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Simone Puorto Quotes

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Famous Simone Puorto Quotes

“An early incarnation of the metaverse can already be seen in gaming, one of the most (if not the most) immersive digital industries in the world, so if you're into video games, the whole concept may not be entirely new to you. Fitness is another industry where both VR and AR have been used quite heavily in recent years, so it would not be surprising that the foundations of the metaverse could emerge from these industries. Moreover, applications of VR/AR have been massively democratized recently. But let's not kid ourselves: this journey will go on for decades. First of all, the metaverse needs some infrastructures that not only do not exist today, but the whole Internet landscape has not been originally created to support such a revolutionary platform. Moreover, we will need standards and protocols (possibly from day one) exactly as we have for the Internet today, and -because of the complexity of the metaverse- this could take years. Not to mention the privacy and regulation concerns that building the metaverse can trigger. At this stage, therefore, any prediction on how the metaverse will look won't be much more than pure speculation, and the risk that the "hype" turns into "a bubble" is quite tangible.”

“The metaverse is far from being just VR. The metaverse, conceptually, is not Fornite, Minecraft, or The Sims. It's not an Instagram filter that turns you into a unicorn. It's not a Black Mirror episode, either. It's a new way to interact with reality(ies), being real-life, AR, VR, or MR. But, more interesting, the metaverse can (and probably will) be a fully functioning economy. How this will affect travel is still largely unknown, and even though I can foresee some of the Metaverse applications, the "hows and whys" are still nebulous.”

“In everyday conversation, when we refer to an event that happens "after" something else, we use the Latin prefix "post." "Meta" sounds more exotic, but it's just its Greek counterpart. However, the Hellenic prefix is slightly more nuanced, as it also means "about." So, when defining a meta-universe (a meta-verse), we have to consider both connotations of the term: a universe "beyond" the one we currently inhabit and one that's also self-referral. A post-universe. A meta-universe. In a word: a metaverse.”

“Want to visit the Ciudad Perdida, Atlantis, or Ancient Rome? You can travel back in time and experience something you can no longer do in the physical world (aka the "meat space"). Wanna check another planet out? Yup. Inspect your meeting room two weeks before the actual congress? Sure! Can the metaverse help persons with reduced mobility (PRM) take that trip they always dreamt of? You bet. The "embodied internet" is virgin territory for the hospitality industry (for any industry, for that matter), and we're still in the embryo stage of the technology.”

“Il Cambridge Dictionary definisce l’atto di viaggiare come “muoversi, di solito su una lunga distanza”. Nel metaverso, tuttavia, il concetto stesso di spazio non ha senso. Ecco perché la maggior parte degli addetti ai lavori è ancora scettica sulle applicazioni pratiche del metaverso in ambito turistico. Se si rimuove una parte essenziale (la distanza) dall’equazione travel, rimane solo il movimento. E resta, quindi, anche la domanda cruciale: viaggiare senza muoversi è ancora viaggiare?”

“Pensa a come è cambiata la nostra percezione di una parola come “amico”. Fino al 2004, un amico era una persona fisica che frequentavi nella vita reale. Post-social, il termine ha assunto anche un altro significato, ovvero quello di una “connessione virtuale”, con la quale potresti potenzialmente non aver mai scambiato una parola. O pensa all’inglese “cloud”: prima di Microsoft Azure e AWS, una “nuvola” era semplicemente condensa di vapore acqueo. Il turismo potrebbe condividere un destino simile, modificando e allargando il proprio significato in modi che possiamo solo intravedere oggi.”

“Secondo il Journal Nature Climate Change, il turismo è responsabile dell’8% delle emissioni di anidride carbonica dell’economia globale. E se è vero che circa il 75% dell’inquinamento viene prodotto dai mezzi di trasporto (sia aerei che terrestri), il 21% è da ricondurre esclusivamente al consumo energetico delle strutture alberghiere. Sono cifre che fanno riflettere. Trovare alternative praticabili a un settore così poco sostenibile come il nostro non è solo auspicabile. È, a questo punto, obbligatorio.”

“Idee per innovare un sistema turistico e dell’ospitalità così tradizionale come quello italiano? Nessuna. Non c’è speranza. Ora abbiamo pure resuscitato Italia.it. Siamo al nonsense! Venti milioni di euro buttati nel 2007 per un progetto che era già obsoleto 15 anni fa. Se li avessero investiti in bitcoin ora avremmo nove trilioni di euro da destinare al settore. Il ministero del turismo crede davvero che una tecnologia creata nel ‘91 abbia ancora una qualche rilevanza nel 2022? Se si, ve la mostro in prospettiva: quando veniva pubblicato il primo sito web, Riccardo Cocciante vinceva Sanremo con “Se stiamo insieme.” Ecco, puntare su Italia.it oggi è l’equivalente di mandare Cocciante all’Eurovision al posto dei Maneskin.”

“Non credo si debba lavorare con le istituzioni, ma sabotarle. La mia visione è cryptoanarchica. Non mi fido delle istituzioni, ma mi fido del consenso crittografico e della sua trasparenza. Quando realizzeranno il loro pieno potenziale, le DAO porteranno a un processo di decentralizzazione che ridurrà/annullerà il potere delle istituzioni. “Proprio come la tecnologia di stampa ha alterato e ridotto il potere delle corporazioni medievali e la struttura del potere sociale,” scriveva Timothy May già nell’88, “così i metodi crittografici altereranno la natura delle corporazioni e dell’interferenza del governo.”Bisognerebbe creare una specie di “Progetto Mayhem” in stile Fight Club.”

“Non condividendo pregiudizi e parzialità tipiche degli umani, le macchine potrebbero prendere decisioni più eque e giuste rispetto a noi. Non solo le macchine sono migliori di noi nel ragionamento probabilistico o nello scovare pattern troppo sottili per essere individuati dagli umani, ma esse non hanno pregiudizi.”

“Non mi sembra troppo inverosimile che, tra cinque anni, i Marriott e gli Hilton del mondo inizieranno a costruire meta-versioni dei loro hotel in Horizon, consentendo agli avatar/ospiti di incontrarsi con i loro amici nella hall, o fare brainstorming nelle sale riunioni virtuali, ovviamente a pagamento.”

“L’Estonia ha recentemente deciso di sperimentare (con successo) dei giudici-robot per risolvere tutte quelle controversie civili di minore entità (fino a 7.000 euro). Quali potrebbero essere le applicazioni AI nel travel?”

“Grazie al mind-uploading o all’immortalità digitale, un ospite defunto potrebbe continuare a scrivere recensioni, oppure a postare foto dei suoi soggiorni mentre era in vita. L’hotel dovrebbe rispondere a questi commenti? Oppure inviargli gli auguri di compleanno o le condoglianze ogni volta che ricorre la data della morte? È un bel mal di testa per i CRM e per la marketing automation: quanto loyal può essere un ospite trapassato? Può ancora essere un brand ambassador? Se in vita ha parlato molto del tuo hotel sui suoi social, allora potrebbe continuare a farlo da morto.”

“Rispetto a qualunque altro formato, il metaverso offre una ricchezza di significato (semantica) e di segni (semiotica) imparagonabile a qualsiasi altro mezzo comunicativo. Grazie alla sua immersività, è possibile azzerare la distanza tra il punto di vista di chi voglio raggiungere e il punto di vista che gli voglio far conoscere.”

“I confini tra materiale e immateriale sono un retaggio del XX secolo. La realtà, ormai, è mista. Perché la gente paga migliaia se non milioni di euro per comprare un jpg di una scimmietta? Perché la distinzione tra reale e irreale è un consenso comune. Ricordi quel quadro di Magritte? Questa non è una pipa. Puoi provare il contrario? No! E da prima di Aristotele che ci facciamo domande su cosa sia la realtà. Io sono un costruttivista in questo senso. La realtà è un costrutto sociale, non è oggettiva. E se socialmente raggiungiamo il consenso che il Pikachu che vedo dentro Pokémon GO è reale, allora lo è.”

“Nel travel, perlopiù il metaverso è strumentale e non autoreferenziale, come nel gaming. È solo uno strumento. Non prenoto su Booking ma prenoto su Decentraland. Che differenza fa? Comunque in hotel devo andarci. Cambia solo il mezzo. È come dire che da quando siamo passati da prenotare dal telefono alla email abbiamo dematerializzato il travel. È puro nonsense.”

“La nozione centrale di "viaggio" potrebbe trasformarsi in modi che possiamo solo intravedere oggi. Pensa a come è cambiata negli anni la connotazione della parola “amico”. Fino al 2004, un amico era una persona fisica con cui uscivi nella vita reale. Dopo Facebook, il termine è diventato anche sinonimo di “connessione virtuale”, qualcuno con cui potresti non aver mai scambiato una singola parola. Quindi chissà cosa significherà viaggiare tra 10-15 anni. Possiamo solo speculare, ma, almeno in teoria, le applicazioni del metaverso sono illimitate: vuoi visitare Atlantide, l’Antica Roma o Marte? Puoi viaggiare nel tempo e nello spazio e sperimentare qualcosa che non esiste nel mondo fisico. Il travel ha un impatto catastrofico sull'ambiente. Il nostro settore, se continua così, farà alzare la temperatura di un grado e mezzo nel giro di 25 anni. Non lo dico io, ma i dati. Solo le emissioni di carbonio causate del volo civile sono cresciute del 75% dagli anni '90. Trovare alternative praticabili a un settore talmente dannoso per l'ambiente come il nostro non è solo auspicabile. È, a questo punto, obbligatorio.”

“La vita del nomade digitale è stata mitizzata, probabilmente a causa dei social network. Non troverete molti operai di fabbrica nomadi digitali, ma copywriter, esperti SEO, startupper, e anche imprenditori e CEO di aziende online.”

“Una volta avvenuto il passaggio all’automazione, alla maggior parte delle persone non mancheranno gli addetti alla reception degli hotel e gli agenti di check-in delle compagnie aeree. Forse sarà persino difficile immaginare com’era interagire con gli umani per ricevere tali servizi di base.”

“Mi sorprende, nel 2022, parlare ancora con esperti di SEO, arroccati sulle loro convinzioni anni Novanta. La ricerca è ormai stata soppiantata dalla predizione: si pensi ai nuovi artisti che scopriamo su Spotify oppure al modo in cui guardiamo le serie su Netflix, Amazon Prime o Hulu: non scartabelliamo l’intero catalogo, ma lasciamo che siano gli algoritmi a “suggerire” qualcosa di adatto a noi.”

“Il nostro pregiudizio antropocentrico ci fa credere, a torto, che una macchina superintelligente ragioni come noi e sia in grado di provare empatia verso la nostra specie o verso altre AI, ma questa è una strada pericolosa: un’intelligenza del genere sarà, in gran parte, imperscrutabile, come imperscrutabili saranno i suoi metodi e le strategie che essa porrà in atto per raggiungere i propri obiettivi. Forse, più che empatica, potrebbe essere psico-patica.”

“Una singola ricerca su Google, oggi, necessita di più potere computazionale di tutta la spedizione Apollo 11, ma una frazione infinitesimale della forza lavoro umana.”

“Nell’accezione moderna, un PMS ha via via perso il suo significato originale di – letteralmente – “sistema di gestione della proprietà” e ha cominciato a identificarsi più come un hub, un “connettore” tra altre tecnologie, al punto che inizia a sorgere il dubbio, tra gli addetti ai lavori, che l’acronimo PMS debba essere finalmente mandato in pensione.”

“Paradossalmente (ma solo a prima vista), più tecnologia realmente utile si aggiunge in hotel, più umana diventa l’esperienza dell’ospite, perché si libera il personale da tutti questi compiti ripetitivi, riposizionandolo dove risiede realmente il valore aggiunto: ovvero nel prendersi cura degli ospiti.”

“L’high-tech è percepita esattamente come l’opposto dell’high-touch ed è associata a un servizio inferiore. In realtà, Google offre spesso traduzioni molto più accurate della maggior parte dei camerieri stagionali sottopagati nei ristoranti e consigli sulla destinazione migliori rispetto a tanti volontari nei centri di informazione per i turisti.”

“Se una macchina può ricoprire la posizione di un impiegato in carne e ossa senza che il cliente percepisca la sua esperienza come diminuita a causa di questo rimpiazzo, allora la macchina è preferibile all’uomo per quella determinata posizione.”

“Elon Musk ha predetto che entro 5-10 anni potremo comunicare telepaticamente per il tramite di impianti cerebrali – quindi cadrebbe anche la necessità di coordinarsi con il proprio staff durante le interminabili riunioni del lunedì mattina.”

“Registrare manualmente i dati anagrafici su un PMS non è artigianato. Non c’è nessun valore aggiunto nel fatto che sia un essere umano a farlo, piuttosto che una macchina.”

“Insegno in varie università e MBA ormai da anni e noto sempre con sconforto che stiamo preparando questi studenti per professioni che non esisteranno più quando si affacceranno al mondo del lavoro.”

“Se poteste scegliere tra un general manager ateo e un amish, dubito che scegliereste il secondo. E non per una questione di discriminazione religiosa, ma perché non potrebbe (pena violare il suo credo) utilizzare un computer. Il general manager ateo avrebbe un vantaggio sleale nei confronti dell’amish, un vantaggio tecnologico, così come un individuo “tecnologicamente aumentato” avrebbe un vantaggio (sleale o meno, poco importa nell’economia del nostro discorso) rispetto a un suo collega biologico.”

“Buy local” non è necessariamente la scelta migliore quando si tratta di tecnologia. Non c’è nessun vantaggio nell’acquistare software “a chilometri zero”

“In Europa, soprattutto, schiacciati da una legge (il GDPR) apertissima alle interpretazioni, gli albergatori devono affrontare un ulteriore livello di complessità nell’acquisire i dati dei propri ospiti nel rispetto di una normativa talmente vaga, a livello tecnologico, da rasentare il nichilismo procedurale.”

“Il problema centrale, con la quasi totalità delle strategie di revenue management, è che il prezzo finale non è quasi mai la somma scientifica del valore intrinseco degli attributi unici della camera, ma – nella migliore delle ipotesi – un’approssimazione arbitraria influenzata da metriche volatili, se non addirittura da pregiudizi, stati emotivi e bias cognitivi.”

“Una nuova industria post-umana (e attenzione a chi afferma altrimenti: niente affatto dis-umana) grazie ai quali gli albergatori, finalmente liberati da compiti complessi e non scalabili, potranno tornare all’essenza della loro professione: prendersi cura dei propri ospiti.”

“Comprendere che, almeno per ora, intelligenza biologica e artificiale non sono in competizione, ma in cooperazione, ci permette di liberarci dall’archetipico sospetto che abbiamo nei confronti delle macchine e valutare con chiarezza mentale i progressi tecnologici.”

“Non è tecno-snobismo: semplicemente le sono superiori all’uomo quando si tratta di operazioni logiche, quindi continuare a creare strategie tariffarie su un foglio di calcolo Excel è un modus operandi non solo arcaico, ma anche pericoloso.”

“Non esiste UN web, ne esistono 7,8 miliardi, uno per ogni abitante del pianeta. Forse di più, se si considera che lo stesso utente ha un ciclo vitale che lo porta a modificare nel tempo le proprie abitudini d’acquisto.”

“La tecnologia che ci ha regalato Tinder è la stessa a causa della quale, nel 2011, un terzo di tutte le domande di divorzio negli Stati Uniti conteneva la parola “Facebook”.”

“Un’intelligenza artificiale che ragiona in tutto e per tutto come noi, sarà capace di provare sofferenza? E, se così fosse, come dovremmo trattare l’AI? Come un nostro schiavo? Come un eguale? Come uno schiavista?”

“Invece di inseguire questa chimera dell’all-in one a tutti i costi (per ragioni a me ignote ancora cara a molti imprenditori, forse abbagliati dal miraggio di avere un unico interlocutore), dovremmo lasciare che diversi fornitori si concentrino sulle loro rispettive nicchie, piuttosto che essere presi in ostaggio da un unico provider.”

“Mentre i principali RMS AI-based sul mercato oggi possono prendere milioni di decisioni al giorno,16 il nostro cervello supera a fatica le 35.000.Ciò significa che, per avere la stessa accuratezza di un RMS, un singolo albergo dovrebbe assumere una squadra di 3.000 revenue manager, per un costo di oltre 200 milioni di euro l’anno.”