Quotessence
Home / Quotes / Quote by Simona Sparaco

Quote by Simona Sparaco

Work

Se chiudo gli occhi

Browse quotes and source details for this work. more

Author

Simona Sparaco

Browse famous quotes and profile details for Simona Sparaco. more

You May Also Like

“Ho perso il conto di tutte le poesie che intanto scrivevo a Julie. Alcune divertenti per farla ridere, altre più malinconiche per farla tornare. Lei ogni tanto metteva in ridicolo la letteratura stessa dicendo che avevo del talento e che ero un poeta. Ma io ridevo, ridevo a crepapelle e le dicevo di non chiamarmi più così. I veri poeti erano quelli che non avevano la più pallida idea di cosa fosse la poesia, mentre io ero fin troppo consapevole che la poesia era lei. Ma era così dolce che non le dissi mai nulla.”

“«Comunque non dovresti più pensarci. Basta Albatro, storia chiusa capo. Capitolo finito. Prenditi un bel libro. Scopa. Esci. Divertiti. Però non rinunciare mai a tutto per una persona che rinuncerebbe a te per tutto. Capito?» «La fai semplice. poi io non la voglio pensare ma vedi, ogni tanto quando cammino, mi compare all'improvviso. Nella mia mente, ovvio, ma quando succede, sento di non voler più camminare. Mi diventa così ridicolo camminare. Vorrei che il tempo si fermasse di colpo per darmi la possibilità di riprendermi e invece quello continua a scorrere e se ne frega se tu resti indietro»”

“Dio sono donne distrutte che non fanno altro che distruggersi per paura che le distrugga tu! Non puoi innamorarti di una cosi lo capisci? Lo vuoi capire? Non puoi cercare di sistemare ogni figa notturna a tuo piacimento. La gente che al meno una volta è cambiata per amore e ne ha pagato le conseguenze, per il resto della propria vita non lo farà mai più, capito?”

“After so many years of interrogations, I had learned that praying and reciting the Qur'an completely shut off all my senses so that I didn't hear, I didn't see, I didn't feel anymore. I just existed in the moment but outside the moment. Interrogators could talk for hours. They could do all kinds of horrible humiliating things to me and they did. But it didn't matter anymore.”

“Prendersi cura, all'interno di una relazione, non significa proteggersi. Perché in fondo fra due persone che si amano ferirsi è inevitabile, ma è anche un privilegio. Ogni ferita è una finestra che ci mostra la verità, l'irriducibile differenza fra due vite, E quella differenza e un peso difficilissimo da sostenere. Però quel peso e anche ciò che ti salva, che contiene tutto quel che ti serve per affrontare la salita, proprio come uno zaino per un alpinista. L'amore è piuttosto diventare un'occasione l'uno per l'altra. Quella di comprendere il diverso da noi, quel diverso che però ci portiamo anche dentro. E di riconoscerlo. E di accettarlo. E di impararne il significato, ogni giorno. Poi è difficile, si sa. Perché a volte è come se lei fosse un'austriaca e tu un giapponese pure un po' rincoglionito. Lei ti piace, tu le piaci, ma rimanete un'austriaca e un giapponese che non parlano le rispettive lingue, e corsi non ce n'é. Si può imparare solo con un'applicazione quotidiana. Tu le insegni le tue parole e lei insegna le sue. Certi giorni, non si capisce il perché, anche dopo anni, ti sembra di dover ricominciare tutto da capo. Il fatto è che ci hanno convinti che il senso dell'amore dovrebbe stare in quell'essere compresi subito, in un attimo, scarpe e tutto. Non è così. L'amore non è un'illuminazione, o lo è solo per un istante, per il resto è più una specie di viaggio a bordo di una tartaruga. Ognuno è libero di decidere quando scendere o se restare, per vedere insieme all'altro cosa c'è sulla sponda opposta del fiume. Richiede pazienza, come fare un puzzle senza sapere il disegno che verrà fuori, e la capacità di alimentare il fuoco di una concentrazione costante. Il problema è che le tartarughe vivono tantissimo e vanno pianissimo, mentre in giro è pieno di gente che ha fretta e sembra non avere più tempo per godersi il panorama. Che dal guscio di una tartaruga, è risaputo, soprattutto mentre incastri i pezzi di un puzzle, È davvero tutta un'altra cosa.”