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Libri Quotes

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Libri Quotes

“Apro la porta, piano. La chiave scricchiola, il legno geme. L'odore di libri mi raggiunge subito le narici. Inspiro e sorrido. Mi rendo conto che la prima volta che ero stata qui non mi ero accorta di tutti questi dettagli. Ero stata inondata da tutte le sensazioni che sentivo ed ero rimasta stordita, incapace di distinguere tutte le diverse sfaccettature. Sgattaiolo dentro e chiudo la porta. Mi sento come una bambina che abbia trovato un rifugio segreto. Sono come Mary de "Il giardino segreto". Sento nelle ossa che questo posto è mio.”

“Vagava per i corridoi della biblioteca dell’università, in mezzo a migliaia di libri, inalando l’odore stantio del cuoio e della tela delle vecchie pagine, come se fosse un incenso esotico. Certe volte si fermava, prendeva un volume da uno scaffale e lo teneva per un istante tra le sue manone, che vibravano al contatto ancora insolito con il dorso e il bordo e le pagine docili. Poi cominciava a sfogliarlo, leggendo qualche paragrafo qua e là, e le sue dita rigide giravano le pagine con infinita attenzione, quasi timorose di distruggere, con la loro rozzezza, ciò che avevano scoperto con tanta fatica.”

“Ha letto tutti quei libri?” ho chiesto. “Sì. Alcuni anche più d’una volta. Sono i grandi amori della mia vita. Mi fanno ridere, piangere, dubitare, riflettere. Mi permettono di evadere. Mi hanno cambiata, hanno fatto di me un’altra persona.” “Un libro ci può cambiare?” “Certo che un libro ti può cambiare! E può anche cambiare la tua vita. Come un colpo di fulmine. E non si può sapere quando avverrà l’incontro. Bisogna diffidare dei libri, sono geni addormentati.”

“Per secoli le donne hanno avuto la funzione di specchi dal potere magico e delizioso di riflettere raddoppiata la figura dell’uomo. (…) Qualunque possa essere il loro uso nelle civiltà civilizzate, gli specchi sono indispensabili per ogni azione violenta ed eroica. Ecco perché Napoleone e Mussolini sostengono con tanta veemenza l’inferiorità delle donne, perché se queste non fossero inferiori, gli uomini cesserebbero di ingrandirsi. Questo serve a spiegare in parte, il bisogno che tanto spesso gli uomini sentono delle donne. E serve a spiegare la misura del loro disagio se colpiti dalla critica femminile; l’impossibilità per la donna di dire questo libro è brutto, questo dipinto manca di personalità, o qualunque altra cosa, senza suscitare molto più dolore e molta più rabbia di un uomo che esprimesse le stesse critiche. Perchè se lei comincia a dire la verità, la figura nello specchio si rimpicciolisce; viene eliminata la sua idoneità alla vita. Come potrà continuare a giudicare, civilizzare gli indigeni, emanare leggi, scrivere libri,vestirsi a festa e sproloquiare ai banchetti, se non riesce a vedersi a colazione e a cena almeno il doppio di quanto è realmente?”

“C’era una volta il bianco e nero. Anzi, c’è ancora. Nel senso che è importante per raccontare storie di grande impatto visivo. La serie fotografica Architetture Criminali di Adelaide Di Nunzio - che è anche un libro, uscito nel 2020 per i tipi di Crowdbooks - racconta storie di edilizia incompiuta e beni confiscati alla mafia nel Sud d’Italia, ma anche battaglie culturali per la legalità come quella del fratello di Peppino Impastato. Insomma, un lavoro di denuncia e molto altro, al quale nel 2016 è stato dato spazio con una personale in galleria, alla Mediterranea di Napoli. Di Nunzio, che è nata e cresciuta a Napoli, ha realizzato la serie in oltre due decadi di lavoro. Scattando con un forte contrasto bianco nero. Il risultato è un effetto reportage, dove la luce vira su toni neorealistici per raccontare in maniera quasi documentaristica la drammaticità della situazione. Scatti d’autore | “Architetture Criminali”, il libro fotografico di Adelaide Di Nunzio Medium @shotofwhisky”

“Penso a me stessa, alla fine del mio percorso di studi, a tutto quello che so che mi attende, a tutto quello che mi sembra ovvio accada e a tutto quello che non mi chiedo se sia necessario o vitale per me. Non ho fatto nessun lavoretto estivo, a differenza delle mie amiche, non ho messo soldi da parte con cui mi sarei potuta liberare dal fiato materno, mi sono concentrata solo sugli esami e i libri, ho seguito il filo rosso che mi sono ritrovata tra le dita, per anni, per lunghi mesi e ore, l’ho seguito scrupolosamente, quando l’ho perso di vista l’ho rimpianto, me ne sono rammaricata, e adesso sono fuori dal labirinto, ho la testa del Minotauro in una mano e mi guardo intorno: sono pronta, indosso la mia corazza da eroe, qualcuno dovrà notarmi, qualcuno mi preparerà un cantuccio nel mondo, troverà un luogo adatto al mio scintillio, alle mie gesta e ai miei duelli vinti.”

“Un buon libro è per me ciò che una vasca d'acqua fresca è per un cane da slitta spossato in un romanzo di Jack London, ciò che un pasto caldo è per un orfano di Dickens, ciò che una buona battuta di spirito è per una delle sveglie ragazze di Jane Austen. Nella mia personale classifica delle cose per cui vale ancora tutto sommato la pena vivere, la letteratura - bè, quella buona - è al primo posto, poi vengono la birra scura e le patatine al formaggio, poi niente, poi niente, poi niente, e poi gli esseri umani, direte voi, e invece no, e poi certa musica e certi film e avanti così con altre voci prima che nella lista faccia capolino la prima creatura vivente, che comunque è il gatto randagio condominiale e non ha nulla a che fare con la mia famiglia.”

“Le chiesi perchè non voleva libri in casa e lei rispose: "Il guaio di un libro è che scopri cosa contiene solo quando è troppo tardi." Io pensai: "Troppo tardi per cosa?" Cominciai a leggere di nascosto [...] ogni volta che aprivo le pagine di un libro mi chiedevo se questa volta sarebbe stato troppo tardi: avrei dovuto un sorso fatale che mi avrebbe trasformato per sempre.”

“Ho paura che ci siano troppi libri, oggi, nel mondo. Per questo non si leggono più i libri passati: ancor grazie che si stia al passo con quelli appena usciti. Ho paura, quindi, che si finisca per rincorrere sempre l'ultimo nato di cui si parla, la stella che brilla in quel momento: per non restare indietro, per cavalcare l'onda, per leggere tutti la stessa cosa nello stesso istante e poi finito, la luce si spegne e tocca ad un'altra stella. E il cielo dei libri si riempie continuamente di infiniti bagliori. E di miliardi di stelle spente".”

“C'è una linea di confine: da una parte ci sono quelli che fanno i libri, dall'altra quelli che li leggono. Io voglio restare una di quelli che li leggono, perciò sto attenta a tenermi sempre al di qua di quella linea. Se no, il piacere disinteressato di leggere finisce, o comunque si trasforma in un'altra cosa, che non è quello che voglio io.”

“Da bambina facevo esattamente la stessa cosa: mi sdraiavo sul letto con i piedi al sole sul davanzale della finestra perché a quel tempo avevo sempre i piedi freddi. Poi mi mettevo a leggere un libro, e questa scena con me sdraiata che leggo un libro mandava mia madre su tutte le furie, certa com'era che fossi destinata a una vita di indolenza, quando invece ero solo destinata a scrivere libri che altri avrebbero letto (34).”

“Vede, i libri contengono i pensieri e i sogni degli uomini, le loro speranze e i loro sforzi e tutti i loro ruoli immortali. È attraverso i libri che la maggior parte di noi arriva a comprendere quanto la vita sia magnificamente degna di essere vissuta. [...] I libri rappresentano l'immortalità della razza, il padre e la madre di tutto quanto merita di essere nutrito nei nostri cuori. Diffondere buoni libri, seminarli in cervelli fertili, propagare la comprensione e l'amore per la vita e per la bellezza, non è questa una missione abbastanza alta per un uomo? Il libraio è realmente lo stendardo della verità.”

“I libri sono firmati parola per parola. I loro pregi e tradimenti sono visibili, la loro libertà o corruzione o inutilità apparirà chiaramente, sulla pagina sterminata dei secoli. Alcuni dureranno, altri scompariranno. Ogni segno su di loro è nobile ruga di tormentata e ripetuta lettura, logorio del breve vento da una pagina all'altra, sbiadire di copertine tra amori e rifiuti, sottolineature, polvere di abbandono. Mentre inalterabili, mai scelti né respinti, ma veramente nostri, i dominanti schemi ci circondano di felicità non abitata, colpiscono ipocritamente, con falsa neutralità e velenosa indifferenza, creano parodie di sentimenti che evaporano nello spazio di una sigla. Hanno soldi, potenza, ma meno idee di una singola pagina. Scrivere nasce dal leggere e al leggere è grato. Scrivere è una delle poche cose rimaste uniche e nostre, dalla firma al romanzo, dal primo tema al testamento”

“L'angusto locale con gli stretti passaggi ricavati tra i vecchi muri tappezzati di libri fino al soffitto era affollato come se regalassero qualcosa. E in un certo senso era così. La magia di quella libreria unica, che si era dedicata a libri vecchi e nuovi, che aveva promosso e ospitato grandi autori, era ancora lì, bastava solo saperla riconoscere. Chissà se tutti quelli che entravano a frotte ci riuscivano, però si aveva l'impressione che ognuno di loro volesse portarsi a casa almeno un frammento dell'antica splendore, che fosse una borsa di tela con il logo o un tascabile con il timbro.”

“«Ho letto tutti i tuoi libri» rispose con entusiasmo. «I tuoi romanzi sono stati una specie di in loco parentis per me» aggiunse, scandendo con cura le parole latine. «Quasi dei genitori, insomma» Ci sorridemmo: aveva detto tutto quello che c’era da dire, e l’aveva detto proprio bene. Suo padre sarebbe stato felice dell’uomo che era diventato, nella misura in cui riusciva a concepire la felicità. Io e Tom eravamo cresciuti con il disprezzo per noi stessi, perché ci avevano insegnato che le differenze sessuali erano sbagliate. Ora mi vergogno di aver sperato che Peter non fosse come Tom, né come me. Forse l’augurio migliore per i ragazzi della sua generazione era che venissero su “come noi”, però orgogliosi di ciò che erano.”

“Tra gli scaffali ma estosi e le scale rampanti che conducevano a brossure austere, John perdeva peso e forma, per diventare pura mente. Questo era il potere che i libri esercitavano su di lui. Ogni volta che incontrava un titolo già letto lo accarezzava, come a salutare un vecchio amico. La percezine sensoriale svaniva piano piano, pregustando di potersi presto annullare dentro un oceano di carta e parole.”