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S Quotes

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“Si vous m'accordez que l'homme a une âme - je veux que les bêtes en aient, toutes les bêtes - à commencer par le pourceau pour finir à la fourmi, aux animaux microscopiques. Si l'homme est libre les animaux sont libres, ils seront comme lui récompensés ou punis, que d'âmes diverses, que d'enfers, que de paradis eût dit Voltaire - cette réflexion est humiliante - elle conduit au matérialisme et au nihilisme. (If you grant me that man has a soul, I like to think that animals have souls, too-all animals, from the pig to the ant, even the microscopic animals. If man is free, animals are free; like him they will be rewarded or punished. So many different souls, so many hells, so many heavens, Voltaire would have said. This reflection is humiliating. It leads to materialism or to nihilism.)”

“Si vous vous persuadez à vous-même que vous pouvez faire une chose quelconque, pourvu qu’elle soit possible, vous la ferez, si difficile qu’elle puisse être. Si, au contraire, vous vous imaginez ne pas pouvoir faire la chose la plus simple du monde, il vous est impossible de la faire et les taupinières deviennent pour vous des montagnes infranchissables.”

“Si yo no te hubiera derribado esa noche en Aurvanger, ese Riki te hubiera matado." "Lo sé." "Si yo no te hubiera clavado la flecha en el hombro, otro te habría clavado una flecha en el corazón. Si no te hubiera elegido como dýr, podrías estar en cualquiera de esas aldeas que han ardido en la montaña." "Lo sé." -repetí. "Volvería a hacerlo." -dijo- "Todo.”

“sia il fumetto sia il cinema possiedono un tempo interno, o del significato, e un tempo esterno, o del significante. Il primo è il tempo rappresentato, attiene alla temporalità diegetica, narrativa, riferita alla vicenda: qui la durata è assoluta in entrambi i media, predeterminata all'origine dall'autore della storia. Il tempo del significante riguarda invece la durata della visione o della lettura, è il tempo della rappresentazione [...]. Se nel cinema la durata di un'inquadratura è anch'essa, per il fruitore, assoluta, poiché determinata nel numero di fotogrammi dal regista, nel fumetto è relativa, soggetta alla variabile rappresentata dalla personalità del lettore. - pag. 64”

“Sia narrowed her eyes, studying him. “Are you thinking about someone?” she asked with a teasing grin. “No,” he replied quickly, almost too quick. “Are you lying to me?” she pressed, her tone playful but sharp. “Why would I lie?” Dev countered, trying to sound casual. “Then tell me, she demanded, crossing her arms. “Hey, I’m the big brother here. Stop acting like you’re my elder sister,” he snapped, frowning. Sia smirked. “It’s not about that. You can tell me. I won’t say a word to anyone—promise. And who knows, I might even be able to help,” she said with a sly smile. Dev scoffed. “Ahh, I don’t need your help,” he replied, waving a hand dismissively. “Not even for her?” Sia asked, raising an eyebrow in challenge. “For who?” Dev asked, trying to sound indifferent, though his voice fal-tered slightly. “I know there’s a girl,” Sia said confidently, her arms folding tighter. “Girl? No…” he replied, a little too quickly. “Okay then, don’t tell me.” Sia shrugged, turning away with a smug smile. “Wait,” Dev called out, leaning forward. Sia spun around, eyes wide. “Tell me, tell me, tell me!” she squealed, prac-tically bouncing in place. “Hey, you little rat…” Dev groaned, rubbing his forehead. “It’s nothing to get excited about. And don’t you dare backstab me, got it?” “Of course, Bhai,” she said with a mischievous grin, placing a hand dra-matically over her heart. “The girl who helped Mom… she lives in this very building,” Dev said quietly, glancing around as if someone might overhear. Sia raised an eyebrow. “How do you know that?” “I know,” Dev said a little too loudly. “How are so sure, it is she?” she pressed, stepping closer. “Well… I… I just know,” he stammered, his voice fumbling. Sia squinted at him. “What are you hiding?” “I… I… you know… I just think Maa didn’t thank her properly. It was kind of rude. So… we should… you know… thank her,” he said, his words tripping over each other, clearly dodging the truth. “Huh?” Sia looked at him, puzzled. “You’re blushing like a tomato be-cause Maa didn’t say thank you properly?” “I mean… yes,” Dev muttered, quickly looking away. Sia rolled her eyes. “Okay, boring. I’m going to sleep,” she said, turning toward the stairs. “Wait! Listen—don’t tell Maa,” Dev called after her. “Of course,” Sia replied over her shoulder, her tone dripping with sarcasm. “I won’t waste her time like you just wasted mine.” For her, it was her normal brother who gets annoyed when people don’t act kind enough to other. So, for her its clearly no love. And with that, she disappeared down the stairs.”

“Siamangs—large black members of the gibbon family—swing high up in the tallest trees of the Asian Jungle. Every morning, the male and female burst into spectacular duets. Their song begins with a few loud whoops, which gradually build into ever louder, more elaborate sequences. Amplified by balloonlike throat sacs, the sound carries far and wide. I have heard them in Indonesia, where the whole forest echoed with their sound. The siamangs listen to one another during breaks. Whereas most territorial animals need only to know where their boundaries run and how strong and healthy their neighbors are, siamangs face the added complexity that territories are jointly defended by pairs. This means that pair-bonds matter. Troubled pairs will be weak defenders, while bonded pairs will be strong ones. Since the song of a pair reflects their marriage, the more beautiful it is, the more their neighbors realize not to mess with them. A close-harmony duet communicates not only “stay out!” but also “we’re one!” If a pair duets poorly, on the other hand, uttering discordant vocalizations that interrupt one another, neighbors hear an opportunity to move in and exploit the pair’s troubled relationship.”

“Siamo entrati in una nuova fase culturale - possiamo chiamarla «Era del Cinema» - in cui la più sorprendente perfezione della tecnica scientifica è consacrata a oggetti puramente effimeri, senza alcun riguardo alla loro giustificazione ultima. Sembra quasi che si stia sviluppando una nuova società che non riconoscerà alcuna gerarchia di valori, alcuna autorità intellettuale, alcuna tradizione sociale o religione, ma che vivrà per il presente, in un caos di pura sensazione.”

“Siamo istintivamente xenofobi: la diversità è vissuta come un possibile pericolo, un rischio, qualcosa di cui diffidare. […] Dunque, l'incontro con la diversità va gestito con il raziocinio, con l’intelletto, con il pensiero avanzato, con la conoscenza, con l’istruzione. Prima prendiamo atto dell'esistenza di una «parte cattiva» da gestire dentro noi stessi, meglio è, perché solo così inizieremo ad agire in prima persona per cambiare struttura alla nostra società.”

“Siamo pien3 di frasi fatte sulle emozioni. La paura che attanaglia. L'odio che acceca. La gelosia che arma la mano. La nostalgia che assale a tradimento. Pensare ai moti d'animo come realtà astratte ci fornisce un ottimo alibi per non sentirci responsabili dei nostri stessi sentimenti. Se essi si trovano da qualche parte là fuori, quando ci investono noi non ne abbiamo colpa, sono simili a eventi atmosferici e le loro conseguenze sfuggono al nostro controllo. Ma è falso. La paura non esiste senza qualcosa da temere e qualcuno che la tema. L'odio non aleggia sopra di noi come una nube nera pronta a pioverci addosso: per vederlo, occorre qualcuno che lo provi. La nostalgia non si dà senza qualcosa che ti manca e senza il tuo ricordo a misurarne l'assenza. L'idea che l'amore sia il frutto del capriccio invisibile di un Cupido cieco è un'immagine fatalista e immatura: esclude che amare sia una scelta, perché descrive l'essere umano come una creatura travolta da una forza misteriosa contro cui non può niente.”

“Siamo sinonimi ma non identici. I sinonimi si riconoscono a vicenda come vecchi colleghi, come un gruppo di amici che ha visto insieme il mondo. Si scambiano storie, si abbandonano ai ricordi sulle loro origini e dimenticano che anche se si assomigliano sono molto diversi, e nonostante condividano una serie di attributi, l'uno non potrà mai essere l'altro. Perché una notte tranquilla non è identica a una notte silenziosa, un uomo risoluto non è identico a uno fermo, e una luce brillante non è identica a una sfavillante; il modo in cui si inseriscono nella frase cambia tutto.”

“Siamo talmente abituati alla complessità distributiva che ormai l’accettiamo quasi come normale o come segno di un salutare “distribution mix” e, sebbene la situazione sia lievemente migliorata negli ultimi anni, grazie al consolidamento di Expedia Group, Booking Holdings e HotelBeds e al fallimento di vecchi dinosauri come Thomas Cook, i player in gioco rimangono ancora troppi.”

“Siamo tutti di sangue misto noi austriaci, specialmente noi cosiddetti austriaci di ceppo germanico: figli di un impero dalle più disparate etnie, razze, religioni. Se non ci ostinassimo comicamente a sentirci tuttora austriaci, anche dopo la scomparsa di quel leggendario impero, dovremmo riconoscere di essere addirittura americani... ma per arrivare a questo ci manca l’acume politico... È così purtroppo: le idee sono spesso surrogate dalle emozioni. Sono più dure a morire, resistono meglio al tempo, e tanto meglio quanto più sono irrazionali. Per esempio il grande sogno tedesco, il sogno dell’Impero, dello scomparso Sacro Romano Impero di Nazione Germanica di Carlo Magno... già l’imperatore Barbarossa ci si è addormentato su così profondamente, là sul Kyffhauser, che la barba gli è dovuta crescere attraverso il tavolo di pietra sul quale si appoggia... Ricostituire questo impero, riunificarlo, " farlo rivivere in tutta la sua potenza e il suo mistico splendore – ebbene: questo era già cent’anni fa il proposito della gioventù di lingua tedesca, è ancor oggi il suo sogno e la sua aspirazione, e non importa se questa gioventù, tedesca di lingua, tedesca di pensieri, tedesca di sentimenti, ha probabilmente nelle vene, là sulle rive del Reno, fin dai tempi di Arminio il Cherusco e dei suoi avversari romani, sangue in buona parte nubiano e libico, e nelle regioni a est dell’Elba, soprattutto in quelle che sono il cuore della riedizione bismarckiana di quell’lmpero, soprattutto sangue borussico e finnico e vendico; e perfino lungo il fiume dei Nibelunghi, nei paesi così cari al nostro cuore, sangue sloveno e boemo... Non importa: ha sentimenti germanici questa gioventù tedesca, imperial—germanici, pan- germanici, nevvero? Incalzata da quest’ansia, nei suoi sogni si vede già all’ombra della grande, fluttuante bandiera nero-rosso— oro — questa bandiera giovane più di tutte le bandiere, con quel nero che è presagio di morte, quel rosso che è ribollire di sangue e quell’oro che è inebriante promessa di vagheggiati destini... In verità mi chiedo commosso: chi son io mai perche' mi sia dato ancora di vivere una simile emozione! Un giovane tedesco, uno sbarbatello, se mi è consentito di esprimermi così liberamente, neppure adolescente, ancora un ragazzo: e già si esibisce orgogliosamente nella divisa dei campioni della libertà, epigoni dello Sturm und Drang nell’ideale della sempre vagheggiata e sempre fallita rivoluzione tedesca. Attestiamo il sogno tedesco, qui, nella culla dei voivodi rumeni, tra i fiumi Prut e Siret, circondati da rumeni, ruteni, polacchi, lipovani ed ebrei galiziani, orgogliosamente incuranti dell’eventuale rischio di esporci al ridicolo in un travestimento che ricorda il gatto con gli stivali —- com’e‘ bella anche questa fedeltà al patrimonio favolistico popolare tedesco!... No no, non dobbiamo vergognarci, siamo nel giusto, in ogni senso: anche questo regno di Romania nel quale oggi viviamo, è ancora talea e pollone dell’Unico Grande Impero, al suo vertice sta pur sempre un monarca della casa Hohenzollern-Sigmaringen, un principe tedesco... Mi si permetta di esprimere la mia incondizionata ammirazione per un atto di fede tanto coraggioso da spazzar via ogni meschina considerazione di opportunità politica!”