Quotessence
Home / Quotes / Quote by Wislawa Szymborska

Quote by Wislawa Szymborska

“Non so agli altri – per essere felice e infelice a me basta e avanza questo: una dimessa provincia dove anche le stelle sonnecchiano e ammiccano nella sua direzione non significativamente. Il ballo (da "La gioia di scrivere")”

Quote by Wislawa Szymborska

Author

Wislawa Szymborska
Wislawa Szymborska

Wisława Szymborska was a distinguished Polish poet celebrated for her concise, witty, and thought-provoking verses. Born on July 2, 1923, in Kraków, she spent much of her life in the city, which deeply influenced her work. Szymborska's poetry often explores themes of human experience, nature, and the absurdity of life. She was awarded the Nobel Prize in Literature in 1996, making her the sixteenth woman to receive the honor. She passed away on February 1, 2012. more

You May Also Like

“Gli adulti sanno che smarriscono un pezzo di se stessi, quando si trovano a dover affrontare situazioni che, prima di verificarsi, erano fuori da ogni immaginazione. La superficie su cui poggia la loro personalità si incrina. E, tuttavia, adattarsi è l’unica reazione giusta, perché assicura la sopravvivenza. I bambini agiscono in modo più intuitivo. Io ero intimidita, non opposi resistenza, cominciai bensì a sistemarmi, per il momento, solo per una notte. A pensarci oggi, mi pare quasi sconcertante il modo in cui il panico lasciò il posto a un certo pragmatismo. Come capii alla svelta che supplicare non aveva senso e che ogni parola sarebbe scivolata via su quel giovane uomo. Come intuii istintivamente che dovevo accettare la situazione, se volevo superare una notte infinita in quella cantina.”

“La sopravvivenza di se stessi, della specie, dell' ambiente, queste sono le cose che muovono gli esseri umani. Potete osservare come l'ordine d'importanza cambi nell'arco d'una vita. Quali sono le cose che suscitano una preoccupazione immediata a una certa età? Il clima? Lo stato della digestione? A lei o a lui importa davvero? Tutti quei vari tipi di fame che la carne sente e spera di soddisfare. Che altro può davvero importare?”

“Oh, the irony of life's little theatrics! I cracked a grin while my tears lined up for their grand performance, and my tongue played hide-and-seek with all those words eager to escape my lips. It's like a comedy of manners, where my emotions put on a masquerade, teasing me with their hidden truths. But fear not, for someday, this wordless mime will take center stage, and the spotlight will shine on my untold tales!”

“[...] la selezione naturale ci ha foggiati - dalla struttura delle cellule cerebrali alla struttura dell'alluce - per una vita di viaggi stagionali a piedi in una torrida distesa di rovi o di deserto. Se era così, se la "patria" era il deserto, se i nostri istinti si erano forgiati nel deserto, per sopravvivere ai suoi rigori - allora era facile capire perché i pascoli più verdi ci vengono a noia, perché le ricchezze ci logorano e perchè l'immaginario uomo di Pascal considerava i suoi confortevoli alloggi una prigione.”

“Cose che capitano nella solitudine di un'isola. Pensieri nuovi. Voci che ti dicono che il peggio non è tanto essere sull'orlo del disastro, ma il non accorgersi di esserci. Qualsiasi animale sente l'approssimarsi del pericolo. Noi non più. Siamo così narcotizzati e distanti dalla natura da non sentire che cemento e discariche, camorra e veleni ci assediano. Viaggiamo tranquilli in mezzo a penitenziari di animali pazzi e pieni di antibiotici, gabbie di reclusi pigolanti dove non fa mai notte, e non vediamo Nacht un Nebel che avanzano, a passi misurati, come Gog e Magog. Capiremo solo quando non ci sarà più niente da fare. Se domani il cielo fosse vuoto di passeri, ci metteremmo settimane a realizzarlo. Se un giorno il fiume sparisse da sotto i ponti del nostro paese, non lo noteremmo. Siamo pieni di paure, certo, ma paure di cose senza significato, e le paure a vuoto si chiamano paranoie. Ci manca il timore vero, quello supremo. L'orrore di noi stessi, incapaci di sentire il grido della natura che boccheggia e dice: "Basta".”