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Woman Quotes

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Woman Quotes

“But seriously – how is this a good example of womanhood? How is this something we should be propping up and praising? Think about the women in your life – your mom, your aunts, your grandmothers, your sisters, your daughters, your nieces, your friends. Would you like ANY of them reduced to one small part of their anatomy? Would you tell them to their faces that they are nothing more than a walking life support system for their vaginas? ‘Cause that’s the message that feminism is sending to women the world over.I thought feminists cared more about a woman’s mind and heart, and less about her body parts....Ladies, we are so much more than our body parts. Don’t take Hollywood airheads like Cate Blanchett as your life example.”

“Per secoli le donne hanno avuto la funzione di specchi dal potere magico e delizioso di riflettere raddoppiata la figura dell’uomo. (…) Qualunque possa essere il loro uso nelle civiltà civilizzate, gli specchi sono indispensabili per ogni azione violenta ed eroica. Ecco perché Napoleone e Mussolini sostengono con tanta veemenza l’inferiorità delle donne, perché se queste non fossero inferiori, gli uomini cesserebbero di ingrandirsi. Questo serve a spiegare in parte, il bisogno che tanto spesso gli uomini sentono delle donne. E serve a spiegare la misura del loro disagio se colpiti dalla critica femminile; l’impossibilità per la donna di dire questo libro è brutto, questo dipinto manca di personalità, o qualunque altra cosa, senza suscitare molto più dolore e molta più rabbia di un uomo che esprimesse le stesse critiche. Perchè se lei comincia a dire la verità, la figura nello specchio si rimpicciolisce; viene eliminata la sua idoneità alla vita. Come potrà continuare a giudicare, civilizzare gli indigeni, emanare leggi, scrivere libri,vestirsi a festa e sproloquiare ai banchetti, se non riesce a vedersi a colazione e a cena almeno il doppio di quanto è realmente?”

“Donne non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l’aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell’uomo; è l’insieme della storia e della civiltà a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna. Ma cos'e' la donna? E' semplicissimo – dice chi ama le formule semplici: è una matrice, un’ovaia; è una femmina: ciò basta a definirla. In bocca all’uomo, la parola “femmina” suona come un insulto; eppure l’uomo non si vergogna della propria animalità, anzi è orgoglioso se si dice di lui: “E’ un maschio!” Ora la donna è sempre stata, se non la schiava, la suddita dell’uomo; i due sessi non si sono mai divisi il mondo in parti uguali e ancora oggi, nonostante che la condizione della donna si sia evoluta, la donna è gravemente handicappata. Economicamente gli uomini e le donne costituiscono quasi due caste (due gabbie salariali si direbbe oggi); a parità di condizioni i primi hanno situazioni più favorevoli, salari più elevati, maggiori probabilità di riuscita. Nulla di nuovo si dice quando si afferma che gli uomini occupano nell’industria, nella politica, nell’economia, un numero assai più grande di posti e detengono le cariche più importanti. L’uomo può pensarsi senza la donna: lei non può pensarsi senza l’uomo. Lei è soltanto ciò che l’uomo decide che sia; così viene qualificata “il sesso”, intendendo che la donna appare essenzialmente al maschio un essere sessuato: la donna per lui è sesso, dunque lo è in senso assoluto. La donna si determina e si differenzia in relazione all’uomo, non l’uomo in relazione a lei; è l’inessenziale di fronte all’essenziale. L'uomo è definito come un essere umano e una donna come una femmina - ogni volta che si comporta come un essere umano si dice che imiti il ​​maschio. Le donne vivono disperse in mezzo agli uomini, legate ad alcuni uomini – padre o marito – più strettamente che alle altre donne; e ciò per i vincoli creati dalla casa, dal lavoro, dagli interessi economici, dalla condizione sociale. C’è una strana malafede nel conciliare il disprezzo per le donne con il rispetto di cui si circondano le madri. È un paradosso criminale negare alla donna ogni attività pubblica, precluderle la carriera maschile, proclamare la sua incapacità in tutti i campi, e affidarle l’impresa più delicata e più grave: la formazione di un essere umano. Finché la famiglia e il mito della famiglia e il mito della maternità e l'istinto materno non saranno soppressi, le donne saranno oppresse.”

“It’s okay,” Crash says with a light laugh. “She was all of the above.” “Please don’t elaborate on the nuts part,” I mutter, spearing Dane with a look when he snorts. “It’s not that funny.” Dane sucks in a breath. “I mean . . . it kind of is?” “You’re the worst. Crash is literally here, pouring out his broken heart, and you’re laughing about the woman being a squirrel.” “My heart is fully intact,”

“They wanted their girls to be safe. To do what they had to do to conform, to defer, to survive, to grow up. They wanted their girls never to grow up. Never to stop burning. They wanted their girls to say fuck it, to see through the lies, to know their own strength. They wanted their girls to believe the things could be different this time, and they wanted it to be true. They wondered, sometimes, if they'd made a mistake. If it was dangerous, taming the wild, stealing away the words a girl might use to name her secret self. They wondered at the consequences of teaching a girl she was weak instead of warning her she was strong. They wondered, if knowing was power, what happened to power that refused to know itself; they wondered what happened that couldn't be satisfied, to pain that couldn't be felt, a rage that couldn't be spoken.”

“I learned a lot about systems of oppression and how they can be blind to one another by talking to black men. I was once talking about gender and a man said to me, "Why does it have to be you as a woman? Why not you as a human being?" This type of question is a way of silencing a person's specific experiences. Of course I am a human being, but there are particular things that happen to me in the world because I am a woman. This same man, by the way, would often talk about his experience as a black man. (To which I should probably have responded, "Why not your experiences as a man or as a human being? Why a black man?")”

“Of course, there have been unruly women for as long as there have been boundaries of what constitutes ‘feminine’ behavior: women who, in some way, step outside the boundaries of good womanhood, who end up being labeled too fat, too loud, too slutty, too whatever characteristic women are supposed to keep under control.”