Quotessence
Home / Quotes / M Quotes

M Quotes

Browse famous quotes beginning with M. This page is a child index of the full Popular Quotes A-Z directory.

All M Quotes

“Mi-am conturat o lume imaginară încă de când te-am cunoscut. Lumea mea te viza pe tine, în diverse momente din viață, iar în toate momentele mă țineai de mănă mândru și încrezător în viitorul nostru. N-am să neg vreo secundă că nu te-am dorit din prima clipă în care mi-ai zâmbit. Ești conștient de farmecul pe care-l ai și mizezi pe asta când vine vorba de femei. Poate mă grăbesc puțin cu afirmațiile, însă nu mi-e rușine să recunosc adevarul. Sunt un om deschis și sincer care așteaptă același tratament. Nu-mi promite cuvinte fără sens, sentimente pe care nu ești capabil să le trăiești, ori povești de iubire fără conținut. Nu-mi promite nimic din ce nu ești dispus să oferi. Și dacă vrei să-ți dau voie să-mi fii alaturi, trebuie doar să mă iubești, iar eu îți promit că voi fi ca umbra; alături de tine toată viața.”

“Mi-am împrăștiat de bună seamă speranțele cam amețite peste haosul dulceag al unei realități în care televiziunile promovau în reitinguri criminale, scandalagii, analfabeții și prostituatele. Cu toții erau la împărțirea premiilor pentru modelele timpului. Se făcuse deja noapte adâncă peste viziunile mele. Tremuram a îngrijorare, acea doamnă severă a războiului existențial. Eram încă în Ieri? Sau deja se făcuse Azi? Un Azi în care îndobitocirea stătea la taifas cu toate prejudecățile timpurilor. Să fug? Într-un unde? Într-un Cotidian departe de toată lumea asta nebună, nebună… În Mâine? Poate.”

“MI AMADO Agradecida Por ti Por mí Por los Universos Paralelos Yo Nosotros Tú Estoy agradecida Por los cielos infinitos Bendiciones disfrazadas Ardiente gracia infinita Por la cual ni siquiera necesito correr Bendiciones Bendita Madre Tierra Padre Cielo De dos piernas de cuatro patas Alados Benditos sean Bendita sea yo Vuelen conmigo Vuelen dentro de mí Pues ahora veo Eres tú Dentro de mí.”

“Mi amigo sabía muy bien que yo nunca había tenido una mascota en casa, que mi madre no aceptaba ni moscas bajo su mismo techo, que mi hermana era alérgica a los gatos, que mi hermano estaba en contra del cautiverio de animales salvajes, que mi padre se opondría de manera contundente sin mayor motivo, etc., sin embargo, se arriesgó a encargarme su bicho, porque se acordaría tal vez de cuando hojeábamos juntos en las tardes de nuestra niñez una y otra vez todos mis libros de 'La vida de los animales' de Espasa Calpe. O simplemente se atrevió porque el amigo de la infancia es ese al que no podríamos negarle ningún favor y, aunque no lo viéramos varios años, bastaría con reencontrarlo de casualidad en la calle para tener la sensación de que el día anterior fue la última vez que lo vimos".”

“Mi amigo Óscar es uno de estos príncipes sin reino que corren por ahí esperando que los beses para transformarse en sapo. Lo entiende todo al revés y por eso me gusta tanto. La gente que piensa que lo entiende todo a derechas hace las cosas a izquierdas,y eso, viniendo de una zurda,lo dice todo. Me mira y se cree que no lo veo. Imagina que me evaporaré si me toca y que,si no lo hace,se va a evaporar él. Me tiene en un pedestal tan alto que no sabe cómo subirse. Piensa que mis labios son la puerta del paraíso,pero no sabe que están envenenados. Yo soy tan cobarde que,por no perderle,no se lo digo. Finjo que no le veo y que sí,que me voy a evaporar... Mi amigo Óscar es uno de estos príncipes que harían bien manteniéndose alejados de los cuentos y de las princesas que lo habitan. No sabe que es el príncipe azul quien tiene que besar a la bella durmiente para que despierte de su sueño eterno,pero eso es porque Óscar ignora que todos los cuentos son mentiras,aunque no todas las mentiras son cuentos.Los príncipes no son azules y las durmientes, aunque sean bellas, nunca despiertan de su sueño. Es el mejor amigo que nunca he tenido y, si algún día me tropiezo con Merlín,le daré las gracias por haberlo cruzado en mi camino.”

“Mi appellai ad alcuni capi di Frenetici i quali, secondo le mie indicazioni, si sono messi a organizzare la distruzione dei giovani. Il metodo è molto semplice: si prendono i bambini nel momento in cui la loro intelligenza non è ancora sviluppata, in cui le loro passioni obbediscono ancora al minimo stimolo; li si fa vivere intruppati, vestiti e armati in modo uniforme e, grazie a discorsi magici e a esercizi fisici collettivi di cui noi possediamo il segreto, diamo loro quello che noi chiamiamo il "culto dell'ideale comune": è una devozione assoluta a un personaggio sbraitante e autocratico, o a un certo modo di vestire, o a qualche parola d'ordine, o a una certa combinazione di colori, poco importa. Ci basta allora di aver qui due gruppi opposti (o più di due, ma preferibilmente in numero pari) di giovani mantenuti in questa tensione sentimentale; l'unica precauzione da prendere è di non lasciare al loro cervello il tempo di funzionare, ma è facile. Allora (mi capite?) quando sono al punto giusto, li si lascia andare gli uni contro gli altri... e, dopo, si può respirare per un po'. Nello stesso tempo, ciò occupa e arricchisce i fabbricanti e i mercanti di uniformi e di armi e gli autori di esortazioni all'ecatombe, uno dei quali scriveva recentemente: "Un giovane che non è ucciso nel fiore dell'età, non è più un giovane, ma un futuro vecchio". (151)”

“Mi avvio, come si dice, alla conclusione. Il nostro compito è trovare le soluzioni per i casi che di volta in volta ci si presentano. Ma bisogna essere consapevoli del fatto che la capacità di trovare le risposte e le soluzioni ai conflitti si basa sulla capacità di convivere con l’incertezza, con l’opacità del reale. Il poeta inglese John Keats la chiamava «capacità negativa». Per lui era la dote fondamentale dell’uomo in grado di conseguire risultati autentici, di risolvere davvero i problemi. Keats chiamò «negativa» questa capacità per contrapporla all’atteggiamento di chi affronta i problemi alla ricerca di soluzioni immediate, nel tentativo di piegare la realtà al proprio bisogno di certezze. Cercare subito un’interpretazione univoca da cui far discendere una soluzione immediata e rassicurante è, nella maggior parte dei casi, un comportamento automatico e, in definitiva, un espediente per sottrarsi al dovere di pensare. Al contrario, per Keats, accettando l’incertezza, l’errore, il dubbio è possibile osservare piú in profondità, cogliere le sfumature e i dettagli, porre nuove domande, anche paradossali e dunque allargare i confini della conoscenza e della consapevolezza. Mio nonno era un professore di filosofia. Quando ero piccolo mi diceva spesso una frase (non so se fosse sua o si trattasse di una citazione, e non ho mai voluto controllare) che ho capito davvero solo quando lui non c’era piú da molto tempo. Suonava piú o meno cosí: in ogni attività, in ogni lavoro, è salutare di tanto in tanto mettere un punto interrogativo ad affermazioni che abbiamo sempre dato per scontate.”

“Mi bisabuelo se había negado a servirles y se lo habían permitido pero solo a medias y solo porque habían reconocido en él lo mismo que ellos tenían dentro las mismas ganas de someter al que está debajo. Sabían que esos no eran los peligrosos porque esos nunca miran hacia arriba nunca apuntan hacia arriba solo hacia abajo. A esos está bien tenerlos cerca porque a veces hay que poner orden y esos son los que disparan adonde hay que disparar los que están dispuestos a cualquier cosa.”

“Mi condusse nella galleria degli specchi deformanti. "Si tratta di un'immagine vera? No. Adesso si guardi e mi dica cosa le piace del suo aspetto fisico. Faccia di tutto per mettere in risalto questi punti di forza. Ma la cosa più importante è ciò che lei sprigiona da dentro. La fiducia in sè stessi è il principale punto di forza. Sia felice e sarà irresistibile! Si sazi di bellezza e sarà attraente. La smetta di nutrire i suoi ratti, Camille. I "ratti" son ole paure, i complessi, le convinzioni sbagliate, la parte di lei che ama farsi compatire e recitare la parte di Calimero. Riesce a capire cosa sta cercando, inconsciamente, quando interpreta questo brutto ruolo?" "Forse se sono brutta non attiro troppo l'attenzione e non rischio di deludere qualcuno o di restare delusa! E se le persone non si aspettano troppo da me, almeno vivo in pace!" "E qual è invece l'insidia insita nell'attirare gli sguardi?" "Più sguardi significa più commenti, più giudizi, più rischi di essere ferita..." "Salvo che nessuno potrà colpirla se è invulnerabile e ha fiducia in sè stessa. Per prima cosa, tutte le mattine, davanti allo specchio, cambierà dialogo interiore. Ripeterà affermazioni positive. Poi imparerà l'arte della modellizzazione. Qual è la donna che ammira di più e perchè?" "Isabelle Huppert, trovo che abbia un fascino incredibile". "Benissimo. Allora si metta a studiare Isabelle Huppert, i suoi atteggiamenti, il suo modo di camminare, di sorridere... Si alleni a riprodurre i suoi gesti. Finga di essere Isabelle Huppert che cammina per strada. Come reagiscono le persone intorno a lei?”

“Mi consejo para los escritores es practicar todos los días, escribir, escuchar lo que dicen las personas, observar que ahí en la calle o en sus mismos hogares se puede ver más de lo que ellos creen, solo es cuestión de prestar atención a los detalles. Cargar siempre un papel y lapicero para apuntar ideas, esto es clave para que no se pierdan. Esa idea que dejas escapar puede determinar o no el éxito de una novela, cuento. Por eso la importancia de siempre estar preparado para ese momento. Ese momento al que llamamos inspiración y ocurre cuando menos lo pensamos, pero cuando ocurre solo te queda algo, dejar lo que estabas haciendo y escribir. Sin parar, dale que dale, va salir algo bueno, te lo aseguro.”

“Mi coprii la faccia con la mano e piansi le lacrime più cocenti che avessi mai versato. Le sentii serpeggiare tra le dita e giù per il mento, e scottarmi, e mi si chiuse il naso, e non riuscivo a smettere, e poi lei mi toccò il polso. «Se mi tocchi muoio» dissi. «Sei sicura che non verrai con me? Non c'è speranza che tu venga? Dimmi soltanto questo». «No» rispose. «No, caro, no». Non mi aveva mai chiamato caro.”

“Mi Corazon. Mi alma. Son tuyos." My heart. My soul. They are yours, he whispered against the generous curve of her breast as a million sensations, all of them hot, all of them rich, all of them straddling the razor-sharp edge of pain, ripped through his loins like a flash fire and stripped him of everything but consciousness. "Tuyo. Todo que tengo es tuyo." Yours. Everything I have is yours.”

“Mi corazón, sensible y amante, se hubiera fácilmente entregado si hubiese encontrado un corazón capaz de comprenderlo... Intenté ligar amistad con algunas niñitas de mi edad, sobre todo, con dos de ellas, a quienes quería, y que por su parte también me querían en la medida en que eran capaces; pero, ¡ay!, ¡qué estrecho y versátil es el corazón de las criaturas!... Pronto me percaté de que mi cariño no era comprendido. Una de mis amigas había tenido que volver a su casa y regresó algunos meses más tarde; durante su ausencia había pensado en ella, conservando con aprecio un anillito que me había regalado. Al ver nuevamente a mi compañera mi alegría fue grande, pero ¡ay! sólo obtuve una mirada de indiferencia... Vi que mi cariño no era comprendido, y no mendigué un afecto que se me rehusaba. Sin embargo Dios me ha dado un corazón tan fiel que cuando ha amado sinceramente, ama siempre, por eso he continuado rezando por mi compañera y la amo todavía.”

“Mi cuarto esta oscuro, y Etienne envuelve sus brazos a mi alrededor. Escuchamos a la cantante de ópera en un silencio tranquilo. Estoy sorprendida por lo mucho que extrañare Francia. Atlanta fue casa por casi diesiocho años e incluso cuando solo he estado en Paris por los últimos nueve meses, me ha cambiado. Tengo una ciudad entera que conocer el año que viene pero no estoy asustada. Porqué tenía razón. Para nosotros dos, casa no es un lugar. Es una persona. Y finalmente estamos en casa.”

“Mi cuerpo es la letra cuando mi mano tienta a estructurar cada sitio recorrido por mi saliva, cada silencio oculto por mi piel, cada roce estancado en toda mi agonía, en el luto material de la maldita enfermedad que no se quita, porque aquí es donde mi cuerpo es tiempo, y el tiempo es el simple recorrer de mis ojos al encuentro de esta espera, de este escribir irrompible y deshecho, de este cuerpo enfermo.”