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Mauro Corona Books

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“Questo libro l’ho scritto in forma di fiaba, senza puntare il dito perché altrimenti avrei dovuto fare un saggio e un saggio mi avrebbe sconquassato l’anima, avrei puntato il dito, avrei inveito, avrei insultato questi farabutti che fecero duemila morti ed ero stanco di insultare, sono stanco di fare cagnara. Allora ho scritto in forma di fiaba, che fa ancora più male perché era gente inerme che è stata spazzata via.”

“L’amore dovrebbe essere silenzio e accettazione, donazione totale. Invece lasciamo entrare paure, insicurezze, gelosia, senso del possesso. L’amore è una cosa seria. In questo libro (La voce degli uomini freddi) do speranza, perché se c’è, dura, ma lo dobbiamo far durare noi. Eliminando, scrollandoci via queste scorie di ruggini paurose come il cane si scrolla l’acqua di dosso e allora rimane l’osso di questo amore. Ci possono essere scontri, ma vanno aggiustati, va detta quella parolina ‘perdono’ che non si sente più.”

“Una betulla, innamorata di un maggiociondolo, attendeva che il vento la piegasse per andarlo a baciare, ma, per quanto il vento soffiasse forte, le mancavano sempre quei pochi centimetri per giungere al bacio agognato. Così, in attesa dell'evento impossibile, la betulla gli parlava senza speranza. Fu il Vajont che li unì. Strappati e trascinati via dall'acqua, si toccarono per un breve istante. Così, prima di morire, anche il maggiociondolo ebbe un po' d'amore”

“Risposte non venivano. Eppure la soluzione era lì, dietro l'albero di Natale, bastava riflettere un pochino. Ma gli uomini non riflettono. Quando si tratta di cercare la verità preferiscono sospettare qualcuno. La rifessione potrebbe deluderli presentando un colpevole non gradito. Il sospetto, invece, li agevola: possono pensare a chiunque, soprattutto a qualche antipatico di loro conoscenza. Tutto ciò gratifca l'animo vendicativo rendendo ciechi. Perché gli uomini vorrebbero il colpevole che fa comodo, non quello vero.”

“Ho iniziato a bere per aver visto bere altri. Quelli che, per me ragazzino, erano eroi forti e invincibili, bevevano. Ho cominciato a bere con loro. Prima ancora l’ho visto fare a casa mia, in famiglia, dentro le mura niente affatto protettive della mia infanzia. Si può anche iniziare a bere spinti da predisposizione genetica, ma è più raro, di solito si comincia per imitare quelli che crediamo fighi, spavaldi e sicuri. E, quando siamo ridotti come loro, scopriamo che erano soltanto poveri diavoli impauriti e fragili come noi.”