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Mark Haddon

Mark Haddon Quotes

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Famous Mark Haddon Quotes

“I think I would make a very good astronaut. To be a good astronaut you have to be intelligent and I’m intelligent. You also have to understand how machines work and I’m good at understanding how machines work. You also have to be someone who would like being on their own in a tiny spacecraft thousands and thousands of miles away from the surface of the earth and not panic or get claustrophobia or homesick or insane. And I really like little spaces, so long as there is no one else in them with me. Sometimes when I want to be on my own I get into the airing cupboard outside the bathroom and slide in beside the boiler and pull the door closed behind me and sit there and think for hours and it makes me feel very calm. So I would have to be an astronaut on my own, or have my own part of the space craft which no one else could come into. And also there are no yellow things or brown things in a space craft, so that would be okay too. And I would have to talk to other people from Mission Control, but we would do that through a radio linkup and a TV monitor, so they wouldn’t be like real people who are strangers, but it would be like playing a computer game. Also I wouldn’t be homesick at all because I’d be surrounded by things I like, which are machines and computers and outer space. And I would be able to look out of a little window in the spacecraft and know that there was no one near me for thousands and thousands of miles, which is what I sometimes pretend at night in the summer when I go and lie on the lawn and look up at the sky and I put my hands round the sides of my face so that I can’t see the fence and the chimney and the washing line and I can pretend I’m in space. And all I could see would be stars. And stars are the places where molecules that life is made of were constructed billions of years ago. For example, all the iron in your blood which keeps you from being anemic was made in a star. And I would like it if I could take Toby with me into space, and that might be allowed because they sometimes do take animals into space for experiments, so if I could think of a good experiment you could do with a rat that didn’t hurt the rat, I could make them let me take Toby. But if they didn’t let me I would still go because it would be a Dream Come True.”

“Then, when I've got a degree in maths, or physics, or maths and physics, I will be able to get a job and earn lots of money and I will be able to pay someone who can look after me and cook my meals and wash my clothes, or I will get a lady to marry me and be my wife and she can look after me so I can have company and not be on my own.”

“Miaow Consider me. I sit here like Tiberius, inscrutable and grand. I will let "I dare not" wait upon "I would" and bear the twangling of your small guitar because you are my owl and foster me with milk. Why wet my paw? Just keep me in a bag and no one knows the truth. I am familiar with witches and stand a better chance in hell than you for I can dance on hot bricks, leap your height and land on all fours. I am the servant of the Living God. I worship in my way. Look into these slit green stones and follow your reflected lights into the dark. Michel, Duc de Montaigne, knew. You don't play with me. I play with you.”

“The word "metaphor" means carrying something from one place to another . . . and it is when you describe something by using a word for something that it isn't. This means that the word "metaphor" is a metaphor. I think it should be called a lie because a pig is not like a day and people do not have skeletons in their cupboards. And when I try and make a picture of the phrase in my head it just confuses me because imagining and apple in someone's eye doesn't have anything to do with liking someone a lot and it makes you forget what the person was talking about.”

“A scuola la signora Forbes mi disse che quando mia madre era morta era volata in cielo. Mi aveva raccontato questa cosa perché la signora Forbes è molto vecchia e crede nell’aldilà. Porta sempre i pantaloni della tuta perché sostiene che sono molto più comodi dei pantaloni normali. E ha una gamba leggermente più corta dell’altra a causa di un incidente in moto. Quando mia madre è morta, però, non è andata in cielo perché il cielo non esiste. Il marito della signora Peters è un prete che tutti chiamano il Reverendo Peters, e ogni tanto viene a trovarci a scuola per parlare un po’ con noi; un giorni gli chiesi dove fosse il cielo. - Non è nella nostra galassia. È un luogo a sè, - rispose. Qualche volta il Reverendo Peters emette uno strano verso mentre pensa, una specie di ticchettio con la lingua. E fuma e si sente l’odore delle sigarette mentre tespira e a me dà fastidio. Dissi che non c’era niente fuori dall’universo e che non poteva esistere un luogo a sè. A meno che non si attraversi un buco nero, ma un buco nero è ciò che si definisce una Singolarità, che significa che è impossibile scoprire cosa c’è dall’altra parte perché la forza di gravità di un buco nero è talmente potente che persino le onde elettromagnetiche come la luce non riescono a sfuggirle, e le onde elettromagnetiche sono il mezzo attraverso il quale riceviamo le informazioni su tutto ciò che è lontano da noi. Se il cielo si trovasse dall’altro lato di un buco nero i morti dovrebbero essere scaraventati nello spazio su dei razzi per arrivare fin lassù e così non è, altrimenti la gente se ne accorgerebbe. Penso che le persone credano nell’aldilà perché detestano l’idea di morire, perché vogliono continuare a vivere e odiano pensare che altri loro simili possano trasferirsi in casa loro e buttare tutte le loro cose nel bidone della spazzatura. Il Reverendo Peters spiegò: - Be’, quando dico che il cielo è fuori dall’universo è solo un modo di dire. Immagino che ciò che significa veramente è che i defunti sono con Dio. - Ma Dio dov’è? Allora il Reverendo Peters tagliò corto dicendo che avremmo fatto meglio a discuterne in un altro momento, quando avessimo avuto più tempo a disposizione. Ciò che di fatto avviene quando una persona muore è che il cervello smette di funzionare e il corpo si decompone, come quando morí Coniglio e noi lo seppellimmo in fondo al giardino. E tutte le sue molecole si frantumarono in altre molecole e si sparsero nella terra e vennero mangiate dai vermi e defluirono nelle piante, e se tra 10 anni andremo a scavare nello stesso punto non troveremo altro che il suo scheletro. E tra 1000 anni anche il suo scheletro sarà scomparso. Ma va bene ugualmente perché adesso lui è parte dei fiori e del melo e del cespuglio di biancospino. Quando una persona muore qualche volta viene messa in una bara, che significa che il suo corpo non si unirà alla terra per moltissimo tempo, finché anche il legno della bara non marcirà. Mia madre però fu cremata. Questo vuol dire che è stata messa in una bara e bruciata e polverizzata per poi trasformarsi in cenere e fumo. Non so cosa capiti alla cenere e non potei fare domande al cimitero perché non andai al funerale. Però so che il fumo esce da lcamino e si disperde nell’aria e allora qualche volta guardo il cielo e penso che ci siano delle molecole di mia madre lassù, o nelle nuvole sopra l’Africa o l’Antartico, oppure che scendano sotto forma di pioggia nelle foreste pluviali del Brasile, o si trasformino in neve da qualche parte, nel mondo.”

“... a veces las cosas son tan complicadas que es imposible predecir qué va a pasar a continuación, pero en realidad obedecen a unas reglas muy sencillas. Y eso significa que, a veces, una población entera de ranas, o de gusanos, o de gente, puede morir sin razón alguna, sólo porque así es como funcionan los números.”

“I find people confusing. This is for two main reasons. The first main reason is that people do a lot of talking without using any words. Siobhan says that if you raise one eyebrow it can mean lots of different things. It can mean "I want to do sex with you" and it can also mean "I think that what you said was very stupid.”

“Come devono essere tristi, quei figli unici. Crescere in una casa piena di adulti, sempre in minoranza, sempre sconfitti, nemmeno un po' di quella stupidità sfrenata, niente scherzi da poter ripetere cento volte, nessuno con cui cantare, nessuno con cui litigare, nessuno con cui fare il principe, o lo schiavo [...] in seguito, quando i genitori cadono in disgrazia e diventano essere umani incasinati e banali e si trasformano pian piano da persone che si prendono cura di te in individui di cui ci si deve prendere cura, chi ci sarà ad affrontare con te quelle crescenti frustrazioni, a riflettere sulle migliaia di dettagli insignificanti di quella soap opera a lungo condivisa che non significa nulla per gli altri? E quando infine se ne saranno andati, chi si rivolgerà a te dicendoti: «Sì, mi ricordo il cavalluccio a dondolo rosso... sì, mi ricordo il letto immaginario sotto il biancospino»?”

“Decisi che avrei scoperto chi aveva ucciso Wellington, anche se mio padre mi aveva ordinato di non ficcare il naso negli affari degli altri. Perché non faccio sempre quello che mi dicono di fare. Perché quando qualcuno mi dà degli ordini, di solito sono cose che mi confondono e che non hanno nessun senso. Per esempio quando dicono “Sta’ zitto”, ma non specificano per quanto tempo devi stare zitto. Oppure se su un cartello vedi NON CALPESTARE IL PRATO, in realtà dovrebbe esserci scritto NON CALPESTARE IL PRATO INTORNO A QUESTO CARTELLO oppure NON CALPESTARE IL PRATO DI QUESTO PARCO, perché invece ci sono molti prati su cui si può camminare. La gente non rispetta mai le regole. Mio padre per esempio va a più di 90 chilometri all’ora nelle strade dove non si devono superare i 90 chilometri all’ora, e qualche volta guida dopo aver bevuto e spesso non si mette la cintura di sicurezza quando prende il furgone. E nella Bibbia si legge Non uccidere, ma ci sono state le Crociate e due Guerre Mondiali e la Guerra del Golfo e in ognuna di queste guerre dei Cristiani hanno ucciso dei loro simili. E poi non lo capisco, quando dice “Non ficcare il naso negli affari degli altri”, perché non so cosa sono gli “affari degli altri”; io faccio un mucchio di cose con “gli altri”, a scuola, nel negozio e sul pulmino, e il suo lavoro consiste nell’andare a casa di altre persone e riparare i loro scaldabagni e l’impianto di riscaldamento. Anche questo vuol dire farsi gli affari degli altri. Siobhan mi capisce. Quando mi ordina di non fare una cosa mi dice esattamente cos’è che non devo fare. Così mi piace. Per esempio una volta mi ha detto: - Non devi mai prendere a pugni Sarah o picchiarla in nessun modo, Christopher. Anche se è lei a colpirti per prima. Se succede di nuovo, allontanati, rimani immobile e conta da 1 a 50, poi vieni da me a raccontarmi cosa ha fatto o parlane con qualche altro insegnante. Un’altra volta mi ha detto: - Se vuoi andare sull’altalena e c’è sempre qualcuno sopra, non spingerlo via. Chiedi se puoi fare un giro anche tu. E poi aspetta fino a quando non ha finito. Gli altri però quando ti danno un ordine non si comportano in questo modo. E allora sono io a decidere cosa fare e cosa non fare.”

“Di solito non parlo con gli sconosciuti. Non mi piace parlare con chi non conosco. E non per via della famosa frasa Non Dare Confidenza Agli Sconosciuti che ci ripetono continuamente a scuola, che tradotto vuol dire non accettare caramelle o un passaggio da uno sconosciuto perché vuole fare sesso con te. Non è questo che mi preoccupa. Se un estraneo mi toccassse lo colpirei immediatamente, e io so colpire molto forte. Come per esempio quella volta che ho preso a pugni Sarah perché mi aveva tirato i capelli e l’ho fatta svenire e le è venuta una commozione cerebrale e avevano dovuto portarla al pronto soccorso. E poi ho sempre con me il mio coltellino svizzero che ha una lama a seghetto in grado di tranciare le dita a un uomo. Non mi piacciono gli estranei perché non mi piacciono le persone che non conosco. Sono difficili da capire. È come essere in Francia, dove andavamo qualche volta in campeggio quando mio madre era ancora viva. E io odiavo la Francia perché se entravo in un negozio o in un ristorante o andavo in spiaggia non capivo quel che dicevano, e la cosa mi terrorizzava. Ci metto un sacco di tempo per abituarmi alle persone che non conosco. Per esempio, quando c’è una persona nuova che viene a lavorare a scuola non le parlo per settimane e settimane. Rimango a osservarla finché non sono certo di potermi fidare. Poi le faccio delle domande su di lei, sulla sua vita, del tipo se ha degli animali e qual è il suo colore preferito e cosa sa dell’Apollo e le chiedo di disegnarmi una piantina della sua casa e voglio sapere che macchina ha, così imparo a conoscerla. Da quel momento in poi non mi preoccupo più se mi capita di trovarmi nella stessa stanza con questa persona e non sono più obbligato a stare all’erta.”

“People stick hearts on Valentine's cards and get married in white dresses and give each other flowers. They think love is every-thing going right. That's not love. That's self-indulgence. That's good luck. Love is when you walk into the burning building. Love is when the person who means most to you in the world is breathing through a mask and pissing in a bag. Love is when they no longer know your name.”