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Letteratura Quotes

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Letteratura Quotes

“Qui il nulla è curvo, qui è rettilineo, qui si impenna, qui si inabissa, qui ruota, qui goccia, qui è arsura, qui è fame, qui è sonno, qui è sogno senza immagini dentro il sonno, qui è fumo, qui è foresta, qui è radura, qui è fuga, qui è ritorno, qui è dimora, qui è desolazione, qui è consolazione, qui è mano, qui è occhio, qui è piedi, qui è correre, qui è accorrere, qui è agguato, qui è cattura, qui è liberazione, qui è cielo, qui è inferi, qui è inizio, qui è fine, qui è durata, qui è conclusione, qui è inauguramento, qui è dipartita, qui è arrivo, qui, finalmente, è cava cavità di caverna".”

“La letteratura vive solo se si pone degli obiettivi smisurati, anche al di là d’ogni possibilità di realizzazione. Solo se poeti e scrittori si proporranno impresse che nessun altro osa immaginare la letteratura continuerà ad avere una funzione. Da quando la scienza diffida dalle spiegazioni generali e dalle soluzioni che non siano settoriali e specialistiche, la grande sfida per la letteratura è saper tessere insieme i diversi saperi e i diversi codici in una visione plurima, sfaccettata del mondo.”

“La letteratura, la vera letteratura, non deve essere tracannata come una pozione che può far bene al cuore o al cervello - il cervello, lo stomaco dell'anima. Bisogna prenderla e farla a pezzetti, smontarla, spiaccicarla - e allora il suo amabile profumo si farà sentire nel cavo del palmo e la sgranocchierete e ve la farete passare sulla lingua con godimento; allora, e solo allora, la sua squisita fragranza potrà essere apprezzata nel suo vero valore e le parti frantumate e schiacciate torneranno a unirsi nella vostra mente e riveleranno la bellezza di un'unità alla quale avrete contribuito con qualcoa del vostro sangue.”

“Giorgio guardava i colleghi senza capire. «Qui so’ cazzi!» fece Dodo. «Non l’hai ancora capito, Giorgio?». «No...». «Profilo basso e tieniti tutto dentro». «Ma cosa...». «La narrativa italiana non c’è più!» disse in un fiato Margherita. «Come non c’è più?». «No. Ora si chiama...» e Dodo aprì un dépliant, «comunicazione in lingua indigena». «Non ho capito» disse Giorgio. «La narrativa italiana ora si chiama comunicazione in lingua indigena».”