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M Quotes

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“Mi pantalonai. Me li infilai, come se stessi amputandomi le gambe. Adesso, mi dissi, per te tutto il mondo sarà in flanella grigia. L’avevo indossata, ne avevo fatto un sacco per chiuderci dentro l’infanzia. Come mi sentivo? Superiore? Vecchio? Saggio? Più pesante? Più forte? Mi trovavo eretto e diretto e di bell’aspetto, lusingato e favorevolmente impressionato? No, per niente.”

“Mi pare che qualcuno potrebbe dire: che obbligo ha Iddio di regalarci l'immortalità? L'immortalità dell'anima è una invenzione dell'egoismo umano che in fin dei conti vuol far servire Iddio al comodo proprio. Noi vogliamo un premio per il bene che facciamo agli altri e una pena per il male che gli altri fanno a noi. Rassegnamoci invece a morire anche noi del tutto come ogni essere vivente e facciamo sin che siamo vivi la giustizia per noi e per gli altri, senza speranza di premi futuri, solo perché Iddio vuole da noi questo come vuole che ogni stella faccia lume e che ogni pianta faccia ombra. Cosa Le pare, a Lei?» «Cosa vuol che Le dica?», rispose il Gilardoni. «A me pare una gran bellezza! Non posso dire: una gran verità. Non lo so, non ci ho mai pensato; ma una gran bellezza! Io dico che il Cristianesimo non ha potuto avere né immaginare dei Santi sublimi come questo qualcuno! È una gran bellezza, è una gran bellezza!» «Perché poi», riprese Luisa dopo un breve silenzio, «si potrebbe forse anche sostenere che questa vita futura non sarebbe proprio felice. Vi è felicità quando non si conosce la ragione di tutte le cose, quando non si arriva a spiegare tutti i misteri? E il desiderio di saper tutto sarà esso appagato nella vita futura? Non resterà ancora un mistero impenetrabile? Non dicono che Dio non si conoscerà interamente mai? E allora, nel nostro desiderio di sapere, non finiremo a soffrire come adesso, anzi forse più, perché in una vita superiore quel desiderio dev'essere ancora più forte? Io vedrei un solo modo di arrivare a saper tutto e sarebbe di diventar Dio...»”

“Mi pluma, flor de tinta, escupe los lugares comunes como pólenes genéticamente modificados; Nisisen, sin embargo, utilizaba y aún utiliza (sus folletines no serán brillantes pero tampoco son demenciales) la táctica de Cela o de Aira (por algo él es el célebre Nisisen y yo tan sólo un raro excéntrico): evitar los lugares comunes, modificarlos, ponerlos entre comillas o no evitarlos, jugando así como yo con ellos pero de una manera más heterodoxa, rica, completa, con cuatro posibilidades de acción como cuatro estaciones frente a mi estricto invierno o lúdico verano estilístico (según la paráfrasis y el punto de vista). El relato de Bolaño comenzaba diciendo en las primeras frases que él tenía veintitantos años y era más pobre que una rata. Bien, yo hubiese sido incapaz de escribir eso y cambiaría «rata» por «lata», por ejemplo, como Camilo José Cela cambió «romper el hielo» por «romper el fuego» para La familia de Pascual Duarte o César Aira «fumaban como chimeneas» por «fumaban como murciélagos» en El volante. En la escritura de Nisisen, sin embargo, el pobre como una rata de Bolaño resultaría en la juguetona paráfrasis pobre como una lata (o gata, saca, mata...), «pobre como una rata» (así, entrecomillado, incidiendo en el lugar común con clara consciencia de ello), tenía veintitantos años y era muy pobre (evitando la manida analogía del roedor) o mismamente pobre como una rata como en el original. Esta variedad de registros pintaba su prosa o abrillantaba sus colores.”

“Mi querida prima de ojos azules: Hoy amanecí loca, y como todas las personas fastidiosas y tontas, he decidido obsequiarte con mi locura y mis disparates; yo sé que será una lata horrible, pero ya no se puede remediar nada porque ya empecé la carta y te la pienso mandar. Ante todo, siento ganas de hablar contigo sobre versos y poemas, pero no aquí, en la ciudad llena de bullicio, entre las calles plenas de algarabía, sino allá, en Los Teques, en el pueblo dulce y bueno con su iglesia blanca y tibia, con su plaza festiva. ¿Cómo estás? ¿Cómo tienes el pelo? ¿Muy rubio? ¿El pelo de oro y diamantes como el de las princesas encantadas y las ninfas del día? Di que lo tienes rubio porque el sol te regaló uno de sus más claros destellos y los crisantemos decidieron perfumártelo y engalanártelo con el mejor de sus perfumes. ¿Te fijas? ¡No puedo hablar sin salir a buscar frases tontas y barbaridades! Reciban besos y abrasos de la poetisa: Ida y Vuelta”

“Mi rendo conto che non riesco a smettere di elaborare le cose che vivo come se le stessi scrivendo, nemmeno nei momenti più significativi. Soprattutto nei momenti più significativi. Come se fosse un modo per proteggermi, per raffreddare la realtà. Forse scrivere mi serve proprio a questo, ad allontanare la realtà, a contenerla. Prendere le distanze per raccontare aiuta a non farsi ferire o spaventare da quel che accade.”

“Mi ritroverò accerchiato da persone che si chiedono a vicenda perché me ne stia in un angolo senza rivolgere parola a nessuno. Io mi sto divertendo ad ascoltare musica, anche se non è la stessa che sento quando sono solo; non è male stare accanto a persone nuove, è solo stancante. Ma il mio viso non si piega per dimostrarlo e le persone non mi credono quando dico la verità.”

“Mi Rusi smo se držali zahvaljujući solidarnosti. Fond za hitne slučajeve nam je kupio taman dovoljno dodatnih namirnica da se održi plamen života i među onima od nas sa najmanje sreće, makar i kao ugarak. Nismo dozvolili da bilo ko od naših završi u Mrtvačnici dok su ostali izbacivali bolesnike iz svojih soba čim bi dobili šansu. Legali smo u krevete, jedan za drugim, škljocali zubima, dok su oporavljeni ili oni pošteđeni pazili na bolesne. Nastavili smo da se borimo, da razmišljamo. Drugu umotanom u posteljinu kome je glava gorela na jastuku prekrivena starom krpom za sudove, donosili smo vesti dana – dopise sa fronta: „džep” kod Chateau-Thierry-a, poslednji veliki pokušaj proboja Centralnih sila ka Parizu; dopise iz Rusije: teror, podvizi Čehoslovaka, „varvarizam Kineza i letonskih pretorijanaca iz garde Narodnih komesara”, negiranje glasina o ubistvu Trockog, Lenjinov oporavak, nacionalizacija teške industruje – I bolesni čovek bi se nasmejao, promislio stvari, poželeo da raspravlja, a to bi označilo pobedu života u njemu.”

“Mi sa che è questo il mio limite: mi mancano le conclusioni, nel senso che ho l'impressione che niente finisca mai veramente. Io vorrei, vorrei davvero che i dispiaceri scaduti, le persone sbagliate, le risposte che non ho dato, i debiti contratti senza bisogno, le piccole meschinità che mi hanno avvelenato il fegato, tutte le cose a cui ancora penso, le storie d'amore soprattutto, sparissero dalla mia testa e non si facessero più vedere, ma sono pieno di strascichi, di fantasmi disoccupati che vengono spesso a trovarmi. Colpa della memoria, che congela e scongela in automatico rallentando la digestione della vita...”

“Mi se întâmplă să stai în fața oglinzii ore în șir căutând semnele îmbătrânirii.Și totuși, ador oamenii în vârstă, au acele calități remarcabile de care tinerii nu dau dovadă.Vreau să îmbătrânesc fără să recurg la liftings.Acestea răpesc viața și personalitatea chipului.Vreau să am curajul de a rămâne loială chipului pe care mi l-am confecționat.”

“Mi sembrava - e ad essere onesto, signore, mi sembra ancora - che gli Stati Uniti non facessero altro che affettare una posa. In quanto società, non eravate affatto disposti a riflettere sul dolore condiviso che vi univa a coloro che vi avevano attaccato. Vi trinceravate nel mito della vostra differenza, nella presunzione della vostra superiorità. E ostentavate tali convinzioni sul palcoscenico del mondo, così che l'intero pianeta fosse scosso dalle ripercussioni della vostra collera, non ultima la mia famiglia, sull'orlo di una guerra a migliaia di chilometri di distanza. Un'America come quella andava fermata, non solo nell'interesse dell'umanità ma anche nel vostro stesso interesse.”

“Mi sentido del comercio consiste en saber que la satisfacción que me das la pago con la que te doy a ti. No acepto sacrificios y si me pidieras más de lo que significas para mí, me negaría; por ejemplo, si me pidieras que dejara el tren, te abandonaría. Si el placer de uno ha de ser comprado con el dolor del otro, mejor es que no haya intercambio, pues una operación comercial en la que uno gana y otro pierde es un fraude. En los negocios no se actúa así, Hank. No lo hagas en tu vida.”

“Mi sentivo perduta, abbandonata, cacciata, sputata via, sepolta, gettata in un'enorme fossa. Piccola. Piccolissima. Consapevole, lì nel buio freddo, della mia esiguità, dell'assoluta impossibilità di essere grande. Briciola. Scheggia. Cosa perduta. Piccola cosa perduta. Ecco come mi sentivo. Qualcosa del genere. Ma non era tutto. Non ancora. Perché lasciata lì, da sola nei cumuli, mi sentivo come se fossi morta, totalmente morta, defunta, spacciata, destinata a non essere ricordata mai da nessuno, mai nemmeno esistita, ignota a chiunque e per sempre. Ecco, così.”

“Mi smo poput sazviježđa koja prolaze jedno pokraj drugog, koja vide svjetlost onoga drugoga, ali u daljini. Čini se nemogućim koliko prostora može postojati u ovakvoj intimnosti, koliko mnogo privatnosti. I mislim da je to upravo ljubav. Ne odsutnost prostora, nego spoznaja da on postoji, to nešto što živi između dijelova, to nešto što čini mogućim ne biti jedno, nego biti drugačije, biti dvoje.”