Quotessence
Home / Quotes / I Quotes

I Quotes

Browse famous quotes beginning with I. This page is a child index of the full Popular Quotes A-Z directory.

All I Quotes

“Isto [violenta contradição ideológica com o marxismo] já valia para a primeira fase histórica em que, segundo a pertinente análise feita por trotski em 1908, a doutrina marxista serviu - precisamente enquanto instrumento ideológico - para reconciliar a intelectualidade russa com o desenvolvimento capitalista, uma intelectualidade até então saturada do 'espírito bakuninista de negação total da cultura capitalista'.”

“Istoria aceasta cu români altfel decât ceilalți și supuși persecuţiei celorlalţi, paradoxală combinație de superioritate iluzorie cu un obsedant complex de inferioritate, ilustrează o stare de spirit nepotrivită vremurilor de azi. Actualizarea insistentă a unui trecut glorificat și abandonarea în mrejele lui perpetuează confruntarea în raport cu ceilalți și imobilismul în raport cu noi înșine.”

“Istoria era sfântă pentru noi, dar ne petreceam vreme rectificând-o. Reintroduceam în ea pe Dumnezeu, numele familiei, continuitatea, veșnicia pe care smintiții vruseseră să le izgonească. O cârpăceam. Și izbuteam astfel să ne mai sprijinim pe ea. Ea se îndepărta puțin câte puțin de realitate, de evoluția spiritelor, de mersul științei. Dar ce importanță avea! Noi trăiam într-o țară reală, care nu era cea a alegerilor republicane, a domnului Gambetta, a domnului Blum, a domnului Daladier. Ritmul istoriei era atât de bramburit ca acela al anotimpurilor, ca acela al prostănacilor, când se pornește să plouă în iulie. Prezentul nu se mai pregătea să se preschimbe, încă de-a doua zi, într-un trecut ce urma să vină. Era altceva, o monstruozitate, o aberație. Viitorul se schimba mult. Trebuia să încerci să legi direct un viitor, vai!, încă îndepărtat de un trecut, vai!, îndepărtat de-a binelea, Prezentul nu era nimic altceva decât o lungă și sinistră paranteză. Noi trăiam într-o istorie a lui Dumnezeu și în tradițiii de familie care făceau din noi, într-o lume străină, cavalerii alienați ai unei mitologii dispărute.”

“Istoria filosofiei a început în Balcani. Marea tragedie tot aici s-a născut. Parthenonul a fost construit în Balcani, în vreme cel strămoşii francezilor şi nemţilor mai trăiau în păduri, iar britanicii aşteptau să fie civilizaţi de romani! Mă tem că uşurinţa cu care luăm peste picior "spiritul balcanic" vine din nişte complexe ale noastre.”

“Istruzione, affari e industria, viaggi e logistica, banche, vendita al dettaglio e shopping, intrattenimento, welfare e sanità, politica e relazioni sociali, in breve la vita stessa per come la conosciamo oggi è diventata inconcepibile senza la presenza di pratiche, prodotti, servizi e tecnologie digitali. Chiunque non sia stupito di fronte a una tale rivoluzione digitale non ne ha afferrato la portata. Stiamo parlando di un nuovo capitolo della storia umana. Naturalmente, molti altri capitoli l'hanno preceduto. Erano tutti ugualmente significativi. L'umanità ha sperimentato un mondo prima e dopo la ruota, la lavorazione del ferro, l'alfabeto, la stampa, il motore, l'elettricità, la televisione o il telefono. Ogni trasformazione è unica. Alcune di queste hanno cambiato in maniera irreversibile il modo in cui comprendiamo noi stessi, la nostra realtà e l'esperienza che ne facciamo, con implicazioni complesse e di lungo periodo. Stiamo ancora scoprendo nuovi modi per sfruttare la ruota, basti pensare alla ghiera cliccabile dell'iPod. Al contempo, è inimmaginabile ciò che l'umanità potrà ottenere grazie alle tecnologie digitali. Nessuno nel 1964 (vedi capitolo 1) avrebbe potuto immaginare come sarebbe stato il mondo solo cinquant'anni dopo. I futurologi sono i nuovi astrologi. Eppure, è anche vero che la rivoluzione digitale accade una volta sola, e cioè adesso. Questa particolare pagina della storia umana è stata voltata ed è iniziato un nuovo capitolo. Le generazioni future non sapranno mai com'era una realtà esclusivamente analogica, offline, predigitale. Siamo l'ultima generazione che l'avrà vissuta. Il prezzo di un posto così speciale nella storia lo si paga con incertezze che destano preoccupazioni. Le trasformazioni indotte dalle tecnologie digitali sono sorprendenti. Giustificano un po' di confusione e di apprensione. Basta guardare i titoli dei giornali. Tuttavia, il nostro posto speciale in questo spartiacque storico, tra una realtà completamente analogica e una sempre più digitale, porta con sé anche straordinarie opportunità. Proprio perché la rivoluzione digitale è appena iniziata, abbiamo la possibilità di plasmarla in modi positivi che possono fare progredire sia l'umanità sia il nostro pianeta. Come disse una volta Winston Churchill, "prima siamo noi a dare forma agli edifici; poi sono questi a dare forma a noi". Siamo nella primissima fase di costruzione delle nostre realtà digitali. Possiamo costruirle bene, prima che inizino a influenzare e modellare noi e le generazioni future nel modo sbagliato. La discussione sul bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno è inutile perché la questione davvero interessante è come possiamo riempirlo. Per individuare la strada migliore da percorrere nello sviluppo delle nostre tecnologie digitali, il primo, fondamentale passo è cercare di averne una maggiore e migliore comprensione. Non dovremmo sonnecchiare nella creazione di un mondo sempre più digitale. L'insonnia della ragione è vitale, perché il suo sonno genera errori mostruosi. Comprendere le trasformazioni tecnologiche in atto sotto i nostri occhi è cruciale, se vogliamo guidare la rivoluzione digitale in una direzione che sia preferibile (equa) dal punto di vista sociale e sostenibile da quello ambientale. Ciò può tradursi solo in uno sforzo collaborativo. Pertanto, in questo libro, offro il mio contributo condividendo alcune idee su un particolare tipo di tecnologia digitale, l'intelligenza artificiale (IA), e un problema specifico, la sua etica.”

“Isydoris realized he would not rest until she told him the truth. She was too tired and mentally drained to continue playing this game. “It was Heeba herself,” she admitted in a quiet voice. “She said you would get tired of my skittish Atriyan ways and trade me for another woman.” Azhrael gasped an incredulous smile. “And you believe her?” “Why would she lie?” Isydoris shrugged. “She is one of the most beautiful women in the empire. I have seen the way men act around her. She has a lot of charm.” “And yet she is not the one who holds the status of my wife and the reighess of Aessarion,” he asserted firmly. “Trifling, is it not?”

“Isydoris stared at him, her mind still clouded with doubts. “So, if you do not associate yourself with slaves, servants, or even former princesses, what kind of women do meet your high royal standards?” The reigh smirked and caressed her face. “The kind who know their worth and stay true to their principles. Indeed, I admire women who radiate beauty and innocence…with just the right amount of wit and feistiness. But I must admit they are very difficult to find. As a matter of fact, so far, I have encountered only one such.”

“It 's amazing how Allah made the mind to the point where we almost alike me and you, we almost see the same. But we got different aspects of things. Certain things are what they call common sense. Allah made it like that meaning there's only one mind, be we all occupy it. Some of us dig into it a little deeper. Some of us are lazy on it. There's only one right and one wrong.”

“It (Hinduism) is like the boa constrictor of the Indian forests. When a petty enemy appears to worry it, it winds round its opponent, crushes it in its folds, and finally causes it to disappear in its capaciousinterior....Hinduism has embraced Sikhism in its folds; the still comparatively young religion is making a vigorous struggle for life, but its ultimate destruction is, it is apprehended, inevitable without State support.”