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L Quotes

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“Le parole sono una forma elementare di mnemonica: una sequenza di suoni (l’alfabeto) usati per ricordare qualsiasi cosa, dalla più piccola alla più grande. Il linguaggio è, in sostanza, il ricorso a queste particolari mnemotecniche – le parole – per creare significato. E il parlare altro non è che un sistema ... mnemonico: un sistema che ha permesso all’Homo sapiens di assumere il controllo dell’intero mondo. È il linguaggio, e il linguaggio soltanto, con la sua mnemonica, che crea la memoria nel momento in cui l’Homo sapiens ne fa esperienza. Persino le scimmie più intelligenti non hanno pensieri, al massimo reazioni condizionate a certe pressioni primordiali, primi fra tutti il bisogno di cibo e il timore di fronte a minacce fisiche. Si badi bene, però, che la mnemonica non è semplicemente al servizio del linguaggio: la mnemonica è il linguaggio. Per tutta la storia del parlare umano – ed è irrilevante azzardare le solite congetture paleontologiche riguardo la sua datazione – l’uomo ha convertito oggetti, azioni, pensieri, concetti ed emozioni in codici chiamati convenzionalmente parole. Oggi nessuno sa – e non c’è ragione di ritenere che qualcuno avrà mai buone probabilità di saperlo – quando sia accaduto all’Homo sapiens di usare le parole come mnemonica, ma attualmente vi sono in tutto il mondo sei-settemila sistemi mnemonici diversi, meglio noti come lingue. Questi, e questi soli, sono il linguaggio. Semplici e chiari. Potrà anche essere divertente starsene a guardare individui, peraltro di comprovata intelligenza, spaccarsi il cranio contro lo stesso firewall: intere mandrie, intere generazioni, ere, età, un intero, luminoso firmamento di individui... Ma fino a quando?”

“Le parole sopravvivono ai sistemi perchè vivono di loro stesse: sono fuochi di memoria, segnali di trasmissione, transiti tra passato e presente, ancoraggi per evitare derive, non certo approdi definitivi, ma porti sicuri nel mare aperto della verità. Le parole, com'è noto, sono sapienti di per sè e per questo, ogni volta, prima ancora di pronunziarle bisognerebbe ascoltarle: come all'inizio. Infatti, non sono nostre, ma ci sono state donate, le abbiamo apprese. Perchè non suonino vane è necessario che non se perda l'eco profonda, che nel dirle si sia ancora capaci di risentirle - quasi a trattenerle - per evitare che con il suono ne svanisca anche i senso. La sapienza delle parole ha preceduto la filosofia e per molti versi l'ha preparata: in essa, poi, le parole sono maturate come frutti, si sono fissate in idee, si sono trasformate in concetti. Variamente definite, hanno acquisito spessore e pur rimanendo le stesse nel corso del tempo sono divenute polisemiche, in taluni casi anche equivoche. Una stratificazione di significati tutta da indagare. Le parole della filosofia, come del resto tutte le parole, sono poi vincolate dalla logica del contesto, ma, ora, nell'attenuarsi dei vincoli di tradizione hanno acquistato una loro singolare libertà perchè nessuno più ha l'autorità di sottoporle a una previa restrizione. Non si sono affatto sgravate del passato, ma sono più che mai feconde in forza di quel passato: eccedono se stesse per un sovraccarico di storia che mettono a disposizione senza ipoteche per la più ampia e e libera interpretazione. Per fare una buona filosofia basta, quindi, meditare sulle sue parole, seguirle nelle loro peripezie, procedere a una loro delucidatio, vincolarle di nuovo a più alti e differenziati livelli di definizione. Consapevoli, nel far questo, di prendere decisioni su di esse, di fare, appunto, teoria. Le parole, poi, sono depositi di sapienza, sono tradizione e perciò garanzia di continuità pur nella variazione dei significati: certo, per investigare, scoprire, bisogna disfarsi del peso del passato, ma il già noto se non costringe sostiene, rassicura, è piattaforma per il futuro, è possibilità di mettersi al riparo se si perde la rotta e si fa naufragio.”

“Le passioni umane sono una cosa misteriosa. Coloro che ne vengono colpiti non le sanno spiegare, e coloro che non hanno mai provato nulla di simile non le possono comprendere. Ci sono persone che metto in gioco la loro esistenza per raggiungere la vetta di una montagna. A nessuno, neppure a se stessi, potrebbero realmente spiegare perchè lo fanno. Altri si rovinano per conquistare il cuore di una persona che non vuole sapere nulla di loro. Altri ancora vanno in rovina perchè non sanno resistere ai piaceri della gola o alla bottiglia. Alcuni buttano i loro beni nel gioco oppure sacrificano ogni cosa per un'idea che mai potrà diventare realtà. Altri credono di poter essere felici sono in un posto diverso da quello in cui vivono e così passano la vita girando il mondo. Insomma ci sono tante e diverse passioni, quante e diverse sono le passioni. Per lei la passione erano i libri.”

“Le passioni umane sono una cosa molto misteriosa e per i bambini le cose non stanno diversamente che per i grandi. Coloro che ne vengono colpiti non le sanno spiegare, e coloro che non hanno mai provato nulla di simile non le possono comprendere. Ci sono persone che mettono in gioco la loro esistenza per raggiungere la vetta di una montagna. A nessuno, neppure a se stessi, potrebbero realmente spiegare perché lo fanno. Altri si rovinano per conquistare il cuore di una persona che non ne vuole sapere di loro. E altri ancora vanno in rovina perché non sanno resistere ai piaceri della gola, o a quelli della bottiglia. Alcuni buttano tutti i loro beni nel gioco, oppure sacrificano ogni cosa per un’idea fissa, che mai potrà diventare realtà. Altri credono di poter essere felici soltanto in un luogo diverso da quello dove si trovano e così passano la vita girando il mondo. E altri ancora non trovano pace fino a quando non hanno ottenuto il potere. Insomma, ci sono tante e diverse passioni, quante e diverse sono le persone. Per Bastiano Baldassare Bucci la passione erano i libri.”

“Le pedí un último beso, ya que yo todavía estaba enamorada de él y necesitaba saborearlo por última vez. Nos besamos y no quería que terminara. No había esa pasión abrumadora, sólo una triste aceptación de que las cosas habían terminado. Pero fue en ese momento en que sólo quería que dijera, “espera, todavía te quiero mucho y he cometido un terrible error.” Pensé, por favor, sólo llévame de vuelta a tus brazos y volvamos a ser lo que éramos… Pero no lo hizo. Mi corazón dolió durante meses.”

“Le Pen’s recipe for success was closely watched by fearful French democrats as well as by his emulators abroad. The FN focused intensely on the immigrant issue, and its ramifying related issues of employment, law and order, and cultural defense. It managed to bundle together a variety of constituencies and positioned itself to become a broad catch-all party of protest. It refrained from appearing to threaten democracy directly. When it won control of three important cities in southern France in 1995 and another in 1997, as well as 273 seats in regional legislatures in 1998, it acquired a capacity to reward its militants with office and force mainstream parties to treat with it. While there seemed little likelihood of its winning a national majority, the FN forced mainstream conservative parties to adopt some of its positions in order to hold on to crucial voters. The FN’s strategic leverage became so important in some southern and eastern localities that some conservatives with narrow margins allied with it in the local elections of 1995 and 2001 as the only way to defeat the Left. These successes at bundling constituencies, gratifying the ambitious, and forcing mainstream politicians into alliances moved the FN firmly into the process of taking root—Stage Two. In December 1998, however, a quarrel between Le Pen and his heir apparent, Bruno Mégret, divided the movement and drove its vote back down below 10 percent. Despite this setback, Le Pen rode a groundswell of resentment against immigrants, street crime, and globalization back to a shocking second-place 17 percent in the first round of the presidential elections of April 2002. In the runoff with incumbent president Jacques Chirac, however, Le Pen was held to 19 percent by a groundswell of French revulsion”

“Le persone che ho incontrato, quelle con cui sono entrata in contatto... Tutti quanti, anche se hanno paura, anche se soffrono e non trovano una via d'uscita, cercano qualcosa. Un passo alla volta, con determinazione, facendosi coraggio, spronandosi a vicenda e sostenendosi tentano di andare avanti. Solo io non riesco a muovermi di un passo. Per me, il tempo si è fermato.”

“Le persone che si lasciano incantare, che seguono in massa qualcuno che non produce niente, non capisce niente, ma parla bene in maniera persuasiva. A queste persone non passa neanche per l’anticamera del cervello che potrebbero sbagliarsi. Non riescono neanche a immaginare che possono ferire qualcuno irreparabilmente, senza motivo. Non si assumono la minima responsabilità degli effetti della loro condotta. Sono loro, quelli di cui ho paura. Sono loro quelli che vedo in sogno. Nel sogno tutto tace, e mi appaiono delle persone senza volto. Il silenzio si infiltra ovunque come acqua fredda, e in quel silenzio, tutto si scioglie.”

“Le persone, se ne hanno l'occasione, parlano di se usando espressioni di una franchezza sorprendente, del tipo: "Io sono talmente sincero e aperto da rendermi ridicolo", "Io sono troppo sensibile per trovarmi bene in un mondo come questo", "Io sono bravo a leggere nel cuore degli uomini". Ma mi è capitato molte volte di vedere persone "troppo sensibili" ferire gli altri senza alcuna necessità. E ho visto persone anche "sincere e aperte" usare la logica per imporre i propri interessi, senza neanche esserne consapevoli. Ho visto infine persone "brave a leggere nel cuore degli uomini" lasciarsi ingannare senza sforzo da adulatori visibilmente insinceri. A questo punto mi sembra naturale chiedersi che cosa ognuno di noi alla fin fine conosca di se stesso.”

“Le persone temono di morire perché hanno paura dell’ignoto. Ma per l’appunto, che cos’è l’ignoto? Ti propongo, Oscar, di non aver paura, ma fiducia. Guarda il viso di Dio sulla croce: subisce il dolore fisico, ma non prova dolore morale perché ha fiducia. Perciò i chiodi lo fanno soffrire meno. Si ripete: mi fa male ma non può essere un male. Ecco. È questo il beneficio della fede.”

“Le plaisir sexuel n'était pas seulement supérieur, en raffinement et en violence, à tous les autres plaisirs que pouvait comporter la vie; il n'était pas seulement l'unique plaisir qui ne s'accompagne d'aucun dommage pour l'organisme, mais qui contribue au contraire à le maintenir à son plus haut niveau de vitalité et de force; il était l'unique plaisir, l'unique objectif en vérité de l'existence humaine, et tous les autres - qu'ils soient associés aux nourritures riches, au tabac, aux alcools ou à la drogue - n'étaient que des compensations dérisoires et désespérées, des mini-suicides qui n'avaient pas le courage de dire leur nom, des tentatives pour détruire plus rapidement un corps qui n'avait plus accès au plaisir unique.”

“Le plus cruel, peut-être, c'est que nous cherchons des raisons. Nous sommes habitués à attribuer aux choses et aux formes un rapport de cause à effet que les lois de la physique élémentaire semblent indubitablement respecter. Nous ne nous en plaignons jamais. Il suffit pourtant que l'ordre des choses n'obéisse pas aux règles impérieuses de nos nécessités internes pour que notre système vacille. La force de l'habitude nous entraîne à penser que tout a un sens et une direction et maintient, dans un équilibre précaire, l'illusion d'un ordre donné selon lequel les choses iront bien. Il est rare qu'il en soit ainsi.”

“Le plus terrifiant dans la mort, ce n’est pas l’incertitude, c’est de savoir qu’on disparaît aux yeux du monde. Alors, permets-moi d’exister aux tiens : ne m’oublie pas. Malgré toutes tes existences passées et tes vies futures, malgré les aléas de tes incroyables aventures, de ton passé tragique et de ton avenir secret, de tes tribulations entre ici et là-bas, malgré tous les destins croisés et les personnalités qui auront marquées ton quotidien, rappelle-toi de la fillette que tu fascinais tant et de la femme qui a été ton alliée, ta confidente et ton amie durant ces derniers jours.”

“Le poison de Venise, c’est la féerie d’une architecture de songe dans la douceur d’une atmosphère de soie ; ce sont les trésors des siècles, amassés là par une race de marchands et de pirates, la magnificence de l’Orient et de l’ancienne Byzance miraculeusement alliée à la grâce de l’art italien, les mosaïques de Saint-Marc et le revêtement rosé du palais ducal ; le poison de Venise, c’est la solitude de tant de palais déserts, le rêve des lagunes, le rythme nostalgique des gondoles, le grandiose de tant de ruines ; dans des colorations de perles —perles roses à l’aurore et noires au crépuscule —, le charme de tristesse et de splendeur de tant de gloires irrémédiablement disparues ; et dans le plus lyrique décor dont se soit jamais enivré le monde, la morbide langueur d’une pourriture sublime.”

“Le pregunté una vez dónde va la mayoría de la gente cuando muere. Dijo que la mayor parte va al Purgatorio antes de pasar al Cielo. Luego hay otro grupo grande de gente que va al infierno y unos pocos van directamente al Cielo. Siempre me resultó difícil entender el concepto de infierno. Ella me explicó que ellos se han convertido en parte del infierno. Dios no envía a la gente al infierno. Ellos eligen estar allí. También hay niveles de purgatorio - como el tercer cielo de 2 Corintios 12 - El término no indica el lugar, sino la condición de la existencia.”