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Quote by Joseph Conrad

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Joseph Conrad
Joseph Conrad

Joseph Conrad, born on December 3, 1857 in Poland and died on August 3, 1924 in the United Kingdom, was a renowned British author of the late 19th and early 20th centuries. He is known for his profound descriptions of maritime life and his insightful explorations of human nature. more

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“Continuo a pensare, a pensare, e comincia a sembrarmi che le persone sensibili e intelligenti che vivranno dopo di noi, se poi ce ne saranno, faticheranno a capire come tutto ciò sia potuto accadere, stenteranno a capire la nascita dell’idea stessa dell’omicidio, e a maggior ragione dell’omicidio di massa. Uccidere. In che senso? Perché? Come può annidarsi, questa idea, negli oscuri anfratti delle circonvoluzioni cerebrali di un comune essere umano, nato da una madre, un essere che è stato un bambino che succhiava al seno, che andava a scuola?… Comune come milioni di altri, con mani e piedi sui quali crescono le unghie, mentre sulle guance - se per esempio si tratta di un uomo - cresce la barba, un essere che si affligge, sorride, si guarda allo specchio, ama teneramente una donna, si brucia con un fiammifero, e per quel che lo riguarda non ha nessuna voglia di morire - insomma, comune in tutto, tranne che per una patologica mancanza di immaginazione. Un essere umano normale capisce che non solo lui, ma anche gli altri vogliono vivere. Alla vista, o anche solo al pensiero delle altrui sofferenze, s’immedesima, in ogni caso prova almeno un dolore morale. E alla fine non riuscirà ad alzare la mano per colpire”.”

“Aceitar uma ordem, defender uma ordem, impor uma ordem, era reconhecer que, nem que fosse provisoriamente, a injustiça era inevitável. Mas a desordem total seria o reino do mais forte, do mais maligno, do mais violento, e não necessariamente a possibilidade de harmonia e de justiça. Disso emergira a humanidade. Emergira? Ou substituíra progressivamente violência por indiferença à violência, injustiça por insensibilidade à injustiça, egoísmo por inconsciência, medo da morte por medo da vida?”

“Oggi, che siamo sull'orlo della terza guerra mondiale, non siamo certo in grado di guardare con disprezzo gli aztechi. Nell'epoca nucleare il mondo sopravvive solo perché ciascun contendente è convinto che il livello morale dell'altro sia abbastanza basso da autorizzare, per rappresaglia, l'annientamento di centinaia di migliaia di persone al primo colpo inferto dall'avversario. Grazie alla radioattività i sopravvissuti non saranno neppure in grado di seppellire i morti... - p. 136”