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I Quotes

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“Imparai tutte, o quasi tutte, le cose più importanti che erano state pensate e scritte prima della mia nascita; mi abituai a guardare il mondo con cento occhi, anziché con i miei due soli, e a sentire nella mia testa cento pensieri diversi, anziché il mio solo pensiero. Diventai consapevole di me stesso e degli altri. Gli uomini, senza la lettura, non conoscono che una piccolissima parte delle cose che potrebbero conoscere.”

“Imparare a soffrire è difficile. (…) Imparate ad ascoltare la voce della vita quando si fa sentire! Imparate a guardare quando il sole del destino scherza con le vostre ombre! Imparate il rispetto per la vita! Imparate il rispetto per voi stessi! (…) soffrire rende tenaci, soffrire tempra. (…) Perché l’azione, la buona e radiosa azione, amici miei, non viene dal fare, non deriva dall’attivismo, non è frutto della diligenza e del martellare. Essa cresce solitaria sui monti, cresce sulle cime, dove sono silenzio e pericolo. Sgorga dal dolore… (…) Io vi parlo della solitudine. Solitudine è la via lungo la quale il destino vuol portare l’essere umano a se stesso. Solitudine è la via che l’essere umano teme massimamente.”

“Imparare vuol dire mostrarsi all'altro come uno zero che non sa nulla. E invece, quante cose che mi erano di ostacolo avevo portato con me! In cuor mio, mi ero sentita in qualche modo superiore: «Sono cose facili!», «Io ci riesco!» Che presuntuosa che ero! Quello stupido orgoglio è solo un fardello che ti ostacola. Bisogna fettarlo via, e svuotarsi completamente Se non sei completamente vuoto non può entrarti niente. «Devo cambiare attitudine e ripartire», pensai sinceramente.”

“Impari lentamente, mio amato, ma impari. E ciò che si impara lentamente scende più nel profondo. Voi uomini e i vostri Dei! Vi beffate della Madre per la sua lentezza da lumaca, perché crea ciecamente al buio. Tuttavia quando create senza di Lei, in fretta e alla luce, create davvero ciecamente, dando forma, magari, alla morte di un mondo! Ebbene, avvelenate il mare e il cielo, l'aria che respirate, e persino la dolce pelle bruna del suo seno, che Essa vi ha sempre permesso di lacerare per darvi le messi. Uccidete e uccidete finché non rimane più niente se non ossa nude su una terra squallida e contaminata. La Madre è potente; Essa ha molti corpi, e il vostro mondo è solo uno di quelli. Nella Sua potenza Essa può tuttavia guarire le vostre ferite e far rifiorire la terra, sì: allevare voi uomini, anche se deve partorire di nuovo tutta la vostra razza. Perché una buona madre è paziente; sa che un bambino inciampa più volte prima d'imparare a camminare...”

“Impartial observers from other planets would consider ours an utterly bizarre enclave if it were populated by birds, defined as flying animals, that nevertheless rarely or never actually flew. They would also be perplexed if they encountered in our seas, lakes, rivers, and ponds, creatures defined as swimmers that never did any swimming. But they would be even more surprised to encounter a species defined as a thinking animal if, in fact, the creature very rarely indulged in actual thinking.”

“Impatience is a form of unbelief. It's what we begin to feel when we start to doubt the wisdom of God's timing or the goodness of God's guidance. It springs up in our hearts when our plan is interrupted or shattered. It may be prompted by a long wait in a checkout line or a sudden blow that knocks out half our dreams. The opposite of impatience is not a glib denial of loss. It's a deepening, ripening, peaceful willingness to wait for God in the unplanned place of obedience, and to walk with God at the unplanned pace of obedience - to wait in his place, and go at his pace.”