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G Quotes

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“Glen had a disability more disfiguring than a burn and more terrifying than cancer. Glen had been born on the day after Christmas. "My parents just combine my birthday with Christmas, that's all," he explained. But we knew this was a lie. Glen's parents just wrapped a couple of his Christmas presents in birthday-themed wrapping paper, stuck some candles in a supermarket cake, and had a dinner of Christmas leftovers.”

“Glen Hirshberg's stories are haunting, absolutely, but not only because of the content -- the stories themselves haunt, they stick around, they linger, inhabiting a little corner of the reader's brain and resurfacing to evoke mystery or sadness or longing. It's a pleasure to dive into Hirshberg's storytelling skills in American Morons.”

“Glenn Hammond Curtiss was a bicycle enthusiast before he started building motorcycles. Although he only attended grammar school to the 8th grade, his interests motivated him to move on to greater things. In 1904, as a self-taught engineer, he began to manufacture engines for airships. During this time, Curtiss became known for having won a number of international air races and for making the first long-distance flight in the United States. On September 30, 1907, Curtiss was invited to join a non-profit pioneering research program named the “Aerial Experimental Association,” founded under the leadership of Dr. Alexander Graham Bell, to develop flying machines. The organization was established having a fixed time period, which ended in March of 1909. During this time, the members produced several different aircraft in a cooperative, rather than a competitive, spirit.”

“Glenn used to say the reason you can't really imagine yourself being dead was that as soon as you say, "I'll be dead," you've said the word I, and so you're still alive inside the sentence. And that's how people got the idea of immortality of the soul - it was a consequence of grammar. And so was God, because as soon as there's a past tense, there has to be a past before the past, and you keep going back in time until you get to I don't know, and that's what God is. It's what you don't know - the dark, the hidden, the underside of the visible, and all because we have grammar, and grammar would be impossible without the FoxP2 gene; so God is a brain mutation, and that gene is the same one birds need for singing. So music is built in, Glenn said: It's knitted into us. It would be very hard to amputate it because it's an essential part of us, like water.”

“Gli adolescenti in famiglia vanno a trovarla di tanto in tanto, con problemi di cui non possono parlare ai genitori. La generazione di mezzo si è costruita la propria visione e l'ha inchiodata per bene. [...] Solo con una visione del mondo univoca e fissa si ha la libertà di lavorare in pace. Gli anni da dedicare al lavoro sono appena qualche decina. Per questo gli adulti non vedono le conquiste del loro stesso lavoro, l'ombra che proiettano; a farlo sono sempre i nuovi giovani. Ciascuno è bloccato nel suo tempo. La vecchiaia non è altrettanto vincolata al tornaconto economico. I giovani e i vecchi potrebbero dialogare, ma il giorno d'oggi non offre molte possibilità di contatto fra generazioni diverse.”

“Gli adulti sanno che smarriscono un pezzo di se stessi, quando si trovano a dover affrontare situazioni che, prima di verificarsi, erano fuori da ogni immaginazione. La superficie su cui poggia la loro personalità si incrina. E, tuttavia, adattarsi è l’unica reazione giusta, perché assicura la sopravvivenza. I bambini agiscono in modo più intuitivo. Io ero intimidita, non opposi resistenza, cominciai bensì a sistemarmi, per il momento, solo per una notte. A pensarci oggi, mi pare quasi sconcertante il modo in cui il panico lasciò il posto a un certo pragmatismo. Come capii alla svelta che supplicare non aveva senso e che ogni parola sarebbe scivolata via su quel giovane uomo. Come intuii istintivamente che dovevo accettare la situazione, se volevo superare una notte infinita in quella cantina.”

“Gli altri scoppiarono a ridere. Hayden scrollò le spalle, reprimendo ogni traccia di fastidio. […] Forse sarebbe stato più complicato se non fosse riuscito a passare per etero ma, sicuro come la morte, non avrebbe rimproverato i ragazzi per parole prive di importanza. Tutti i suoi amici erano pompieri o poliziotti. Lui era l’unico gay e loro lo accettavano.”

“Gli altri sono troppi, per me. Ho un cuore eremita. Sono impastata di silenzio e di vento. Sono antica. Mi pento ogni volta che vado lontano dal mio stare lento nelle velocità della sera, nelle auto schizzate di pianto. Col loro buio abitacolo. E se sfreccio a volte sulla modesta moto, è per cantare a gola stesa l’ultimo del paradiso fare il mio guizzo pericoloso con tutto quel vento nel petto seminare parole beate nel panorama nervoso.”

“Gli anni Novanta e i vecchi bar, sale oscure, le nostre facce sbattute. Avevo un brutto maglione sformato comprato al mercato puzzava di pioggia e stivali da motociclista con cui affrontavo scalciando i caustici corridoi della vita. I colori non erano mai saturi, la gente non era mai vivida. Gli anni Novanta erano pieni di luci al neon e lampadine agonizzanti, e affumicati – c’era un sacco di fumo, ovunque andassi. A volte, non si vedeva niente.”

“Gli aspetti del lavoro di cui ho parlato finora riguardano soprattutto ciò che Hanna Arendt nel suo bellissimo saggio sul lavoro umano chiama "labour" e distingue da "work". È il lavoro-fatica, il tribulare del dialetto, che caratterizza soprattutto le società contadine, e si svolge sotto il segno della necessità: sono tipicamente i lavori della campagna, i lavori domestici, i lavori servili, tutto ciò che ha a che fare col sostentamento della vita fisiologica, secondo il ritmo delle stagioni, del giorno e della notte, del nascere, del crescere, del nutrirsi. È quel lavoro che bisogna fare semplicemente perché si mangia, perché si consuma, perché si vegeta; il lavoro che bisogna fare ogni giorno, ogni mese, ogni anno: la condanna e la schiavitù dell'uomo.”

“Gli Dei delle Stelle crearono tre Mondi, tre realtà parallele e distanti tra loro, nel tempo e nello spazio, ma legate in modo indissolubile, mondi in cui tutti gli esseri potevano vivere in pace e armonia, tra loro e con la terra che popolavano. Gli Dei delle Stelle avevano grande sapienza, conoscevano tutti i segreti dell'universo, sicuramente crearono altri mondi e altri esseri in realtà sconosciute, ma questo è un discorso che ci porterebbe troppo lontano…”

“Gli dobbiamo [a Marx] quest'idea che fa la disperazione del nostro tempo – ma qui la disperazione vale più di qualsiasi speranza – che quando il lavoro è avvilimento, non è vita, sebbene occupi tutto il tempo della vita. Chi, nonostante le pretese di questa società, può dormirvi in pace, sapendo ormai che essa trae i suoi mediocri piaceri dal lavoro di milioni d'anime morte? Esigendo per il lavoratore la vera ricchezza, che non è quella del denaro, ma quella degli svaghi o della creazione, egli ha rivendicato, nonostante le apparenze, la qualità dell'uomo. Facendo questo, lo possiamo affermare con forza, non ha voluto la degradazione supplementare che è stata, in suo nome, imposta all'uomo. Una frase, per una volta chiara e tagliente, rifiuta per sempre ai suoi discepoli trionfanti la grandezza e l'umanità che gli erano proprie. “Un fine che ha bisogno di mezzi ingiusti, non è un fine giusto”.”