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Stefano Benni

Stefano Benni Biography

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“بابا می گه انسان مالک زمین خلق شده اما یه چیزی کم داره: یه پیچ گوشتی برای باز کردن افکار اشتباه، یه چکش واسه محکم کردن نیات خوب، یه آچار فرانسه برای سفت کردن عشق تا ابد، یه ارّه واسه بریدن از گذشته. اما این ابزار رو به ما ندادن و بعد از تلو تلو خوردن و تلق و تولوق کردن بلاخره دیر یا زود خراب می شیم.”

“پدربزرگ می گه هر چیز زیبایی پیچیدگی هم داره. می گه پیزولو مثل یه خونه یا حتی مثل کل دنیا می مونه. توی هر خونه ای هم سالن نشیمن قشنگ، حموم عالی، مبلمان آنتیک پیدا می شه هم انباری خاکی، لوله های لجن گرفته، موریانه های جونده، اتاق بازی و زیرزمینتاریک که بچه ها رو می ترسونه و به همون اندازه هم براشون جذابه. توی هر خونه، هر قدر هم که فکر کنیم همه جاش رو خوب می شناسیم، باز همیشه یه چیز فراموش شده و مخفی وجود داره. مثلا یه صندوق درسته با یه چاقوی خونی لا به لای قاشق های چای خوری که آروم کنار هم چیده شدن. یا مثلا توی باغ یه نوشته ی اسرارآمیز روی یه درخت کشف می کنیم یا اینکه به وجود یه گلی پی می بریم که هیچ وقت ندیده بودیم. توی خیابونی که هر روز ازش رد می شیم یه کوچه ی تاریک هست. توی شهرمون یه باند جنایتکار، مخفیانه زندگی می کنن.”

“تازه برای اینکه آدم بتونه بخوابه، باید افکارش رو متوقف کنه و این ساده نیست. عین وقتی می مونه که تو یه قایق هستی: دیگه پارو نمی زنی اما موج تو رو با خودش می بره و تو می بینی که از ساحل یا اون دوردورا یا ناکجاآباد، سر در آوردی ولی این قضیه شامل حال من نمی شه چون من خوب بلدم لنگر بیندازم و خودم رو کنترل کنم. به ندرت حاشیه می رم و تو خیالبافی غرق می شم.”

“آدمای دنیا به چند دسته تقسیم می شن: اونایی که شکلات رو بدون نون می خورن اونایی که شکلات نمی خورن مگه با نون اونایی که شکلات ندارن اونایی که نون ندارن.”

“I libri sono firmati parola per parola. I loro pregi e tradimenti sono visibili, la loro libertà o corruzione o inutilità apparirà chiaramente, sulla pagina sterminata dei secoli. Alcuni dureranno, altri scompariranno. Ogni segno su di loro è nobile ruga di tormentata e ripetuta lettura, logorio del breve vento da una pagina all'altra, sbiadire di copertine tra amori e rifiuti, sottolineature, polvere di abbandono. Mentre inalterabili, mai scelti né respinti, ma veramente nostri, i dominanti schemi ci circondano di felicità non abitata, colpiscono ipocritamente, con falsa neutralità e velenosa indifferenza, creano parodie di sentimenti che evaporano nello spazio di una sigla. Hanno soldi, potenza, ma meno idee di una singola pagina. Scrivere nasce dal leggere e al leggere è grato. Scrivere è una delle poche cose rimaste uniche e nostre, dalla firma al romanzo, dal primo tema al testamento”

“– Non ci accorgiamo subito, ma solo dopo, di quanto è importante la scelta né distratta, né casuale, di scrivere, di far durare le nostre visioni prima per noi, poi per qualcuno vicino e infine per tanti lontani e invisibili. Ma non è così semplice. A volte tutto questo diventa privilegio, abitudine, sopravvivenza. Scrivere non è necessariamente pubblicare, ripeto sempre. Ma ho scritto un solo libro e già soffro perché non riesco a pubblicarne un altro. E spesso mi irrito con quelli che vogliono entrare nel mio mondo, schernisco i miei compagni di desiderio, sono impaurito da questa orda di carta, da questa immigrazione di extracomunicanti. Perché volete entrare in questo mondo di premi farseschi, di parassiti accademici, di cretini televisivi elevati a saggisti e di saggisti che aspirano a diventare cretini televisivi? Perché, se ogni scrittore ben sa che un giorno, o tutta la vita, si sentirà sottovalutato e incompreso? Se un giorno deciderà di bruciare i suoi libri, e il giorno dopo vorrà segnare con una croce di sangue ogni volume non suo, acciocché l’Angelo Maceratore scenda e cancelli i suoi rivali dalla storia e dalle classifiche? – E lei perché vuol vivere in questo difficile mondo? – disse il professor Virgilio. – Giusto. Non perché non so fare altro. Ma perché non conosco niente di così confuso, inestricabile, e tuttavia sempre avventuroso.”

“Anche dalle apocalissi si può tornare indietro, se uno ha il coraggio di guardarci dentro. Ma voi non avete questo coraggio. Parlate di tutte le apocalissi, meno che della vostra. Lasciate pure a noi spiriti l'ultimo colpo di spada. Non posso spiegarle cosa accadrà, Hacarus. Tutto ciò che è troppo diverso da quello che siete soliti pensare, voi lo chiamate nulla. Bene, dopo di noi ci sarà il nulla. E in questo nulla qualcosa ricomincerà.”

“Dal Libro del Grande Bastardo, capitolo 7 Il Grande Bastardo disse ai suoi discepoli Pantamelo e Algopedonte: "E' proprio dei giovani come voi essere affascinati da stregoni e sortilegi, e pensare che a essi sia riservato il privilegio di donare la fortuna e cambiare la vita. Ma esistono altre persone che compiono miracoli e prodigi, nascoste negli angoli delle città e della storia. Se vedi uno stregone con un copricapo di piume di ororoko che cammina sopra i tetti, fa volare le edicole e fa cadere polvere d'oro sui passanti, può darsi che la tua vita stia per cambiare, ma molto più probabilmente stai vedendo un video musicale. Se vedi una persona che non si rassegna alle cerimonie dei tempi, che prezioso e invisibile aiuta gli altri anche se questo non verrà raccontato in pubbliche manifestazioni, che non percorre i campi di battaglia sul bianco cavallo dell'indignazione, ma con pietà e vergogna cammina tra i feriti, ecco uno stregone. Quando non c'è più niente da imparare, vai via dalla scuola. Quando non c'è più niente da sentire, non ascoltare più. Se ti dicono: è troppo facile starne fuori, vuole dire che loro ci sono dentro fino al collo. Vai lontano, con un passo solo.”