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M Quotes

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“Mi cultura, tu cultura, ¡Basta de tonterías primitivas! Tribalismo conviene a nuestros antepasados, Pero no conviene a mentes de conciencia. Mi nación es la más grande de todas las naciones de la tierra. Ese pensamiento es un pensamiento salvaje, Es un signo de estupidez e ignorancia.”

“mi disse Zufar Khan prima del Sermone della Vestaglia: "non importa che tu sappia tacere o parlare all'occasione, quanto piuttosto ciò che dici stando in silenzio e ciò che non dici parlandone" alché dicevo "ma Venerabile, le mie orecchie sono troppo sorde per ascoltare ciò che dite tacendo e ciò che non dite parlando, dunque è come se voi non parlaste affatto!" e il Venerabile "giovanotto, solo lo stolto crede che l'ascolto sia una conseguenza del mio parlare, colui che sente invece non si preoccupa né di udire, né di parlare, né da dove la mia voce abbia origine”

“Mi dw i wedi trio peidio deud dim byd cas, achos fydda i ddim yn licio brifo teimladau neb, ‘rhoswch gadwch imi orffan,’ achos mi oedd o’n mynd i siarad, ‘ond rhaid i mi ddeud wrthach chi, gin na ‘newch chi ddim cymyd be ddeudis i wrthach chi nithiwr, ‘mod i wedi’ch casau chi y tro cynta gwelis i chi… Dydw i ddim yn ‘i gyfri o’n beth neis i hogan ddeud wrth neb am y cynigion mae hi wedi gwrthod, mae rhywbath yn mean yno fo, ond os na ‘newch chi fynd i ffwrdd rwan, a pheidio byth a dwad yma eto i ‘mhlagio i, mi fydd rhaid i mi ddeud wrth ‘y nhad neu ‘mrawd, er mwyn i un ohonyn nhw ‘neud i chi sylweddoli ‘modi o ddifri. Ella y cewch chi ryw hogan yn rhywle, er mae’n ddigon amheus gini, na welith hi ddim yn objectionable ynoch chi, chwadl chitha, ond rhaid i mi ddeud ych bod chi’n hynod o objectionable yn ‘y ngolwg i.’ ‘I’ve tried not to say anything nasty, because I don’t like to hurt anyone’s feelings, please let me finish,’ because now I was going to speak, ‘but I have to tell you, as I tried last night, I hated you the first time I saw you… I don’t think it’s nice for a girl to tell anyone about the offers she’s refused, there’s something mean in that, but if you don’t go away now, and never come here again to pester me, I’ll have to tell my father or brother, so that one of them will make you realize that I’m serious. Perhaps you’ll find some girl somewhere, although it’s doubtful enough, who doesn’t see anything objectionable in you, strange though that sounds as I say it, but I must say that you are extremely objectionable in my eyes.”

“Mi dw i wedi trio peidio deud dim byd cas, achos fydda i ddim yn licio brifo teimladau neb, 'rhoswch gadwch imi orffan,' achos mi oedd o'n mynd i siarad, 'ond rhaid i mi ddeud wrthach chi, gin na 'newch chi ddim cymyd be ddeudis i wrthach chi nithiwr, 'mod i wedi'ch casau chi y tro cynta gwelis i chi… Dydw i ddim yn 'i gyfri o'n beth neis i hogan ddeud wrth neb am y cynigion mae hi wedi gwrthod, mae rhywbath yn mean yno fo, ond os na 'newch chi fynd i ffwrdd rwan, a pheidio byth a dwad yma eto i 'mhlagio i, mi fydd rhaid i mi ddeud wrth 'y nhad neu 'mrawd, er mwyn i un ohonyn nhw 'neud i chi sylweddoli 'modi o ddifri. Ella y cewch chi ryw hogan yn rhywle, er mae'n ddigon amheus gini, na welith hi ddim yn objectionable ynoch chi, chwadl chitha, ond rhaid i mi ddeud ych bod chi'n hynod o objectionable yn 'y ngolwg i.’ ‘I've tried not to say anything nasty, because I don't like to hurt anyone's feelings, please let me finish,' because now I was the one who was going to speak, 'but I have to tell you, as I tried last night, I hated you the first time I saw you… I don't think it's nice for a girl to tell anyone about the offers she's refused, there's something mean in that, but if you don't go away now, and never come here again to pester me, I'll have to tell my father or brother, so that one of them will make you realize that I’m serious. Perhaps you'll find some girl somewhere, although it's doubtful enough, who doesn’t see anything objectionable in you, strange though that sounds as I say it, but I must say that you are extremely objectionable in my eyes.”

“Mi-e rușine că am stat atâta timp departe de tot ce se întâmplă pe lume. Parcă am trăit singură, într-o odaie cu toți pereții de oglindă, și m-am văzut pe mine, numai pe mine, și iar pe mine, în mii de exemplare. În timpul ăsta s-au chinuit oameni în închisori, pentru idei generoase, pentru o lume descătușată de umilințe și nevoi. S-a muncit în uzine, în laboratoare, în spitale, zi și noapte, pentru a se înainta cu o fracțiune de pas în necuprinsul vieții.”

“Mi ero sempre chiesta che cos’è l’amore, ma mai che cos’è la vita. Veniamo al mondo e siamo l’inno stesso della precarietà. Basta un virus appena un po’ arrogante, un colpo leggero sulla nuca per farci scivolare subito dall’altra parte. Siamo un inno alla precarietà e un invito al male, a compierlo vicendevolmente gli uni sugli altri. Un invito che abbiamo accolto dal primo giorno in cui il mondo è stato creato. L’abbiamo accolto per obbedienza, per passione, per pigrizia, per distrazione. Ti uccido per vivere. Ti uccido per possedere. Ti uccido per liberarmi di te. Ti uccido perché amo il potere. Ti uccido perché non vali niente. Ti uccido perché voglio vendicarmi. Ti uccido perché uccidere mi dà piacere. Ti uccido perché mi dai fastidio. Ti uccido perché mi ricordi che anch’io posso essere ucciso. Ogni cosa nel mondo ha il suo opposto. Il nord e il sud. L’alto e il basso. Il freddo e il caldo. Il maschio e la femmina. La luce e il buio. Il bene e il male. Ma allora, se davvero è così, perché è possibile dire: «Ti uccido» e non è possibile dire: «Ti restituisco la vita?». La vita è nata prima dell’uomo e nessun uomo è in grado, con la sua sola volontà, di creare la vita. «Muori!» possiamo gridare, ma non «Vivi!». Perché? Cosa si nasconde dietro questo mistero?”

“Mi ero svegliato stanco come mi ero addormentato, una luce tagliente che entrava dalla finestra creando dal nulla nuvole dorate di polvere. Non era la luce di tutti gli altri giorni, non era bianca o rosa, allegra o triste, rinfrescante, bagnata o calda, ma era più potente di tutte le luci di tutte le albe che avevo vissuto, riusciva a entrare fin negli angoli più nascosti, riusciva a curvare e percorrere i disegni dei più oscuri labirinti fino a svelare quegli interstizi dove mai luce era arrivata, dove forse mai lo sguardo si era posato. Guardando i suoi occhi neri e grandi non potevo fare a meno di pensare a quella luce verde che aveva inondato tutti gli oggetti, che era scesa dolorosamente negli occhi e che ora scorreva ineliminabile nelle vene. Di fronte al suo specchio di carne mi capitò di dire le cose verdi che non avrei mai pensato di poter dire e che forse non dovrebbero mai essere pronunciate”

“Mi experiencia personal ha sido en el sentido de que las empresas que desarrollan a su personal desarrollan más utilidades. (...) Vender y recoger boletos requiere un curso de dos semanas. (...) El integrante del reparto con quien hablé estaba antes en Relaciones con los Invitados. El curso para trabajar en ese departamento también dura dos semanas. Pero aquí está el truco. Dijo que el examen para ese curso de dos semanas dura de cuatro a seis horas, y que es más difícil que los exámenes de derecho constitucional que sustentó en la universidad. ¡Y vaya que es difícil! Hay más capacitación para los integrantes del reparto con más experiencia. Durante la Semana de Expansión Profesional, es posible tomar un curso llamado Carreras Futuras, que habla de las nuevas oportunidades que se abrirán en Disney World y cómo prepararse para ellas.”

“Mi fai schifo." "Da che pulpito," ribatté Cathy. "Tu sei una puttana tanto quanto me." Quando si volse Dan afferrò l'orlo della sua maglietta con entrambe le mani, se la tolse in un gesto fluido insieme al reggiseno sportivo e s'indicò il petto nudo. "O mio dio, vedi queste? Si chiamano tette. E' questo che mi rende una puttana? Questo?" Dan fece scattare una mano tra di loro e Cathy si mosse sulla sedia, a disagio. "Questo è quello che faccio. Io mi spoglio. Io ballo. Lavoro su un palco cinque notti la settimana. Ballo la lap dance per dei viscidi che sono incapaci di prendere l'iniziativa da soli. Ma non lascio che mi tocchino e riesco comunque a guadagnare abbastanza da permetterci di restare a galla. Vaffanculo! Ho diciassette anni! Sono troppo giovane per farti da madre!" "Nessuno ti ha mai chiesto di farlo..." "Ma io ti ho chiesto di esserlo per me. Grazie per aver fallito in maniera così spettacolare.”

“Mi fermai, fissando lo schermo incredulo. Un euro valeva più o meno settecento colones. Con i miei “miseri” seimila euro sul conto, avevo la bellezza di 4.3 milioni di colones costaricensi. Scoppiai a ridere e presi a girare in tondo sullo stretto marciapiede, le mani tra i capelli. Sembravo uno che ha appena vinto la lotteria: in Costa Rica ero, a tutti gli effetti, un milionario.”

“Mi ha fatto molto piacere e mi ha fatto anche molto male. Non avevo mai conosciuto in vita mia un piacere e un dolore simili, così fusi insieme. Prometto che non ti scriverò e che non cercherò di mettermi in contatto con te. Non ti importunerò mai più. A malincuore chiuderò la porta che ti ho aperto con tanta gioia. Ma se per qualche motivo deciderai di di tornare da me, devi sapere che in questa fase della mia vita ho bisogno della tua disponibilità più completa e della tua capacità di comprensione più profonda. Ho bisogno che tu fluisca liberamente verso di me, senza alcun ostacolo esterno. Ne ho bisogno come dell'aria che respiro. Se non puoi donarmi tutto questo, non venire. Davvero: non venire. Perché probabilmente mi sono sbagliata sul tuo conto...”

“Mi ha parlato delle avversità che a volte si abbattono sugli umani e del dolore generato dalla persistenza della memoria che solo la morte riesce a cancellare. Ha alzato la testa e mi ha indicato la stella che occupa una posizione fissa sulla verticale del Polo, intorno alla quale girano senza sosta le costellazioni del Cielo. [...] Allo stesso modo, disgrazie, fortune, gioie e dolori girano intorno alle nostre vite, e se oggi sei infelice, domani sarai di nuovo felice. Questa verità così semplice, così netta, la conosco da sempre, eppure non so più cosa significhi, perché è fatta solo di parole , di lettere ammassate senza più senso, nient'altro che cenere, farina nella mia bocca. [...] Io sono questo vagone senza pareti, né tetto, né mercanzie, alla mercé del vento, spinto, trainato da una locomotiva di cui non conosco né la destinazione né il conducente. Ma pazienza. Non ho più niente da temere. Andrò fino in fondo ai binari, anche se la nebbia mi sembra di uno spessore infinito.”

“Mi ha spiegato che la raccomandazione a non fare i capetti, i vanitosi o gli intelligentoni crea delle barriere intorno a certi recessi della nostra personalità e da adulti ci spaventa l’idea di riscoprirli. Allora tendiamo a nascondere quelle parti di noi, quelle parti eccessive, oscure, eccentriche o ambigue, per la paura di non essere amati. Ma erano proprio quelle parti di noi -secondo lui - a essere le più belle.”

“Mi hai dato ciò che non immaginavo, un tempo dove ogni secondo di te conterà nella mia vita più di ogni altro secondo. Io ero di tutti i villaggi, tu hai inventato un mondo. Te ne ricorderai, un giorno? Ti ho amato come non credevo che fosse possibile. Sei entrato nella mia vita come si entra nell’estate. Non provo né rabbia né rammarico. I momenti che mi hai dato hanno un nome: l’incanto. Lo hanno ancora, sono fatti della tua eternità. Anche senza di te non sarò mai più sola, perché tu esisti da qualche parte.”

“Mi historia es similar a la de otras miles de existencias anónimas, la de un ser insignificante, sin voz y sin voto; pero no son los detalles de esa vida de zooplancton lo que interesa, lo verdaderamente impactante es la impresión que esta pequeña vida deja en mí. Mi vida es semejante a la de una hormiga, pero mi percepción de ella se ha vuelto del tamaño de catedrales. Tan grande que lo invade y abarca todo.”

“Mi Humanidad Insiste (The Sonnet) Mi corazón insiste that I can't sit still, Till the society is human and thus starts living. Mi corazón insiste that I can't sleep in peace, Till I bring out the peace the world holds within. Mi conciencia insiste that I can't stop walking, Till I make the fallen rise to make their destiny. Mi conciencia insiste that I can't stop working, Till each human extends a hand out in solidarity. Mi alma insiste that my breath is not my own, Till I breathe life into the souls lost in misery. Mi alma insiste that I have no right over my veins, Till the veins of society are freed from disparity. Mi humanidad insiste the life of one is the life of all. Either we are one family or nothing at all.”