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C Quotes

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“Cos'è l'odio, veramente, l'ho capito su queste assi insanguinate, con l'acqua del mare addosso a imputridire le ferite. E cos'è la pietà, non lo sapevo prima di aver visto le nostre mani di assassini accarezzare per ore i capelli di un compagno che non riusciva a morire. Ho visto la ferocia, nei moribondi spinti a calci giù dalla zattera, ho visto la dolcezza, negli occhi di Gilbert che baciava il suo piccolo Léon, ho visto l'intelligenza, nei gesti con cui Savigny ricamava il suo massacro, e ho visto la follia, in quei due uomini che una mattina hanno spalancato le ali e se ne sono volati via, nel cielo. Dovessi vivere ancora mille anni, amore sarebbe il nome del peso lieve di Thérèse, tra le mie braccia, prima di scivolare tra le onde. E destino sarebbe il nome di questo oceano mare, infinito e bello.”

“Cosa c'è, Giada? Qual è il problema? Sospiro. ‑ Non so come spiegare... Voglio partire, viaggiare, conoscere. C'è... C'è qualcosa che mi sfugge. Non trovo un senso alle cose. Tutto è confuso. La mia vita non ha senso, non ha scopo. Ogni cosa che faccio è guidata dal caso, spinta dall'istinto. Non so dove mi sta portando tutto ciò. Non so se sto guidando la mia vita... Ho paura di vivere una vita banale, insignificante, vuota. Lo guardo e ho gli occhi lucidi. Mi trema la voce. È la prima volta che lo dico a voce alta. Ema mi tira a sé e mi abbraccia. (...) ‑ È normale, Giada. Tutti... Tutti passiamo dei momenti così. L'importante è non lasciare che il senso della vita diventi più importante della vista stessa. Sei viva, Giada, sei viva. Non vedi che magia!”

“Cosa farei senza libri? Ne ho la casa piena, eppure non mi bastano mai. Vorrei avere una giornata di trentasei ore per poter leggere a mio piacere. Tengo libri di tutte le dimensioni: da tasca, da borsa, da valigia, da taschino, da scaffale, da tavolo. E ne porto sempre uno con me. Non si sa mai: se trovo un momento di tempo, se mi fanno aspettare in un ufficio, che sia alla posta o dal medico, tiro fuori il mio libro e leggo. Quando ho il naso su una pagina non sento la fatica dell'attesa. E, come dice Ortega y Gasset, in un libro mi "impaeso", a tal punto che mi è difficile spaesarmi. Esco dai libri con le pupille dilatate. Lo considero il piacere più grande, più sicuro, più profondo della mia vita.”

“Cosa mi faceva piu' rabbia? leggere i commenti di persone che scrivevano "ci sono stato anche io" quando invece era chiaro che i nostri livelli su quella determinata esperienza erano diversi, era ovvio che in quei luoghi loro erano passati solo un paio di giorni forse una settimana, come turisti, mentre io ero impegnata in un'impresa. La gelosia delle persone che pur di oscurarti si accavallano in fila pronti a dire la propria. Una piuma contro un peso massimo, non ha valore. non ha peso. non c'e paragone. La stupidita' della gente invece, si , puoi paragonarla a molte cose.”

“Cosa significa il fatto che il popolo italiano legge di preferenza gli scrittori stranieri? Significa che esso subisce l'egemonia intellettuale e morale degli intellettuali stranieri, che esso si sente legato piú agli intellettuali stranieri che a quelli «paesani», cioè che non esiste nel paese un blocco nazionale intellettuale e morale, né gerarchico e tanto meno egualitario. Gli Gli intellettuali non escono dal popolo, anche se accidentalmente qualcuno di essi è d'origine popolana, non si sentono legati ad esso (a parte la retorica), non ne conoscono e non ne sentono i bisogni, le aspirazioni, i sentimenti diffusi, ma, nei confronti del popolo, sono qualcosa di staccato, di campato in aria, una casta, cioè, e non un'articolazione, con funzioni organiche, del popolo stesso.È da ricordare ciò che scrisse Edoardo Boutet sugli spettacoli classici (Eschilo, Sofocle) che la Compagnia Stabile di Roma diretta appunto dal Boutet dava all'Arena del Sole di Bologna il lunedí – giorno delle lavandaie – e sul grande successo che tali rappresentazioni avevano. È anche da rilevare il successo che nelle masse popolari hanno sempre avuto alcuni drammi dello Shakespeare, ciò che appunto dimostra come si possa essere grandi artisti e nello stesso tempo «popolari».”

“Cosa significa il fatto che il popolo italiano legge di preferenza gli scrittori stranieri? Significa che esso subisce l'egemonia intellettuale e morale degli intellettuali stranieri, che esso si sente legato piú agli intellettuali stranieri che a quelli «paesani», cioè che non esiste nel paese un blocco nazionale intellettuale e morale, né gerarchico e tanto meno egualitario. Gli intellettuali non escono dal popolo, anche se accidentalmente qualcuno di essi è d'origine popolana, non si sentono legati ad esso (a parte la retorica), non ne conoscono e non ne sentono i bisogni, le aspirazioni, i sentimenti diffusi, ma, nei confronti del popolo, sono qualcosa di staccato, di campato in aria, una casta, cioè, e non un'articolazione, con funzioni organiche, del popolo stesso.”

“Cosa sono venuta a fare? Che senso ha avuto venire dal passato? Adesso sembra tutto così insensato... L'unica cosa che ho ottenuto è far soffrire Miki ancora di più. Quando tornerò nel passato, la sofferenza di Miki non cambierà comunque, qualsiasi cosa faccia. Questo non si può cambiare. Prendi Kotake, ad esempio: è tornata nel passato, ma Fusagi non è guarito. E allo stesso modo Hirai non ha potuto impedire che la sorella morisse. Non c'è niente che possa fare per cambiare i quindici anni che Miki ha vissuto nella sofferenza". [...] "Grazie", disse Miki con il suo sorriso più grande e le dita a V, "grazie per avermi fatto nascere, grazie..." "Miki" "Mamma..." Finalmente ho capito. "Il presente non cambia". La condizione di Fusagi non era cambiata di una virgola, ma Kotake aveva imparato a godersi le conversazioni con lui. Hirai aveva perso la sorella, ma la foto che aveva mandato al caffè la mostrava felice e sorridente insieme ai genitori. Il presente non era cambiato, ma quelle due persone sì. Kotake e Hirai erano tornate nel presente con il cuore trasformato. Kei chiuse dolcemente gli occhi. "Ero così concentrata su ciò che non potevo cambiare da dimenticare la cosa più importante." (...) Capì che attorno a Miki c'erano state tutte queste persone amorevoli per quindici anni, senza desiderare altro che la sua felicità. (...) Kazu è ancora convinta che, se vuole, la gente troverà sempre la forza di superare tutte le difficoltà che si presenteranno. Serve solo cuore. L'importante è bere il caffè finchè è caldo.”

“Cosa vorrebbe Delia? Certamente mi vorrebbe felice. Ma se la mia felicità dipendesse dal fatto di chiudere un capitolo della mia vita, e perdere parte dei miei ricordi legati a lei? I ricordi graffiano dentro, sono ferite dell'anima che continuano a sanguinare. Ma forse è quello che desidero. Se si rimarginassero definitivamente, potrei dimenticare per chi e per che cosa ho sofferto. Potrei dimenticare mia madre. Non voglio che avvenga.”

“Cose che capitano nella solitudine di un'isola. Pensieri nuovi. Voci che ti dicono che il peggio non è tanto essere sull'orlo del disastro, ma il non accorgersi di esserci. Qualsiasi animale sente l'approssimarsi del pericolo. Noi non più. Siamo così narcotizzati e distanti dalla natura da non sentire che cemento e discariche, camorra e veleni ci assediano. Viaggiamo tranquilli in mezzo a penitenziari di animali pazzi e pieni di antibiotici, gabbie di reclusi pigolanti dove non fa mai notte, e non vediamo Nacht un Nebel che avanzano, a passi misurati, come Gog e Magog. Capiremo solo quando non ci sarà più niente da fare. Se domani il cielo fosse vuoto di passeri, ci metteremmo settimane a realizzarlo. Se un giorno il fiume sparisse da sotto i ponti del nostro paese, non lo noteremmo. Siamo pieni di paure, certo, ma paure di cose senza significato, e le paure a vuoto si chiamano paranoie. Ci manca il timore vero, quello supremo. L'orrore di noi stessi, incapaci di sentire il grido della natura che boccheggia e dice: "Basta".”

“Cosette, do you hear? he has come to that! he asks my forgiveness! And do you know what he has done for me, Cosette? He has saved my life. He has done more--he has given you to me. And after having saved me, and after having given you to me, Cosette, what has he done with himself? He has sacrificed himself. Behold the man. And he says to me the ingrate, to me the forgetful, to me the pitiless, to me the guilty one: Thanks! Cosette, my whole life passed at the feet of this man would be too little. That barricade, that sewer, that furnace, that cesspool,--all that he traversed for me, for thee, Cosette! He carried me away through all the deaths which he put aside before me, and accepted for himself. Every courage, every virtue, every heroism, every sanctity he possesses! Cosette, that man is an angel!”

“Cosima lines up all her little jars of dried herbs and flowers, then carefully picks the ones she needs. "Acacia, for secret love. Celandine, for joys to come. Bluebell," she whispers, "for constancy. Bougainvillea, for passion. And chrysanthemum, for truth." She finds her special ceramic baking bowl and begins to add the usual ingredients: flour, sugar, butter, and eggs. "And the only flavor strong enough to mask the flowers." Cosima opens the cupboard above her head and takes down two bars of the finest dark chocolate she's ever tasted. "Ninety-nine percent. Perfect." After she's grated a beetroot, for moisture, and added vanilla pods, for extra flavor, Cosima pours the dark, thick mixture into a small baking tin and slips it into the oven. An hour later, she cools the cake, then glazes its black (with a tint of purple) surface with a chocolate icing seasoned with a little dust of daffodil, passionflower, and cosmos: new beginnings, faith, joy in love and life.”

“Cosmetic Dentistry includes teeth whitening, composite holding, porcelain, composite polishes, dental inserts, tooth reshaping and contouring.Although we all know that cosmetic dentistry is not a known claim to fame under the dental calling, it requires the profound review and preparing to execute dental restorative methodology to meet the required standard.”

“Cosmetic surgery is not "cosmetic," and human flesh is not "plastic." Even the names trivialize what it is. It's not like ironing wrinkles in fabric, or tuning up a car, or altering outmoded clothes, the current metaphors. Trivialization and infantilization pervade the surgeons' language when they speak to women: "a nip," a "tummy tuck."...Surgery changes one forever, the mind as well as the body. If we don't start to speak of it as serious, the millennium of the man-made woman will be upon us, and we will have had no choice.”

“COSMIC DANCER" "I was dancing when I was twelve I was dancing when I was aaah I danced myself right out the womb Is it strange to dance so soon I danced myself right out the womb I was dancing when I was eight Is it strange to dance so late I danced myself into the tomb Is it strange to dance so soon I danced myself into the tomb Is it wrong to understand The fear that dwells inside a man What's it like to be a loon I liken it to a balloon I danced myself out of the womb Is it strange to dance to soon I danced myself into the tomb But then again once more I danced myself out of the womb Is it strange to dance so soon I danced myself out of the womb.”

“Cosmic evolution may teach us how the good and evil tendencies of man may have come about; but, in itself, it is incompetent to furnish any better reason why what we call good is preferable to what we call evil than we had before. Some day, I doubt not, we shall arrive at an understanding of the evolution of the aesthetic faculty; but all the understanding in the world will neither increase nor diminish the force of the intuition that this is beautiful and that is ugly.”

“Cosmic Ordering success sticks to you like mud to a blanket.”

“Cosmic sexuality is remembering that we are more than these bodies and by coming into alignment with this deeper truth, we tune into our greater cosmic existence. Tuning into our greater cosmic existence, we are now coming into greater alignment with source. As we achieve this level of alignment, we can transcend the physical base levels of sexuality and enter into the higher aspects of sexuality itself.”