostato quando serve.”

“Una volta formato, un assistente conversazionale non biologico (a differenza di receptionist o concierge umani) non ti lascerà mai, quindi ha il potenziale di apprendere all’infinito.”

“Il problema dell’integrazione PMS è uno dei più grandi tabù nel travel, un argomento del quale non si può parlare apertamente senza sollevare polemiche e sterili diatribe. Da un lato ci sono startup che lottano per un mercato più aperto, agile e trasparente, mentre dall’altro ci sono tutti quegli obsoleti sistemi che non vogliono (o non possono) aprire i loro sistemi.”

“Oggi Oracle e SAP (i due grandi player del settore) sono in lotta contro startup dall’approccio decisamente più agile per la supremazia in un settore che hanno duopolisticamente dominato per decenni.”

“Gli albergatori dovrebbero essere in grado di scegliere e testare liberamente il proprio stack tecnologico, anziché essere vincolati dalle loro tecnologie esistenti.”

“Un RMS, si badi bene, non fa niente di più rispetto a un revenue manager umano: semplicemente lo fa in maniera più accurata, più veloce e a fronte di un “salario” molto più modesto.”

“Il modello di vendita ad attributi potrebbe rendere completamente obsoleto il concetto stesso di “room type” e, di conseguenza, riscrivere le regole del revenue management del futuro.”

“È il contenuto che si muove verso l’utente, piuttosto che il contrario. Ecco perché a concetti come quello della ricerca se ne sostituiscono altri, molto più attuali, come la predizione.”

“Negli anni Novanta, il lavoro dei revenue manager era principalmente quello di data crunching: dovevano dedicare molto tempo non solo ad aggregare i dati, ma anche a correggerli e normalizzarli, poiché provenivano da molte piattaforme diverse e non armonizzate. Tuttavia questo è un lavoro che può e deve essere svolto dalle macchine, non dagli esseri umani, lasciando più spazio al processo decisionale e alla strategia.”

“In futuro un datore di lavoro non sarà disposto a pagare qualcuno per sedersi e gestire le piattaforme manualmente quando esse possono essere automatizzate.”

“Un sistema di distribuzione inalterabile ha il potenziale di creare un panorama meno caotico, in cui i prezzi non possono essere modificati dai rivenditori, senza tagli di commissioni e dove il rate leakage diventa praticamente impossibile da attuare.”

“La comunicazione delle aziende sta optando per ridurre o eliminare contenuti impersonali e disincarnati, slegati tra loro e dal mondo, a vantaggio della creazione di una storia che personalizzi la narrazione e si apra all’immedesimazione empatica.”

“I brand non hanno nessuna garanzia che il messaggio che vogliono mandare arrivi nei modi e nel significato che hanno in mente. Chi lo riceve infatti, in dipendenza dalla propria visione del mondo, contesto, percezione ed emozioni, lo recepisce e gli dà un significato proprio, alle volte addirittura alterandolo.”

“Rispetto a qualunque altro formato, la realtà virtuale offre una ricchezza di significato (semantica) e di segni (semiotica) imparagonabile a qualsiasi altro mezzo comunicativo.”

“Grazie all’immersività della realtà virtuale, è possibile azzerare la distanza tra il punto di vista di chi voglio raggiungere e il punto di vista che gli voglio far conoscere.”