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S Quotes

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“Se i film scomparissero dal mondo. Una cosa è il fenomeno per cui un oggetto sparisce dal mondo, un'altra è la realtà a esso collegata. In altre parole, quello che pesava maggiormente non era la scomparsa dell'oggetto fisico in sè, ma la portata della sua scomparsa. La scomparsa di qualcosa non può essere espressa in cifre. Anche gli oggetti più piccoli, impossibili da riconoscere a occhio nudo, nel loro piccolo potevano avere un impatto enorme sulle nostre vite al punto da stravolgerle da cima a fondo. Anche tutte le cose in apparenza superflue erano in realtà preziose per il mondo. Insieme, plasmavano i contorni delle figure umane. Io stesso sono l'insieme degli innumerevoli film che ho visto e dei ricordi che hanno evocato. Un insieme di sequenze in cui si vive, si piange, si grida, si ama. In cui si susseguono le belle canzoni, i paesaggi commoventi, le immagini nauseanti. Immagini che albergavano nel mio animo assieme alle persone che mi avevano accompagnato in quelle stesse avventure. Io sono i miei ricordi, i mille e più film visti fino a questo momento. Ogni singolo frammento di memoria era meraviglioso e commovente. Uno dopo l'altro, ho cominciato a disporli in sequenza e sgranarli al pari di un rosario. Stavo costruendo la mia corona di preghiera, dove speranza e disperazione erano tenute insieme da un filo. Non mi ci è voluto molto per comprendere che tutte le coincidenze della vita costituivano una sola, grande inevitabilità.”

“Se i libri parlassero, non ci sarebbero tanti sordi in giro. Quello che lei deve fare, Fernandito, è cominciare a evitare che gli altri le scrivano i dialoghi. Usi la testa che Dio le ha piazzato sulle cervicali e si scriva da sé il libretto, perché la vita è piena di trafficanti avidi di riempire la testa del rispettabile pubblico con le stupidaggini che gli convengono per continuare a tenersi in groppa all'asino e con la carota in resta.”

“Se i miei affreschi di Detroit verranno distrutti, ne proverò un profondo dolore, perché ho messo in loro un anno della mia vita e il meglio del mio talento. Ma domani sarò impegnato a crearne altri, perché non sono semplicemente un "artista", ma piuttosto un uomo che realizza la sua funzione biologica di produrre dei dipinti, come un albero produce fiori e frutti e non si preoccupa di perdere quello che ha fatto ogni anno, perché sa che la prossima stagione ricomincerà a fiorire e a portare frutti.”

“Se ia dorul, încet, să nu-l doară, se cuprinde în brațele timpului; se reazămă sufletul pe un ochi catifelat de stea. Se așează dorul în palmele Universului, în dansul precipitat al timpului. Îmbrățișare caldă între stele arzătoare și licăriri de secunde. Îmbrățișare caldă între chemări telurice, frânturi de gânduri rupte între drumuri nesfârșite. Oameni și lumini, trenuri, gări, aeroporturi, aterizări și decolări. Se ciocnesc de valurile realității, se sparg în mii de frânturi. Rămân aceeași oameni. Doar luminile roiesc în timpuri peculiare, și răsfrânge dorul în umbre întunecoase, târându-l între trenuri și gări, aeroporturi, aterizări și decolări.”

“Se il mondo non mi voleva, sarei stata ombra, se il mondo non vedeva, sarei stata assenza. Invisibilità, silenzio, morte. Sarei stata la solitudine, la vera solitudine, quella che cerchiamo di zittire distraendo le nostre menti con ogni mezzo possibile. Sarei stata la consapevolezza della fine, la certezza di non essere visti, sentiti, memorizzati. Il resto faceva troppo male. Non si poteva dire, tantomeno pensare. Il resto era il baratro che mi avrebbe spinta sempre più in basso, fino alla pazzia più totale. Forgiai ciò che restava di me stessa, la rabbia, e con quella decisi di proteggermi. Con quella decisi di reagire. Volevo bene a Scott e a Christabel. Volevo bene Jared qualunque fosse il sentimento che mi legava a lui. Li avrei protetti a costo della vita, perché loro erano il presente, il vincolo, la famiglia. Meritavano la mia lucidità, meritavano la mia ribellione.”

“Se l’ospite fa check-in in maniera autonoma, allora il receptionist non dovrà conoscere il software gestionale necessario. Questo significa che si può aumentare il numero di esseri umani impiegabili a un costo minore, in quanto il loro lavoro diventa via via meno qualificato e che l’esperienza dell’ospite, in futuro, non sarà più soltanto il risultato del rapporto tra ospite e staff, ma tra ospite, staff e tecnologia presente in struttura.”

“Se le había ocurrido la pequeña historia de una ballena nacida en el desierto, y eso era todo lo que conocía. Tenía buenos amigos entre las plantas y los animales del desierto, sólo algo no estaba bien, y era la arena que tiraba por su agujero: le raspaba. Eso la confundía porque toda su vida la había pasado ahí. Poco a poco, sin saber cómo, creció la sensación de que tenía que partir a alguna otra parte. Sin imaginar una llegada, sólo irse. Un día se despidió de sus amigos y partió. La historia termina con un largo camino que hizo, sintiéndose peor porqiue ya no estaba allá y todavía no había llegado a ninguna parte. Hasta que un día llegó al mar y no sólo el agua que soplaba por su agujro no la raspaba, sino que además había encontrado otras ballenas. Obviamente quiero decir que yo también me siento como esa ballena y que sólo sé irme y ya perdí todos los caminos de regreso y que de esto se trata lo que escribo (soy el número un millón, de los que se identifican los la ballena de esa historia). Peor en verdad hay algo más que me gusta en esa historia y es que en la ballena había un conocimiento sobre cierto orden o sentido de las cosas, aun cuando no supiera de dónde venía, ni que su malestar era por eso. En ella misma había una proporción no correspondida que se expresaba como esa voz que oía: Aquí no es, así no es. Posdata número cuatro: me gusta la idea de que el propio ser está destinado a encajar bien y no a vivir patas arriba como el loco del tarot. Posdata número cinco: esta es la única historia que conozco en la que encajar bien es lo contrario de conformarse”

“Se le ocurrió que todos cedían, transaban, consentían y participaban de un silencio encubridor. Un silencio en el que nadie delataba abusos ni atropellos, para que un mundo de mierda continuara girando sobre su propio eje. Pensó que quizás el universo entero era un convento donde pocos atropellaban con impunidad a muchos y donde los gritos quedaban atrapados entre paredes levantadas a la fuerza de terror, de sangre, de muerte".”

“Se libérer, ne croyez surtout pas que c’est être soi-même. C’est s’inventer comme autre que soi. Autres matières : flux, fluides, flammes… Autres formes : métamorphoses. Déchirez la guangue qui scande “vous êtes ceci”, “vous êtes cela”, “vous êtes…”. Ne soyez rien : devenez sans cesse. L’intériorité est un piège. L’individu ? Une camisole. Soyez toujours pour vous-mêmes votre dehors, le dehors de toute chose.”

“Se me quiebra la voz aunque hay un millón de cosas que quiero decirle, así que me pongo de puntillas y lo beso, esperando lograr con esa caricia lo que me es imposible contarle de cualquier otra forma. Oliver me devuelve el beso con voracidad, tan hambriento como yo. Mordisquea mis labios y su lengua se hunde en mi boca con desesperación. Nos besamos con ansia, los prejuicios perdidos junto con una parte de nosotros mismos que nos dejamos en este instante único, en esta cocina; las emociones en los labios y en la piel, y el tiempo deteniéndose para nosotros solo una vez más.”

“Se mi vedevate appoggiata al muretto che guardavo in giù, l’acqua, avreste detto: Toh, sta pensando. Ma non era vero. Cioè, avevo delle parole in testa, ma solo perché una ha delle parole in testa non vuol dire che sta pensando, come avere una tasca piena di monetine non vuol dire che sei ricca. Le parole che avevo in testa erano, cioè, cagate, bastardo, troia, merda, fanculo, tiraseghe, e mi giravano dentro tanto in fretta, troppo in fretta anche per lasciarmici tirar fuori una frase. E questo non sarebbe un vero pensare, giusto?”

“Se na paixão encontramos aquilo que supostamente queríamos, isso não acontece sem a nossa parte criativa bastante animada. Sim, estou dizendo que nós inventamos a pessoa amada. As lentes da paixão beiram o delírio e nos permitem olhar para o outro com uma gentileza que quase rompe com a realidade. Porque na paixão idealizamos o outro, não a partir dele mesmo, mas a partir daquilo que gostaríamos que ele fosse. Mas, se tudo funciona bem, o outro cai do pedestal que lhe oferecemos e demonstra sua preferência por vestir sua própria pele, em vez da fantasia que costuramos para ele. E é quando algo do outro pode aparecer que temos notícia da falta, que nos traz nossa companhia maior na vida: a solidão.”

“se na sociedade capitalista a “feminilidade” foi construída como uma função-trabalho que oculta a produção da força de trabalho sob o disfarce de um destino biológico, a história das mulheres é a história das classes, [...] “mulher” é uma categoria de análise legítima, e as atividades associadas à reprodução seguem sendo um terreno de luta fundamental para as mulheres.”