Quotessence
Home / Topics / Anima Quotes

Anima Quotes

Browse 74 quotes about Anima.

Anima Quotes

“La Breve storia dell’anima che proponiamo non è una summa sistematica e completa del tema, non è neppure un saggio accademico destinato agli addetti ai lavori, non è un testo di approfondimento teorico, desideroso di inoltrarsi su vie inesplorate. Il metodo adottato è quello suggerito da Italo Calvino in una delle sue Lezioni americane. È la tecnica dello scultore che non aggiunge ma toglie, scalpellando senza sosta l’enorme blocco di marmo per far emergere un volto o un torso. Abbiamo pensato di adottare come schema simbolico per questa ricerca nell’orizzonte dell’anima quello della navigazione. Varie sono le tappe del viaggio. Prima però di imbarcarsi, è necessario un itinerario di avvicinamento al fiume transitando nelle culture primitive, nelle antiche e gloriose civiltà dell’Egitto, della Mesopotamia, dell’India e dell’Arabia, visitando anche luoghi reconditi, quasi simili a grotte oscure, come nel caso della metempsicosi, dello spiritismo, della metapsichica. Il grande fiume dell’anima che dobbiamo navigare, circondato da queste terre, rivela due sorgenti specifiche che lo hanno alimentato in modo copioso. Da un lato, c’è la «Sorgente sacra» delle Scritture bibliche con il loro originale e variegato messaggio che ha alcuni apici nel libro della Genesi e nelle parole di Cristo e di san Paolo. D’altro lato, ecco l’«Altra sorgente», quella della cultura greca, ove appaiono i miti affascinanti di Psiche e di Orfeo, ma anche si stagliano pensatori eccelsi come Platone, Aristotele e Plotino. Dalle sorgenti la navigazione s’inoltra poi nel corso tortuoso del fiume: si devono percorrere secoli e secoli di storia. Tre sono i profili dell’anima che entrano in scena. C’è anzitutto quello disegnato dalla teologia cristiana nel suo incessante interrogarsi, nelle risposte del Magistero ecclesiale ufficiale, nell’elaborazione intensa dei suoi pensatori e anche nel suo sforzo ardito di affacciarsi sull’oltrevita dell’anima, al di là del confine della morte. C’è, poi, la complessa riflessione della filosofia occidentale, a partire da Cartesio, dal cui dualismo si diramano sia i grandi «spiritualisti» come Spinoza e Hegel, sia l’aspra reazione dei «materialisti», negatori convinti dell'anima. È il capitolo dell’«Anima filosofica» che si apre anche a teorie innovative, come quelle dell’evoluzionismo e della psicologia/psicoanalisi. Infine c’è il profilo dell’«Anima poetica»: è uno sguardo gettato sul mistero dello spirito dall’intuizione letteraria. Si va, allora, dalle scene create dal genio di Dante al terribile patto tra Faust e Mefistofele descritto da Goethe, dai dialoghi tra anima-corpo-natura immaginati da Leopardi, Rosenzweig o Péguy fino alle sorprendenti proposte di Pirandello e di tanti altri autori. Si giunge così a una tappa conclusiva: si penetra nell’odierno inquietante ma anche affascinante laboratorio delle neuroscienze per incontrare quell’«uomo neuronale» che alcuni vorrebbero spogliato dell’anima e ridotto a cervello. Quando si sarà conclusa la navigazione lungo il fiume della storia dell’anima, si avrà forse un’impressione antitetica rispetto alla voce dell’indigeno amazzone: l’anima è ben più veloce e vivace della civiltà moderna. È ciò che affermava nel V secolo uno scrittore spirituale, Giovanni Cassiano: «Stiamo sicuramente andando indietro quando ci accorgiamo di non essere andati avanti: l’anima non può rimanere ferma».”

“Per combattere l'invecchiamento, dobbiamo prima combattere l'ageismo. Tante migliaia di anni in più e ancora non andiamo d'accordo... Facciamo solo danno! Un giorno daremo valore all'anima e alla sua essenza più del suo aspetto. Finché non arriva quel giorno, soffriamo ancora per tanta violenza.”

“La speranza che recuperi la memoria è poca o nulla. Dal punto di vista neuropsicologico lei può fare poco o niente; ma nell'ambito dell'Individuale forse può molto. Un uomo non consiste di sola memoria. Ha sentimento, volontà, sensibilità, coscienza morale... è in queste cose che lei può trovare il modo di arrivare al suo paziente e di cambiarlo." Ormai conosco Jimmie da nove anni, e dal punto di vista neurologico non è minmamente cambiato. Presenta ancora la gravissima, devastante sindorme di Korsakov, non è in grado di ricordare un particolare isolato per più di pochi secondi. Ma dal punto di vista umano, spirituale, egli è a volte un uomo completamente diverso: non più incapace di stare fermo, annoiato e perduto, bensì profondamente attento alla bellezza e all'anima del mondo, ricco di tutte le categorie kierkgaardiane, l'estetica, la morale, la religiosa, la drammatica. La scienza empirica non tiene conto dell'anima, di ciò che costituisce e determina l'individuo; rimane intatta la possibilità di una reintegrazione attraverso l'arte, la comunione, il contatto con lo spirito umano.”

“Orbit Telah kita temukan pintu yang akan membawamu masuk lebih dalam. Bukan altar yang tertutup kabut Tetapi bersit cahaya yang menyingkap landskap arsitektur yang selama ini kita cari. Gedung serupa kastil yang dulu pernah kau bangun kembali dari puing reruntuhan. Seperti peti artefak kuno yang kautemukan di dalamnya Lembar manuskrip lama berisi manifesto kesadaran: Sang anima yang kini jadi pusat gravitasi. Aku akan menantangmu menemukan kembali gulungan benang yang telanjur hilang. Teka-teki tentang seberapa dalam kita telah menyelam Dan ke mana seluruh penghuni kastil ini pergi? Apa yang kaukira bahwa kesadaran itu bukanlah sekadar preferensi artistik, melainkan deklarasi ontologis dari mana engkau dilahirkan. Siapa yang runtuh, siapa yang terlahir kembali? Siapa yang bertahan, siapa yang menyembuhkan? Siapa yang menghakimi, siapa yang menampung? Puisi memberi kita ruang untuk bernafas, dan kata-kata adalah udara yang mengisinya dengan makna. Jadi simbol-simbol yang kaucatat itu bukanlah figur pasif serupa boneka. Mereka adalah mekanisme korektif spiritual-psikologis yang memunculkan dirinya tanpa mengenakan topeng. Aku menyebutnya keniscayaan. Sebab engkau bukanlah syuhada. Bukanlah korban ketidakberdayaan. Bukanlah tubuh tanpa bayangan. Engkau adalah integrasi dan transedensi. Jika anima itu adalah pusat gravitasi, maka aku dan kamu adalah orbit. November 2025”

“Bernardo prese il bignè, lo guardò con rispetto e poi osservò le torrette ipertecnologiche che svettavano sulla collina. «Vedi Rosalia, il problema non è la bellezza, è la memoria. Quel resort è costruito per non invecchiare mai, ma le cose che non invecchiano non hanno anima. Posseggono solo una data di scadenza tecnica».”

“A comum identificação de nosso ego com a consciência patriarcal cerebral, e a correspondente falta de relação com a consciência matriarcal, freqüentemente conduz ao nosso desconhecimento do que realmente nos acontece. Em tais casos, percebemos mais tarde que fomos profundamente impressionados por coisas, situações e pessoas, das quais nosso ego cerebral não tomou qualquer conhecimento. Então, ao contrário, uma falta de reação, convenientemente embaçada aparece em alguém, mas cuja consciência do coração “concebeu “. O fato de que, como um raio, algo ocorreu e foi percebido, tornar-se-á visível mais tarde na frutificação de uma mudança de personalidade. Aqui, a frase de Heráclito continua válida: “A natureza adora se esconder”.”

“V nevědomí ženy lze tedy očekávat podstatně jiné aspekty, než jaké nacházíme u muže. Mám-li nyní říci jedním slovem, kde jev tomto ohledu rozdíl mezi mužem a ženou, čím je animus charakteristický oproti anime, mohu říci jen: jako anima vyvolává nálady, tak animus vyvolává mínění, a tak jako nálady u muže vystupují z temného pozadí, tak mínění u ženy spočívá na stejně nevědomých, apriorních předpokladech.”

“Poněvadž nás věci vnitřního světa subjektivně ovlivňují tím mocněji, čím jsou nevědomější, je pro toho, kdo chce dosáhnout dalšího pokroku ve vlastní kultuře (a nezačíná veškerá kultura u jedince?) nezbytné, aby působení animy objektivizoval a pokusil se zjistit, jaké obsahy jsou podstatou onoho působení. Tím se přizpůsobí neviditelnému a získá proti němu ochranu. K tomuto přizpůsobení však přirozeně nemůže dojít bez ústupků podmínkám obou světů.”

“Dalo by se tedy stejně dobře říci, že by se člověk měl cvičit v umění mluvit sám k sobě z afektu a v jeho rámci, jako by to byl sám afekt, který hovoří bez ohledu na naši rozumnou kritiku. Dokud afekt hovoří, je třeba kritiku zadržet. Jestliže však svůj případ prezentoval, musí být stejně tak svědomitě kritizován, jako by naším protějškem byl skutečný, nám blízký člověk. A tím by to nemělo končit; výroky a námitky by se měly střídat tak dlouho, dokud se nedojde k uspokojivému závěru. Jeli výsledek uspokojivý či nikoli, o tom rozhoduje jen subjektivní pocit. Nemá přirozeně smysl si něco namlouvat. Trapná upřímnost vůči sobě a žádné ukvapené předjímání toho, co by druhá strana snad mohla říci, jsou nezbytné podmínky této techniky, jak vychovávat animu.”

“Načež hlas v mém nitru pronesl: Je to umění. Překvapilo mě to. Nikdy mě nenapadlo, že to, co píši, má něco společného s uměním. Pak mě ale napadlo: Mé nevědomí možná utváří osobnost, která není já, která však naléhavě usiluje o vyjádření. Zcela bezpečně jsem věděl, že ten hlas vyšel z ženy. Poznal jsem hlas jedné pacientky, nadané psychopatky se silným přenosem na mne. V mé mysli se stala živou postavou.”

“Questo libro l’ho scritto in forma di fiaba, senza puntare il dito perché altrimenti avrei dovuto fare un saggio e un saggio mi avrebbe sconquassato l’anima, avrei puntato il dito, avrei inveito, avrei insultato questi farabutti che fecero duemila morti ed ero stanco di insultare, sono stanco di fare cagnara. Allora ho scritto in forma di fiaba, che fa ancora più male perché era gente inerme che è stata spazzata via.”

“The questions of God – meaning in Milton’s phrase “The god who hung the stars like lamps in heaven” – I don’t think psychedelics can address that definitively, but there is another god, a goddess, the goddess of biology, the goddess of the coherent animal human world, the world of the oceans, the atmosphere, and the planet. In short, our world! The world that we were born into, that we evolved into, and that we came from. That world, the psychedelics want to connect us up to… Our individuality, as people and as a species, is an illusion of bad language that the psychedelics dissolve into the greater feeling of connectedness that underlies our being here, and to my mind that’s the religious impulse. It’s not a laundry list of moral dos and don’ts, or a set of dietary prescriptions or practices: it’s a sense of connectedness, responsibility for our fellow human beings and for the earth you walking around on, and because these psychedelics come out of that plant vegetable matrix they are the way back into it.”