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Quote by Antoine Leiris

“Amare dopo. La questione del desiderio dopo la morte è probabilmente la più complessa da raccontare, la più difficile da confessare. Bisogna accettare le proprie debolezze, accettare che il bambino dentro di noi, di fronte all’abbandono più terrificante, riprenda il suo posto, si agiterà un momento ma poi si calmerà. Quanto a me, ho sentito presto il bisogno di una presenza. Ho provato il bisogno di quell’amore che mi era divenuto così familiare. Non capivo come avrei potuto vivere senza. Come mio padre, non potevo concepire di non amare più. E così ho amato.”

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Work

La Vie, après

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Author

Antoine Leiris

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“Quando un amore nasce e quando muore, c’è uno strano momento di confusione. Qualcosa di difficile da descrivere. Una specie di limbo. Un purgatorio. Un tempo di adattamento durante il quale il corpo, non sapendo bene cosa riceve o cosa rifiuta, lascia la mente in uno stato di attesa. Quello che, un istante prima, sembrava impossibile diventa tutt’a un tratto perfettamente realizzabile, perché quel momento di incertezza è condiviso, perché si è in due a non sapere, si è in due ad aspettare che il momento scelga per noi. Il momento ha scelto. O forse quella collera insopprimibile dentro di me. Lei mi ha lasciato solo con Melvil. A proteggere mio figlio un’altra volta dalla perdita.”

“Fuori cominciava a calare la notte e subito mi venne da chiedermi se anche noi, fedeli al nostro spartito, seduti tra le fila della grande orchestra umana, stessimo suonando quella sinfonia rozza e un po' sgraziata, che altro non era se non il rumore della città di notte. Facevamo, dunque, il rumore delle cose buone? Meritavamo d'essere protetti? Eravamo visibili dallo spazio? Quanto eravamo luminosi?”

“L'amava moltissimo, anche se forse il suo sentimento era più ideale e fantastico di quello di Tess, profondo e appassionato. Angel non supponeva, quando fu condannato, così credette, ad una vita bucolica anziché intellettuale, di trovare dietro le quinte un fascino come quello osservato in quest'idillica creatura. Si parla spesso di naturalezza; ma lui non sapeva in che modo questa veramente colpisse, sino a che non era venuto lì.”

“L'affetto per lui era il respiro e la vita per l'anima di Tess, l'avviluppava come una fotosfera, la illuminava facendole dimenticare le pene passate, tenendole lontani gli oscuri spettri che tentavano insistentemente di turbarla: il dubbio, il timore, il malumore, l'affanno, la vergogna. Sapeva che la stavano aspettando come lupi rapaci, fuori da quel cerchio di luce, tuttavia disponeva di poteri magici per tenerli là, in affamata sottomissione. L'oblio dello spirito coesisteva con la memoria della mente. Camminava nella luce, ma sapeva che sullo sfondo quelle sagome buie stavano sempre in agguato; potevano retrocedere o avvicinarsi, un po' l'una un po' l'altra cosa, ogni giorno.”

“Vi era ben poco di terreno nel suo amore per Clare. In quella sublime realtà vedeva in lui tutta la bontà esistente, lui sapeva tutto quello che una guida, un filosofo, un amico doveva sapere: ogni linea che tratteggiava il suo viso e la sua figura era simbolo di perfezione e di mascolina bellezza; la sua anima era quella di un santo, la sua intelligenza quella di un profeta. La serietà dell'amore che provava per lui aumentava la sua dignità dandole la sensazione di portare un diadema. La superiorità del suo amore per lui, così lo vedeva, le faceva battere il cuore di devozione. Qualche volta lui coglieva i suoi grandi bellissimi insondabili occhi che lo guardavano dalle loro profondità, quasi contemplassero qualcosa d'immortale. Dimenticò il passato, lo calpestò e lo spense come si fa con un tizzone che cova sotto la cenere, pericoloso. Non aveva mai saputo che gli uomini potessero essere così disinteressati, cavalieri, protettivi nel proprio amore verso una donna, com'era lui. Angel Clare invece era ben lontano dall'essere come lei lo pensava, assolutamente lontano; tuttavia era più spirito che carne, aveva molto autocontrollo ed era alieno da volgarità. Non era un passionale, era più brillante che ardente, più vicino a uno Shelley che a un Byron, poteva amare disperatamente, ma di un amore fantasioso, spirituale, una complicata emozione che poteva gelosamente proteggere l'amata dal suo vero io. Tutto ciò sgomentava e incantava Tess, le cui fragili esperienze erano state sino a quel momento così sfortunate; e reagendo all'indignazione contro il sesso maschile si abbandonò ad una stima eccessiva di Clare.”

“Si era detto cose ciniche sul conto di lei, ma nessun uomo può essere sempre cinico e nello stesso tempo vivere, e così le ritrattò. L'errore che aveva commesso nell'esprimerle era sorto dal fatto che si era lasciato influenzare da principi generali trascurando il caso particolare. Ma ragionare in questo modo diventa qualche volta un esercizio stantio; innamorati e mariti ne hanno fatto esperienza anche prima d'oggi. Clare era stato duro verso di lei, senza dubbio. Gli uomini sono troppo spesso duri con le donne che amano o che hanno amato, e le donne con gli uomini. E tuttavia queste crudeltà sono la quintessenza della tenerezza se le paragoniamo alla crudeltà universale da cui nascono; la crudeltà della posizione in rapporto al temperamento; dei mezzi in rapporto al fine, dell'oggi rispetto a ieri e del futuro rispetto all'oggi.”

“Ma tale è la volpina astuzia della Natura che, fino a quel momento, l'amore per Angel le aveva bendato gli occhi, facendole dimenticare che da questo potevano risultare altre vite, condannate a quella sfortuna che aveva pianto solo per se stessa. Cosi non poté più opporsi ai suoi argomenti. Ma per la tendenza a combattere se stessi propria degli ipersensibili, una risposta si affacciò alla mente dello stesso Clare, che ne ebbe quasi paura. Si fondava sulla eccezionale natura di Tess, che avrebbe potuto usare come promettente argomento. Avrebbe per di più potuto aggiungere: "Su un altopiano dell'Australia, o in una pianura del Texas, chi vuoi che sappia o si interessi delle mie sventure? Chi vuoi che rimproveri me o te?" Ma lei, come la maggior parte delle donne, accettava quella momentanea dichiarazione come se fosse inevitabile. Forse aveva ragione. L'intuitivo cuore della donna conosce non soltanto la sua amarezza, ma anche quella del marito, ed anche se questi presunti rimproveri non fossero indirizzati a lui o ai suoi da estranei, avrebbero potuto raggiungere le sue orecchie partendo dalla sua stessa mente ipersensibile. Era il terzo giorno del loro distacco. Qualcuno potrebbe arrischiare lo strano paradosso che se fosse stato più sensuale, sarebbe stato il più nobile degli uomini. Non diciamo questo, ma l'amore di Clare era senza dubbio etereo all'eccesso, fantasioso sino all'inattuabilità. Per simili nature la presenza corporea è qualcosa di meno attraente dell'assenza corporea; quest'ultima crea una presenza ideale che convenientemente omette i difetti della reale. Tess si rese conto che la propria persona non perorava la sua causa con l'energia che s'era aspettata. Quella frase metaforica era vera: era un'altra donna, diversa da quella che aveva suscitato la sua passione.”

“«Credevo, Angel, che tu mi amassi... amassi me, per quello che sono. Se sono io che tu ami, come puoi guardarmi e parlare così? Tutto ciò mi fa paura! Ho cominciato ad amarti e ti amo, ti amerò per sempre... qualsiasi disgrazia dovesse accadere, qualsiasi cambiamento, perché tu sei proprio tu; non chiedo altro. E allora tu, che sei mio marito, come puoi cessare d'amarmi?»”