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Politica Quotes

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Politica Quotes

“Negli anni appena trascorsi è stata condotta vittoriosamente una battaglia semantica contro la dittatura del "politicamente corretto", accusato di conservatorismo, ipocrisia e perbenismo. I tabù linguistici sono caduti tutti. Perfino la bestemmia è stata "sdoganata" perché qualunque parola deve essere "contestualizzata". I contesti sono infiniti. Così ogni parola è infinitamente giustificabile. Il degrado è pervasivo, e ha contagiato anche chi non l'ha inaurato e anzi, all'inizio, l'ha deplorato. Così, cisi è assuefatti. Ma il risultato non è stato una liberazione, ma un nuovo conformismo, alla rovescia. Oggi è politicamente corretto il dileggio, l'aggressione verbale, la volgarità,la scurrilità. È politicamente corretta la semplificazione, fino alla banalizzazione, dei problemi comuni. Sono politicamente corretti la rassicurazione a ogni costo, l'occultamento delle difficoltà, le promesse dell'impossibile, la blandizia dei vizi pubblici e privati proposti come virtù. Tutti atteggiamenti che sembrano d'amicizia, essendo invece insulti e offensioni. I cittadini comuni, non esperti di cose politiche, sono trattati non come persone consapevoli ma sudditi, anzi come plebe. Cosicché leposizioni sono ormai rovesciate. Proprio il linguaggio plebeo è diventato quel "politicamente corretto" dal quale dobbiamo liberarci, ritovando l'orgoglio di comunicare tra noi parlando diversamente, non conformisticamente, seriamente, dignitosamente, argomentatamente, razionalmente, adeguatamente ai fatti.”

“In generale, ricevetti critiche da sinistra e da destra: i miei lettori di destra (perché anche le persone di destra leggono) si offesero molto, perché lo scrittore che aveva sempre consegnato loro dei libri apolitici, questa volta aveva pubblicato un libro che non condividevano ideologicamente. D'altra parte, anche i miei compagni di sinistra si arrabbiarono, perché credevano che non fosse giusto scrivere un romanzo su cose così gravi come quelle che accadevano in quei frangenti (p. 83).”

“A particular visibilidade do centro-direita deve-se também ao facto de que os partidos mais à esquerda têm, por constrangimentos ideológicos, dificuldade em olhar para a imprensa cor de rosa como um meio legítimo de comunicação e ação política e em abrir as portas da sua vida privada, criando assim valor-notícia para a imprensa de celebridades e entretenimento.”

“...cuando los pueblos enloquecen, de ellos sólo pueden esperarse locuras, y no cabe la menor duda de que una parte pequeña pero influyente de nuestra España ha caído en la demencia. Esa parte ha decidido que no puede soportar cerca a los que no son exactamente como ella, no piensan como ella, no se comportan como ella... Me temo que algunos sólo andan a la busca de un pretexto que les permita librarse de nosotros.”

“«Questo sta a lei scoprirlo, se ne ha voglia. Oppure può fermarsi alla forma che hanno fatto prendere all'acqua». «Non ho capito, mi scusi». «Io non sono siciliana, sono nata a Grosseto, sono venuta a Montelusa quando mio padre ne era prefetto. Possedevamo un pezzetto di terra e una casa alle pendici dell'Amiata, ci passavamo le Vacanze. Avevo un amichetto, figlio di contadini, più piccolo di me. Io avevo una decina d'anni. Un giorno vidi che il mio amico aveva messo sull'orlo di un pozzo una ciotola, una tazza, una teiera, una scatola di latta quadrata, tutte colme d'acqua, e le osservava attentamente. «"Che fai?" gli domandai. E lui, a sua volta, mi fece una domanda. «"Qual è la forma dell'acqua?"». «"Ma l'acqua non ha forma!" dissi ridendo: "Piglia la forma che le viene data"».”

“Quello che sto per dire è molto strano. Ma scrivere mi è NOIOSO. Si, tra la rossa nebbia, tra questi schifosi orrori senza precedenti, al fondo di questa insensibilità vi è la noia. Un turbinio di eventi e - immobilità. Ogni cosa sta crollando, sta andando al diavolo - e non c'è vita. Nella vita umana vi è sempre l'elemento della lotta volontaria; adesso essa quasi non esiste. Ve n'è così poca, nel centro degli eventi. E vi è il fetore della carogna.”

“Por trás da animosidade pública ao parlamento, inconsciente ou não, a tentação totalitária está sempre à espreita. Getúlio soube explorar a atávica indignação popular contra os congressistas e direcioná-la em seu proveito pessoal. Ele próprio sendo um político de carreira— ex-deputado estadual, ex-deputado federal, ex-ministro da Justiça, ex-governante do Rio Grande do Sul—, apresentava-se como alguém que extirpara definitivamente a política da vida nacional, como se faz a um câncer, em nome da moralização dos costumes e em prol da eficiência administrativa.”

“— Dacă te voi lăsa să pleci, va trebui să‐mi promiţi să respecţi nişte condiţii şi să‐ţi ţii mereu cuvântul. — Care? — Prima: nu vei putea intra în nici un grup politic, va trebui să‐ţi păstrezi întotdeauna independenţa intelectuală. A doua: va trebui să studiezi până la cel mai înalt nivel posibil şi să devii o persoană respectabilă. A treia: nu vei putea niciodată să uiţi de noi şi va trebui să le întinzi mâna fratelui tău şi surorii tale dacă vor avea nevoie de tine. — Nu e nevoie să‐mi ceri să jur. Sunt de acord cu toate acestea. — E uşor s‐o spui, dar e la fel de uşor să uiţi de ele... — Cum aş putea să uit de familia mea şi de obiectivele mele? Voi sunteţi toată viaţa mea şi singura mea dorinţă este să pot răsplăti, într‐o zi, toate eforturile şi toate sacri‐ ficiile tale. Fii sigură că voi studia cu perseverenţă şi nu voi avea nimic de‐a face cu politica... Adevărul e că deja mi‐e greaţă de ea!”

“A passagem do mundo da celebridade para o mundo da política é mais fácil quando não há necessidade de ingressar num partido político já existente para se ser eleito, quando os níveis de confiança nos partidos e nas elites políticas andam baixos e os cidadãos se sentem afastados ou desiludidos em relação aos partidos tradicionais.”

“Romper a monogamia não é [...] pra gente normal, nem pra gente descolada. É a ruptura das fracassadas, dos perdedores, das que habitam a margem de qualquer margem, para aquelas que nunca vão encontrar um par com quem fazer um ninho porque não há ninho que nos contenha nem que nos queira conter. [...] Nós temos outras ferramentas, porque somos feitas de outra massa. [...] Só temos que acabar de romper com a fantasia, dar o último passo, soltar a última amarra, fugir da influência dos centros do desejo, sair inclusive da margem para ocupar uma mais pra lá, encontrar as nossas iguais, olhar em suas caras, nomeá-las. E nos pormos de verdade a construir outra coisa.”

“La destra è figlia legittima degli interessi egoistici dell'oggi. La sinistra degli interessi di coloro che non sono ancora nati. Dobbiamo essere conseguenti nell'uso del nostro tempo: dedichiamo almeno un'ora al giorno a discutere se debba andare in pensione a 57, a 58 o a 60 anni, ma solo qualche secondo a progettare una risposta al fatto che continua ad aumentare il numero dei bambini che vivono in famiglie al di sotto della linea di povertà relativa. C'è un patto fra le generazioni che dobbiamo avere il coraggio di non dimenticare.”

“Vorrei, per essere proprio tranquillo, che tu non ti spaventassi o ti turbassi troppo qualunque condanna siano per darmi. Che tu comprendessi bene, anche col sentimento, che io sono un detenuto politico e sarò un condannato politico, che non ho e non avrò mai da vergognarmi di questa situazione. Che, in fondo, la detenzione e la condanna le ho volute io stesso, in certo modo, perché non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione. Che perciò io non posso che essere tranquillo e contento di me stesso. Cara mamma, vorrei proprio abbracciarti stretta stretta perché sentissi quanto ti voglio bene e come vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato ma non potevo fare diversamente. La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini”

“Il "popolo" che esercita il potere non è sempre quello stesso popolo sul quale il potere viene esercitato; e l'"autogoverno" di cui si parla non è il governo di ognuno su se stesso, ma quello che su ognuno hanno tutti gli altri. Inoltre, volontà del popolo significa in pratica la volontà della parte più numerosa e più attiva del popolo : la maggioranza, ossia coloro che son riusciti a farsi accettare come maggioranza; ne consegue quindi la possibilità che il popolo desideri effettivamente opprimere una parte dei propri componenti: contro questo abuso di potere, non meno che contro qualsiasi altro abuso, occorre prendere delle precauzioni.”

“Il governo dei popoli cambia natura. Dei vecchi governi, portatori d’indirizzi politici, restano solo le vestigia esteriori. Invece d’essere il centro propulsore d’energia politica, in vista di obiettivi determinati dalle scelte politiche, esso è piuttosto il gestore dello status quo, attraverso la garanzia dei suoi equilibri interni e la difesa dalle perturbazioni esterne. Non a caso – come s’è detto a proposito del nichilismo – è entrata nell’uso la parola molto moderna governance, la «governanza» della quale politologi e costituzionalisti à la page subiscono il fascino. La governance è il coordinamento efficace delle forze in campo, la loro «messa in rete» finalizzata alle diverse «tenute»: tenuta dei conti pubblici, tenuta della coesione sociale, tenuta del «sistema» economico-sociale complessivo, denominato «sistema» o «azienda». Il governo, nella sua visione classica, era chiamato a scelte incidenti sul corpo sociale, secondo visioni politiche. Nella governance, no. La sua funzione è una funzione di garanzia di ciò che esiste nel vasto campo delle forze che operano sul terreno sociale, dunque una funzione conservatrice. Essa mira alla gestione dell’equilibrio tra i fattori, a tenere sotto controllo le situazioni critiche, a ridurre i propri interventi autoritativi, a estendere l’autoregolazione dei diversi attori sociali, a rimettere in moto la macchina che si sia inceppata e a evitare l’implosione determinata dal crescere incontrollato della contraddizione degli interessi. La sostituzione di personale tecnico al personale politico, nelle compagini governative, è la naturale conseguenza. I tecnici sono coloro ai quali ci si rivolge per riparare i meccanismi in panne, per tenere insieme, in regime di compatibilità generali, i pezzi della macchina combinatoria dei soggetti che contano: s’intende, cioè, le forze che rappresentano coloro che avrebbero la forza d’incrinare, se lo volessero, le tanto indispensabili «tenute». Il compito dei tecnici, anche quando mostrano di usare tecniche innovatrici, è intrinsecamente conservatore. Chi sta fuori, non conta o, se la frustrazione e il malessere crescono al punto di creare difficoltà alla tenuta, lo si degna di qualche attenzione caritativa oppure, se non basta, c’è sempre il baculum, il bastone di cui parlava il cardinale Bellarmino, tenuto di riserva. Perciò, si può dire facilmente che la governance è un regime dal doppio regime: conciliatore con chi sta dentro, spietato con chi sta fuori. Così è ogni regime pastorale il cui volto benevolo si associa alla mano correzionale, cioè repressiva”

“O círculo vicioso baseia-se em as instituições políticas extrativas criarem instituições económicas extrativas, que, por sua vez, apoiam as instituições políticas extrativas, porque a riqueza e o poder económicos compram o poder político. (…) A essência da lei de ferro da oligarquia, esta faceta particular do círculo vicioso, é que os novos líderes que derrubam os antigos com promessas de mudança radical se limitam a trazer mais do mesmo.”

“Qualquer fenómeno social complexo, como, por exemplo, as origens das diferentes trajetórias económicas e políticas de centenas de sociedades no mundo inteiro, tem provavelmente uma infinidade de causas, o que leva a maioria dos cientistas sociais a rejeitar as teorias monocausais, simples e de caráter muito geral, procurando antes explicações diferentes para resultados aparentemente semelhantes que surgem em épocas e locais diferentes.”

“A centralização política gera resistência pela mesma razão que os regimes absolutistas se opõem à mudança: o frequentemente justificado medo de que a mudança retire o poder político àqueles que atualmente o detêm e o redistribua por indivíduos e grupos novos. Assim, tal como o absolutismo impede os avanços para o pluralismo e para a mudança económica, também as elites e clãs tradicionais dominantes nas sociedades onde não há centralização do Estado o fazem.”